Carlo Cracco perde una stella Michelin

Il suo ristorante milanese scende da due ad una stella

Carlo Cracco Adesso verrebbe proprio da chiedersi se Antonino Cannavacciuolo abbia battezzato Carlo Cracco con una delle sue famose, nonché rumorose, pacche sulla schiena dopo che il suo Ristorante Cracco di Milano, situato in Via Victor Hugo, ha perso una ulteriore Stella sulla Bibbia della Gastronomia, la Guida Michelin, scendendo da due ad una sola soletta stellina.

La nuova edizione della Guida Michelin è stata presentata a Parma rivelando così, oltre i demeriti di Carlo Cracco , anche chi è riuscito ad aggiudicarsi una promozione, reo di aver condotto il proprio locale e cucina sotto una buona stella.  Nove infatti sono i cosiddetti magnifici chef della cucina italiana che possono vantarsi delle tre stelle assegnate dalla Guida, uno in più rispetto alla scorsa edizione.

Lo Chef Norbert Niederkofler aggiunge il ristorante St. Hubertus, di San Cassiano in provincia di Bolzano, agli altri otto già presenti con le tre onorificenze sulla Guida:  vale a dire il ristorante Piazza Duomo ad Alba, Da Vittorio a Brusaporto, Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio, Reale a Castel di Sangro, Enoteca Pinchiorri a Firenze, Osteria Francescana a Modena, La Pergola a Roma e Le Calandre a Rubano.

Arrabbiato ?

Come l’avrà presa Carlo Cracco non è dato a sapersi. Ma ne siamo certi sicuramente non bene visto come si inalbera in qualità di giudice insindacabile nel corso del programma MasterChef. Non vogliamo essere nei panni degli addetti ai lavori del suo Ristorante Cracco in questo preciso momento.

L’Italia, comunque, si conferma come seconda potenza mondiale per quanto riguarda la ristorazione, per così dire, stellata. Carlo Cracco non sarà il solo a gestire una stella. Insieme a lui quelle già esistenti ed in più altre ventidue nuove prime stelle assegnate ad altrettanti ristoranti italiani. Anche fra le due stelle risultano premiati tre nuovi ristoranti.

Questo il nuovo quadro di giudizio espresso dalla nuova Guida Michelin. Non rimane che augurare a tutti gli chef promossi di continuare a portare avanti con successo la cucina italiana nel mondo, Carlo Cracco compreso, naturalmente.