Orto didattico Come si diventa contadini per un giorno

Perché non coltivare un piccolo orto naturale nel cortile della scuola o in una struttura sanitaria?

Orto didatticoSeminare e coltivare frutta e ortaggi sono attività che mettono a frutto le abilità manuali, le conoscenze scientifiche, lo sviluppo del pensiero logico interdipendente. Coltivare un orto didattico a scuola significa imparare a “rallentare”. È un’esperienza altamente educativa. Ma significa soprattutto attenzione ai tempi dell’attesa, pazienza, maturazione di capacità previsionali. Lavorare con la terra aiuta i ragazzi a riflettere sulle proprie storie locali e familiari.

Nell’ orto didattico i ragazzi uniscono teoria e pratica, cioè il pensare, il ragionare con il progettare e il fare.   In un orto s’imparano i modi, i momenti adatti per seminare. Prima di far questo si deve preparare e concimare il terreno. È necessario poi seguire con cura i prodotti attendendo ai bisogni d’acqua e al controllo dei parassiti. Si possono conoscere infine le combinazioni e le rotazioni giuste fra le varie piante. ( https://www.portaledelverde.it/blog-giardinaggio/la-rotazione-degli-ortaggi/ )

L’ignoranza del coltivare la terra

La maggior parte degli studenti italiani ha sicuramente un nonno o un bisnonno che ha o che ha avuto a che fare con la coltivazione della terra. Il mestiere dei campi, quello dell’agricoltore, del coltivatore, è uno dei mestieri più difficili al mondo, che richiede grandi abilità, esperienze e competenze multiple. Nel comune modo di pensare resiste l’idea che essere contadini equivale ad essere ignoranti. Purtroppo è uno dei pregiudizi che ancora oggi la scuola stessa perpetua. Eppure l’arte di coltivare la terra che, storicamente, è stata fra le più di disprezzate ha tanto da insegnare a tutti noi, soprattutto nella realizzazione di un orto didattico.

Orto didatticoNon solo a scuola…

Perché non organizzare un orto didattico in un ospedale o in una struttura sanitaria? Un orto ben curato, con tanti vialetti e tante aiuole di verdure, ortaggi e fiori.  Un orto ricco di erbe officinali e piante che favoriscano la riproduzione e la presenza di farfalle. Un orto con tanti alberi da frutto. Frutti per tutti i mesi dell’anno. Un orto che abbia anche una bella serra di vetro per l’inverno e una zona dedicata al compost, elemento essenziale per cibare il terreno.

Un orto vorrebbe dire, per chi resta pochi o tanti giorni in ospedale, riconoscersi in un elemento essenziale della propria terra, cioè nel luogo in cui viviamo, fatto di storia, di tradizioni, di cultura, di memoria. E così noi tutti potremmo beneficiare sia della semplice visione di questo piccolo “paradiso terrestre”, sia della possibilità di fare qualche lavoro nell’ orto. Forse così avremmo bisogno di meno medicine e guariremmo più in fretta.

Sulla base di questi pensieri è stato realizzato all’ingresso dell‘SPDC di Cittiglio, diretto dal dott. Isidoro Cioffi, il “Giardino di Elisa (Lisetta)” al fine di migliorare non solo l’umanizzazione del reparto di psichiatria ma di tutto l’ospedale, questo piccolo giardino è una sorta di hortus conclusus. I pazienti e i loro visitatori possono usufruire di un giardino pensato al fine di favorire il contatto con la natura per trovare momenti di relax, allentare lo stress e dare sollievo alla mente e al corpo. Un altro progetto di orto didattico è stato realizzato con i pazienti al CD di Bisuschio e agli Orti della Casa del Bostano a Laveno, dove i pazienti possono intraprendere un percorso riabilitativo di carattere formativo-laboratoriale con l’obiettivo ultimo di verificare e potenziare le abilità lavorative.

Orto didatticoIl ritorno alla natura

Occorre imparare di nuovo l’abbiccì del rapporto con la natura. Per questo si è parlato di orti didattici, aule all’aperto dove apprendere un modo di stare al mondo per cui, anziché semplici consumatori, diventiamo creatori di vita, e nella pratica di una possibile autosufficienza apprendiamo il respiro della libertà interiore.  Partiti dalla scuola, si passa agli orti terapeutici. Spazi dove ci si prende cura di fiori e ortaggi scoprendo al contempo nell’ orto un luogo ideale dove intrecciare tutta una serie di scambi con la natura, l’ambiente e la comunità, coltivando intanto la pace interiore. Un giardino, un bosco, un orto, una piantina trasformano la Natura in qualcosa di vivo di cui prendersi cura.