La Ferrari di Shumaker all’asta assieme alle opere d’arte

E oggi a New York si batte il Salvator Mundi di Leonardo

Ferrari Siamo in piena stagione delle aste ed è gara tra i giganti del settore anche ad “aggiudicarsi” i titoli dei giornali. Riflettori puntati su New York, dove oggi da Christie’s va in vendita per una base d’asta di 100milioni di dollari il Salvator Mundi, il dipinto “perduto” di Leonardo Da Vinci che in questi giorni di esposizione ha raccolto migliaia di visitatori, e la Ferrari di Shumaker; avete letto bene proprio quella.

 Tanta gente normale in coda e tanti vip, che la coda l’hanno invece saltata: da Patti Smith a Jennifer Lopez, all’altro Leonardo, Di Caprio, che si prepara a interpretare proprio il genio da Vinci nella biografia tratta dal libro di Isaacson. Ma abbiamo già scritto del Salvator Mundi, la curiosità è sapere a quale prezzo potrà essere battuto (era stato venduto nel 2013 a 127,5 milioni di dollari al miliardario russo  Dmitry E. Rybolovlev) e se conquisterà il primato nell’ambito di un’asta che offre solo arte contemporanea. Curiosità, nella stessa asta sarà battuta una celebre rielaborazione dell’Ultima cena firmata Andy Warhol.

A proposito di accostamenti insoliti ma neanche tanto, anche da Sotheby’s, domani 16 novembre, va in scena un’asta d’arte contemporanea dai risvolti “particolari”. Accanto ad opere di Bacon, Lichtenstein, Warhol, Basquiat, Burri, Richter, Jasper Johns etc. destinate ad essere battute per cifre a sette-otto zeri, troviamo anche una Ferrari di Formula Uno. Non un’auto qualunque, ma la F2001 di 900 cavalli, che ha portato alla vittoria Michael Schumacher nel 2001 sia nel Grand Prix di Monaco sia in Ungheria. Per la cronaca: il Campionato mondiale si concluse con la vittoria del pilota della Ferrari con 4 gare in anticipo.

Base d’asta per la Ferrari F2001 tra i quattro ed i cinque milioni di dollari

Sotheby’s, che è la prima volta che mette in vendita un’auto di F1, la pubblicizza come “la più importante vettura moderna di Formula Uno esistente” e rimarca che la vittoria nel 2001 a Montecarlo è una vittoria che la Ferrari non ha ripetuto fino a quest’anno, quando Sebastian Vettel ha tagliato per primo il traguardo a fine maggio.

«La stagione 2001 – si legge nella presentazione del catalogo – è stata lodata da giornalisti e appassionati come “l’era d’oro” dei Grand Prix, soprattutto per i deliziosi motori V-10 […] gloriosi impianti a tre litri, capaci di raggiungere fino a 900 cavalli e quasi 19.000 giri al minuto, emettendo sinfonie di combustione interna che gli sportivi dei motori non avevano mai sentito prima, e probabilmente non avrebbero sentito mai più. Stravaganti corpi auto esteticamente curiosi, modellati in fibra di carbonio e componenti spaziali, modellati dal vento e  incredibilmente veloci – esprimendo contemporaneamente la precisione dell’ingegnere e l’immaginazione dell’artista».

Tutto questo per dire che la Ferrari è un’opera d’arte e che un posto accanto alle opere dei grandi maestri del ’900 se lo merita tutto. Dite di no?


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