Isabel Allende Oltre l’inverno

La signora della letteratura latinoamericana torna e commuove

Isabel Allende Con il penultimo romanzo, L’amante giapponese (2015), Isabel Allende aveva lasciato molti suoi fan con un po’ d’amaro in bocca: quel racconto inter-generazionale era percorso dalla vena gelida delle passioni incapaci di esplodere, di farsi carne, sangue, palpito. Non sembrava scritto (ma questo è solo un parere personale) dall’autrice de La casa degli spiriti, Eva Luna, Paula, D’amore e ombra.

Con “Oltre l’inverno” appena uscito per Feltrinelli (304 pagg – 18,50€), Isabel Allende sembra invece tornata alla sua vena più felice, dove con lirismo, saggezza e persino umorismo torna ad abbracciare con calore l’umanità dolente, quella tormentata dalla perdita e da ferite mai rimarginate. C’è anche la politica, la storia lontana del Cile devastato dalla dittatura, ma finisce per essere un pretesto, Isabel Allende va oltre, guarda alle tracce dolorose del dolore che quei fatti hanno lasciato nella storia, sino ad oggi.

E’ Albert Camus ad aver offerto lo spunto all’autrice cileno-peruviana con una frase de L’Été che recita: «Nel mezzo dell’inverno, ho finalmente appreso che in me c’era un’estate invincibile». L’invincibile estate dei sentimenti, dell’amicizia e dell’amore che curano.

Oltre l’inverno inizia con un piccolo incidente stradale che diventa catalizzatore di una storia d’amore inaspettata e commovente tra due persone che pensavano di essere ormai sprofondate nell’inverno della loro vita. Nel bel mezzo di una tempesta di neve a Brooklyn, il sessantenne Richard Bowmaster, uno studioso dei diritti umani, colpisce l’auto di Evelyn Ortega, una giovane immigrata senza documenti proveniente dal Guatemala.

Isabel Allende Ciò che in un primo momento sembra un piccolo inconveniente assume un tono imprevisto e molto più serio quando Evelyn si presenta alla casa del professore in cerca di aiuto. E’ qui che Richard chiede alla sua inquilina, la 62enne insegnante cilena Lucía Maraz, un consiglio. Queste tre persone molto diverse tra di loro diventano artefici di una storia affascinante che si sposta dalla Brooklyn di oggi al Guatemala del passato recente (Evelyn è stata torturata dal cartello criminale MS-13), al Cile del 1973, quello della giovinezza di Lucia in mezzo alla violenza del golpe, anni ’70 che segnano l’inizio di una lunga storia d’amore tra Richard e Lucia.

Con la minaccia che Evelyn potrebbe essere deportata se avvisassero le autorità, i tre s’imbarcano in una gelida  New York, in un’avventura molto particolare dai contorni gialli (che non sveliamo).


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