Nanni Moretti alla Festa del Cinema di Roma rivela di aver sconfitto un nuovo tumore Il cinema lo ha aiutato

Tra risate e spezzoni di cinema, David Lynch che voleva ucciderlo, ha shockato il pubblico con una rivelazione inedita

Nanni MorettiNanni Moretti è stato il protagonista della giornata di ieri alla Festa del cinema di Roma. Il regista e sceneggiatore romano ha scherzato con il pubblico in una lunga intervista a 360 gradi divisa in parti, dove è venuto fuori il Moretti spettatore (ma anche attore), Moretti produttore, Moretti giurato,  Moretti premiato e Moretti esercente. Non c’è stato spazio per la politica, su richiesta dello stesso ‘splendido 64enne’ che ha detto “Ma non chiedetemi di politica, non è questa l’occasione”. E poi ha anche rivelato di aver sconfitto un nuovo tumore, sorridendo e sentendosi più forte di prima e regalando al pubblico, a sorpresa, un cortometraggio inedito.

Autobiografia di un uomo mascherato è il titolo del corto. “Otto minuti ancora da montare, che vi voglio mostrare“. Abbiamo visto Nanni Moretti con indosso una sorta di burqa bianco traforato che gli copre le spalle. Cammina sul lungotevere mentre la sua voce dice: “I romani sono abituati all’uomo mascherato e non si voltano più, non fa loro impressione”. Si affaccia dalla finestra di un appartamento, c’è un trasloco in corso e dalle scatole ammassate tira fuori scarpe, vecchie agende colme di scarabocchi, le mette l’una accanto all’altra. La scena si sposta al suo cinema, il Sacher, dove il Moretti mascherato ha un dibattito con il Moretti senza maschera. “Ero io non l’avevate capito? E siccome dopo vent’anni da un’altra parte ho avuto un altro tumore e penso che si possa filmare non tutto ma quasi tutto, ho filmato una delle tante sedute di radioterapia“. Prima di andarsene dal palco Nanni alza le braccia e mostra i muscoli.

Ma come è iniziata invece la carriera da spettatore di Nanni Moretti, come è nato il suo amore per il cinema? “Ho iniziato a quindici anni a essere uno spettatore forte al cinema. Al Nuovo Cinema Olimpia e al Mignon, e la sera in piscina a giocare a pallavolo. Ho visto i classici e il cinema d’autore polacco e francese, Polanski e Skolimowski, Non so come, da spettatore a vent’anni mettevo insieme i Taviani e Carmelo Bene, tipi di cinema distanti”. Ma anche tanto cinema italiano “Andando al cinema noi spettatori eravamo divisi in due partiti, Antonioni e Fellini, io ero per Fellini. Vedevo Bertolucci, Ferreri, Olmi. Quei registi rifiutavano il cinema ricevuto in eredità e la società ricevuta in eredità, cercavano con il loro cinema di prefigurarne uno nuovo, e una nuova società. E siamo arrivati a me attore per altri“.

La partenza

Il suo inizio da attore è stato invece coi fratelli Taviani e il mediometraggio Come parli frate in cui interpreta Don Rodrigo. Da li l’inizio della sua carriera da autore-regista. “Io mi ricordo nel settembre del settantadue un mio amico giornalista, avevo preso la maturità e finite le vacanze mi chiese ‘ora a che facoltà ti iscrivi?‘. Io, arrossendo, dissi che non avrei fatto l’università. E arrossendo sempre di più, a lui che chiedeva dissi ‘vorrei fare del cinema’, e lui ‘ma da attore o regista?‘, e io ‘tutte e due le cose’. In modo confuso questo speravo e la stessa sensazione la davo a i registi a cui chiedevo sia di fare l’assistente che di recitare. Ho lavorato con Peter Del Monte, i Taviani, Bellocchio, e mi rendevo conto che loro non capivano perché volessi fare entrambe le cose“.

Una delle cose più famose di Nanni Moretti è il suo cinema, il Nuovo Sacher, aperto 26 anni fa con l’amico produttore Barbagallo, proprio qui a Roma. E com’è il Nanni Moretti esercente, come vive questo periodo della storia del cinema, tra streaming e tv sempre più sofisticate? Mentre è sul palco telefona al suo cinema per sapere quanti spettatori ci sono per Nico, 1988, di Susanna Nicchiarelli (vincitore a Venezie categoria Orizzonti) terzo spettacolo: “Giulio, quanti? 24. L’altro lunedì? 36. Che pubblico c’è? Non sono i nostri abituali, dall’abbigliamento penso sia gente musicisti o della radio, si salutano tra loro”. La prima programmazione del Sacher, il 1 novembre, fu Riff Raff di Ken Loach. E il momento più bello da eserecente?Quando nel novantatré facemmo Heimat 2, un film con tredici lungometraggi a Monaco anni Settanta. Il pubblico non è sempre innocente“.

Chiudiamo con un ricordo di Nanni, che si lega con il prossimo grande ospite della Festa del cinema di Roma, David Lynch (il 4 novembre). Si trovava a Cannes, quando vinse con La stanza del figlio, “La sera della proiezione mi sedetti in sala, si aspettava Laetita Casta per il film di chiusura. Lei tardava e io sono stato preso dall’ansia e sono uscito in questo grande atrio, vuoto. Si apre una porticina esce un tizio con i capelli bianchi. Con gesto elegante tira fuori al sigaretta, era David Lynch. Non sapevo che mi conoscesse, quando gli passo accanto mi dice ‘Nanni un giorno o l’altro io ti ammazzerò'”. Chissà se si incontreranno di nuovo in questi giorni e cosa diranno. Non ci sono riusciti due tumori, caro David non riuscirai neanche tu a fermare Nanni.

 


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