Louis Garrel

Il mio Godard comico

Louis GarrelSorprendente, comico, irriverente, imbruttito e straordinariamente bravo questo è Louis Garrel nel bel film del premio Oscar con The Artist,  Michel Hazanavicius , Il Mio Godard ( al cinema dal 31 Ottobre), dove l’attore francese  (che questa estate si è sposato con Letitia Casta dopo due anni di relazione) con occhiali spessi e capelli radi presta il volto al mito del cinema francese Jean Luc Godard, raccontato, per volontà del regista, dal punto di vista di Anna Wiazemesky,(l’attrice Stacy Martin) ( dal libro Un an apres) giovane moglie di Godard, in un matrimonio durato due anni in cui tra il 68 e la crisi del suo cinema, l’amore finisce.

Louis Garrel «Lo so è incredibile pensare che un film che si chiama Il mio Godard sia comico – racconta ridendo,  mischiando italiano e francese –  non è stato neanche per me semplice accettare. Amo il cinema di Godard, sono cresciuto nutrendomi del suo mito e non volevo rovinarmi il sogno. Ma Hazanavicius mi ha spiegato bene le sue intenzioni e ho capito che lo humor era una chiave molto interessante per raccontarlo.»

Anche perché lei è famoso per essere un bravissimo imitatore di Godard con la sua esse sibilante?

Louis Garrel «Si, questo è vero, diciamo che sono partito dalla mia imitazione per lavorare sul personaggio, ma volevo evitare l’aspetto posticcio e non sapevo bene come fare, alla fine ho fatto mia proprio l’idea del fumetto. Mi ha reso più leggera l’interpretazione, anche perché si gioca su più registri anche su quello drammatico

È la prima volta che la vediamo in un ruolo così diverso, buffo, comico

Louis Garrel «E sono molto contento. Effettivamente per la prima volta indosso una maschera.  Interpreto un personaggio completamente diverso da me e il fatto che l’abbia reso credibile, mi ha fatto molto piacere. In fondo ho interpretato sempre un po’ me stesso: in tutti i film con mio padre ( Philippe Garrel, regista ) in quelli di  Valeria Bruni Tedeschi ( sua compagna per molti anni con cui ha adottato una bimba senegalese), adesso finalmente mi sento più libero come attore e mi diverto tantissimo

Per la terza volta ( The Dreamers di Bertolucci, Les amants reguliers di Philippe Garrel) ha a che fare con la ribellione dei giovani del 68

Louis Garrel «Si ormai sono legato a quel periodo come se l’avessi vissuto – racconta divertito –  Un ‘epoca meravigliosa, dove si reinventava proprio il linguaggio della comunicazione. Anch’io da studente ho contestato, è una specie di rito civile in Francia per diventare grandi e consapevoli cittadini, ma i ragazzi del 68 riuscirono a coinvolgere operai, impiegati, tutto il mondo. Non c’è più niente di paragonabile a quella forza. »

 

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