Fiorello alla Festa del cinema di Roma L’attore ? Non è roba per me

Il mattatore ha fatto impazzire tutti, una carica di simpatia e verve che ha ribaltato il tappeto rosso

fiorelloNon appena si è presentato sul tappeto rosso della 12esima edizione della Festa del cinema di Roma, Fiorello si è preso subito due rimproveri. Uno perchè si è fermato con ognuno, letteralmente, ognuno dei fan presenti e adoranti per farsi firmare un poster, una foto o farsi un selfie con lui e scambiare qualche chiacchierata. Tanto che gli organizzatori han dovuto tirarlo per la giacchetta per farlo entrare in sala Sinopoli alle 17.30, per iniziare la conversazione concordata.

E poi proprio la giacchetta è stata oggetto di critica. “Mi han rimproverato che non si va sul tappeto rosso con una giacca rossa!”. Ovviamente tutto scherzando, ma bisogna dire che quella giacca era forse il più grande omaggio al James Dean di Gioventù bruciata.

Fiorello ha trasformato la giornata in un’autentica festa. il suo talento di showman e ex animatore turistico è venuto fuori tra imitazioni, battute e gag con il pubblico. E’ stata una chiacchierata sul cinema in cui Fiore ha portato i suoi film preferiti. “Gli ho detto i primi cinque titoli che mi sono venuti in mente per liberarmene, non sono mica i miei film del cuore” ha detto riferendosi al direttore Antonio Monda, che lo intervista sul palco. Tra i tanti film ci sono peplum, i sono western e anche stranissimi film di kung fu. “Avete visto che cultura che ho eh ragazzi!” ha commentato ironicamente.

E Dio disse a Caino…, Maciste gladiatore di Sparta, Cinque dita di violenza per ogni film tira fuori una battuta, ferma le clip in corso, commenta e ricorda soprattutto, quando li vedeva da bambino, quando stava in sala anche 4 ore di fila, dalle 16 alle 20, mentre il papà lavorava. “Ai tempi si poteva”. E poi che gli piaceva uscire dalla sala facendo spoiler e rivelando chi sarebbe morto nel film ai nuovi spettatori.

L’animale da palcoscenico

Fiorello è un animale da palcoscenico ma, dopo aver visto una serie di spezzoni dai film da lui fatti, ci tiene a precisare che lui non è un attore e mano vorrebbe farlo. Ricorda ad esempio l’esperienza sul set de Il talento di Mr Ripley e la gentilezza di Anthony Minghella. “ma anche “le scene fatte anche 36 volte, le nove macchine da presa e io avevo persino una controfigura che mandavano a fare la prova luci. “Minghella aveva scritto la scena di Tu vuo’ fa’ l’americano proprio per me, dopo che mi aveva visto cantarla in un locale a Ischia. Sono anche andato alla serata degli Oscar, tutti mi dicevano ‘rimani con noi’, ero pappa e ciccia con Meryl Streep ma io volevo solo tornare a casa. Otto ore di volo tutte col Tavor!“.

fiorelloL’attore in famiglia è Beppe. Fiore addirittura ha detto di no a Weinstein, al centro delle polemiche per le molestie sessuali. “Non è che volessi fare l’eroe, era solo pigrizia: avevo già la griglia accesa per Ferragosto. Mi volevano sul set di Nine di Rob Marshall, ma capii che per una  posa avrei perso una settimana di vacanza, me ne stavo in Sardegna, gli ho detto di no. Mi ha scritto che non avrei mai più lavorato a Hollywood. Ma chi voleva lavorarci? L’aereo, il Tavor…  E poi il cinema mica è il mio mestiere!“.

Un grande che ha fatto innamorare di se tutto il festival ma che ha rivelato di non essere assolutamente uno da Festival del cinema. Non ama la rigidità di Venezia, “Dove vincono solo gente con nomi impronunciabili e film con titoli stranissimi“, non ama neanche in cinema d’autore “Lelouch, Chabrol, Truffaut…che differenza c’è? Una volta un mio amico portò a casa la cassetta di Un uomo e una donna, e io già che pensavo a chissà che cosa…invece che noia!


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