Tesori nazisti I capolavori del caso Gurlitt svelati in due mostre

Centinaia di opere d’arte raccolte dal figlio di un commerciante d’arte nazista

nazisti Le opere dei tesori nazisti verranno esposte per la prima volta in due mostre tra Germania e Svizzera. Dal 5 novembre al 4 marzo.

Nel 2013, il ritrovamento di 1500 opere d’arte in casa di un insospettabile ottantenne tedesco stupisce il mondo. Ammassate al buio, gli ispettori fiscali  trovano capolavori di Claude Monet, Paul Cézanne, Ernst Ludwig Kirchner, Otto Dix, Gustave Courbet, Chagall, Matisse e poi Renoir, Picasso, Klee, Kokoschka, Daumier, Canaletto, Max Liebermann, Franz Marc, Théodore Rousseau , Delacroix , Rodin… una collezione degna di un grande museo. E a questo punto, nel segreto conservato per 70 anni da un oscuro uomo qualunque, emergono dalle tenebre vicende legate ai furti nazisti , ai saccheggi subiti dalle famiglie ebree deportate e alla cosiddetta “arte degenerata”.

nazisti Chi era Gurlitt ?

Nato il 28 dicembre 1933 scomparso qualche mese dopo il ritrovamento del suo tesoro, di Cornelius Gurlitt si sa che non ha mai lavorato e che è vissuto vendendo di tanto in tanto qualche pezzo della collezione. Tuttavia ha portato nella tomba la maggior parte dei segreti del padre Hildebrand, che fu l’artefice di quella collezione straordinaria che per 70 anni Cornelius ha custodito. Fu uno scoop di Focus a rivelare al mondo ciò che nel corso di un controllo di routine, la polizia finanziaria aveva trovato nel suo appartamento: 1.406 opere d’immenso valore nell’appartamento di Monaco, altre, successivamente furono trovate a casa di suo fratello a Stoccarda e di nuovo in una seconda casa, su tutte l’ombra della Soah e delle spoliazioni dei beni degli ebrei durante il secondo conflitto mondiale.

Intanto, la trama della vicenda è andata lentamente dipanandosi, pur lasciando inalterati i molti punti oscuri. Acclarato che le opere di Cornelius Gurlitt gli provenivano dal padre Hildebrand, già mercante d’arte per conto di Hitler e direttore di museo scomparso nel 1956, si è appreso che Hildebrand Gurlitt, dapprima imprigionato, poi liberato dagli Alleati nel 1950, era stato lasciato libero di recuperare le opere della sua (si fa per dire) collezione, scoperta ad Amburgo dagli ormai celebri “Monuments men”. Altri capolavori, l’uomo sosteneva che fossero stati distrutti durante il bombardamento di Dresda.

nazisti Arte degenerata

Nel corso delle indagini, esperti e storici dell’arte avevano scoperto che molte delle opere della collezione erano appartenute a  musei nazionali, regionali o comunali e vendute legalmente dal Reich. Classificate come “arte degenerata” dopo il 1938, erano state rimosse per essere bruciate, ma in molti casi erano state cedute.

Le mostre

Il Kunstmuseum di Berna e il Bundeskunsthalle di Bonn presenteranno le opere delle case di Cornelius Gurlitt in due mostre parallele intitolate “Gurlitt Status Report” destinate ad attrarre amanti dell’arte da tutto il mondo.

Entrambe le esposizioni saranno incorporate in un contesto storico basato sugli ultimi risultati della ricerca sul “caso Gurlitt” e cercheranno di contribuire a fornire ulteriori prove per chiarire la provenienza delle opere nei casi in cui non è ancora stato fatto.

Il contenuto delle due mostre è strettamente coordinato. A Berna l’attenzione del percorso espositivo punta alla cosiddetta arte “degenerata” e sulle opere del circolo familiare Gurlitt. La mostra che si terrà  Germania si concentra sulle opere d’arte che sono state sequestrate dai nazisti su quelle per le quali la provenienza non è ancora stata chiarita. Contemporaneamente, la mostra a Bonn affronta i destini degli artisti perseguitati, dei collezionisti d’arte e dei concessionari d’arte. Inoltre, l’esposizione affronta il furto d’arte senza precedenti compiuto dai nazisti nei territori occupati.

La mostra al Kunstmuseum Bern è curata da Nina Zimmer e Matthias Frehner con il sostegno di Georg Kreis; quella in Germania da Rein Wolfs e Agnieszka Lulinska – con il supporto di esperti specializzati.

La mostra di Bonn sarà successivamente esposta al Kunstmuseum Bern nella primavera del 2018. Un’ulteriore tappa è prevista per la fine del 2018 al Martin Gropius di Berlino. Vengono inoltre esaminate altre opzioni per portare le mostre in altre città.

nazisti Il destino della collezione

Dopo la scoperta sensazionale del tesoro di Gurlitt, la Germania ha istituito una task force internazionale sull’arte saccheggiata che finora ha rintracciato i veri proprietari di appena cinque delle opere trafugate. Si tratta de la donna seduta di Henri Matisse, i cavalieri sulla spiaggia di Max Liebermann, l’interno di una chiesa gotica di Adolf von Menzel e la Senna con il Louvre di Camille Pissarro. La provenienza di altri lavori ancora in esame comprende opere di Edvard Munch, di Pierre-Auguste Renoir, di Auguste Rodin e di Paul Signac.

Quello che probabilmente è il miglior pezzo della collezione, La Montagne Sainte Victoire di Cézanne, che si trovava nella casa di Gurlitt a Salisburgo dietro un armadio , continua ad essere oggetto di una controversia legale con gli eredi di Cézanne sche la reclamano. Il lavoro della task force per definire la provenienza delle opere continua, tra grandi difficoltà. I curiosi potranno saperne di più qui: https://www.kulturgutverluste.de/Webs/EN/ProjectGurlitt/ResearchProgress/Index.html


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