Monet al Vittoriano in un viaggio meraviglioso

La mostra è occasione per ritrovare tutta la carica innovatrice dell’artista

Monet E’ aperta al Complesso del Vittoriano la mostra “ Monet – Capolavori dal Musée Marmottan Monet, Parigi ”, fino all’11 febbraio 2018. L’esposizione è curata da Marianne Mathieu, direttrice aggiunta dell’istituzione parigina. 60 dipinti, eccezionalmente prestati dal Musée Marmottan Monet di Parigi per ripercorrere il cammino artistico e umano di Claude Monet (1840-1926). Il padre dell’Impressionismo, il primo, colui che innescò la rivoluzione e la portò a termine quando ormai anziano, con la vista annebbiata dalla cataratta, nel giardino di Giverny che aveva amorevolmente costruito negli anni, intravvide l’universo mondo tra le fronde dei salici piangenti, i riflessi dell’acqua, la fragilità del ponticello giapponese, i colori delle ninfee.

Dissolvendo man mano le forme, Monet sarà il riconosciuto precursore dell’astrattismo informale, ma resterà egualmente il più popolare degli impressionisti francesi. Troppo popolare per non finire vittima dei clichè modello “scatola di cioccolatini”, un destino comune solo ai più grandi.

La mostra di Roma, che non segue un tema particolare, se non proporre un percorso temporale nelle tematiche di Monet , è l’occasione buona per cogliere la carica innovativa di questo artista. I ritratti dei figli e della famiglia, le caricature con le quali il giovane artista tirava su qualche franco, i paesaggi urbani di Parigi e Londra e quelli naturali e, infine, le ninfee e i salici del giardino di Governi compongono il percorso dell’esposizione, che si conclude con “Glicini” (1919-20), uno di quei pannelli monumentali che Monet realizzò durante e appena dopo la Grande Guerra.

Siamo all’ultima fase della carriera di Monet e l’artista oscilla sempre più intensamente tra figurazione e astrazione realizzando opere che potrebbero definirsi “arte non figurativa”. In quel periodo, il mondo di Monet è blu, forse a causa dei disturbi che ne affliggevano la vista e che lui stesso riconosceva: “Vedo tutto blu, non vedo più il rosso, non vedo più il giallo; mi dà terribilmente fastidio perché so che questi colori esistono, so che sulla mia tavolozza c’è del rosso, del giallo, un verde speciale, un particolare viola; non li vedo più come li vedevo un tempo, e tuttavia li ricordo bene”.

Monet Le opere ri-materializzate

Una delle curiosità della mostra e la ri-materializzazione di una delle celebri Ninfee di Claude Monet, Water Lilies (1914-26), opera perduta e tornata in vita grazie alla tecnologia. E’ il 1958 un incendio al Museum of Modern Art di New York danneggia gravemente diverse opere, tra cui alcuni dipinti di Monet , andati perduti per sempre. Grazie alle più recenti tecnologie, Sky Arte HD ha riportato alla luce il capolavori distrutto nel rogo che viene esposto per la prima volta al pubblico

La storia dell’opera e la sua ri-materializzazione saranno raccontati nella produzione di Sky Arte HD Il Mistero dei Capolavori Perduti. Serie di 7 documentari diretta da Giovanni Troilo e co-prodotta da Ballandi Arts. Ciascuna puntata sarà dedicata a un dipinto perduto: distrutti, rubati, comunque scomparsi.

La mostra è posta sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, promossa dall’Assessorato alla Crescita culturaleSovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e della Regione Lazio, è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con il Musée Marmottan Monet, Paris.


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