Stampante 3D A breve saremo tutti creatori produttori e consumatori

La Lulzbot Mini stampante 3D domestica presentata al Nano World Fair di New York

Stampante 3D Gli esperti calcolano che nel giro di 15 anni, almeno due milioni di cittadini nordamericani avranno in casa una stampante 3D . Più precisamente, il calcolo previsionale è relativo alla Lulzbot Mini, modello economico e ad uso domestico di stampante 3D lanciato da un colosso del settore, Lulzbot appunto, al Nano World Fair di New York.

Verso il vero post-consumismo

L’azienda è infatti una tra prime ad aver investito nel settore della stampante 3D per uso familiare, nella convinzione, alquanto diffusa, che, dopo l’età del consumismo, che ha appiattito per decenni le scelte dell’uomo “ consumatore ”; nel prossimo futuro comincerà ad imporsi il desiderio di differenziarsi, “ personalizzare ” per meglio dire, o “ customizzare ” a voler usare un orrendo anglicismo.

Noi stessi creatori e produttori

Al momento potrà sfuggirci l’utilità pratica di avere in casa una stampante 3D , a meno di non voler pensare di mettere su una succursale della fabbrica di Babbo Natale per rendere felici i bambini di parenti e amici. In realtà nel futuro è scritto che diventeremo noi stessi i produttori – e magari i designer – degli oggetti dei quali potremmo avere bisogno: da un tavolino a una montatura per occhiali, da una borsa da viaggio a un paio di scarpe. E c’è un altro vantaggio da considerare, quello ecologico, visto che stampare in casa significa avere minori emissioni di gas tossici nell’aria, meno mezzi di trasporto sulle strade, ecc.

Stampante 3D Stampare richiede pazienza

Ma non lasciamoci ingolosire troppo, perché nonostante la stampante 3D domestica costi intorno ai 1250 dollari, prezzo tutto sommato abbordabile, la Lulzbot Mini non è proprio un modello di efficienza e produttività visto che per stampare una spazzola per i capelli impiega  un intero giro di orologio, sì proprio 24 ore di tempo. Insomma, nulla togliendo alla tecnologia 3D, già ampiamente utilizzata a livello industriale e in costante progresso, tanto che si pensa che in un futuro un po’ più lontano possa essere ideale per costruire basi lunari o marziane, per il momento il caro vecchio shopping è salvo. A minacciarlo sono solo gli acquisti online, l’e-commerce che, secondo Eurispes, nel 2016 in Italia ha registrato una crescita del 20%, e a quanto pare, il 2017 non sarà da meno.


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