Trump l’ignorante schiaffeggia Unesco e Cultura

Ha annunciato il formale ritiro degli Stati Uniti dall’Unesco

Trump Trump è ignorante di governo, della storia, della scienza, della filosofia, dell’arte, incapace di esprimere o riconoscere sottigliezze o sfumature, povero di ogni decenza”. Lo scriveva Philip Roth qualche tempo fa sul New Yorker. Non uno scrittore come gli altri, probabilmente il migliore romanziere dal dopoguerra, e certo, un profondissimo conoscitore dell’America e dell’animo americano. Ma non è di Roth che parliamo, visto che la notizia che da ieri sera ha fatto e rifatto il giro del mondo riguarda, purtroppo, la nuova sortita di Donald Trump che ha annunciato il formale ritiro degli Stati Uniti dall’Unesco, motivandolo con un «pregiudizio anti-israeliano» dell’organizzazione delle Nazioni Unite.

Qualche ora dopo, gli fa eco il premier israeliano Benjamin Netanyahu definendo «coraggiosa e virtuosa» la decisione americana e annunciando l’addio anche di Israele.

Palestina e USA

Già nel 2011, con l’accettazione della Palestina tra i Paesi rappresentati nell’Unesco, gli USA avevano reagito interrompendo gli 80 milioni di dollari annui di finanziamento; poi, in estate, la cosiddetta goccia che ha fatto traboccare il vaso, ovvero la decisione di accogliere la richiesta dell’Autorità nazionale palestinese, di inserire nel patrimonio dell’Umanità la Tomba dei Patriarchi nella Città Vecchia di Hebron, in Cisgiordania, definendo il luogo come «islamico», anche se il sito riveste importanza anche per la religione ebraica.

Da qui veementi proteste. Pochi giorni prima, un altro “sgarbo” a Israele: il voto favorevole per Gerusalemme vecchia, dove l’Anp sostiene che «è a rischio di distruzione da parte della forza occupante» (Israele, appunto).

Per chi volesse approfondire vicenda e reazioni, ne abbiamo scritto QUI

Trump La filosofia dell’UNESCO

Concepita da un’idea partorita dalla Conferenza dei Ministri Alleati dell’Educazione (CAME) in pieno conflitto bellico (1942), l’UNESCO nasce nel 1945 ed entra in attività nel 1946. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, secondo l’atto costitutivo «nasce per promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni con l’istruzione, la scienza, la cultura, la comunicazione e l’informazione. E per promuovere “il rispetto universale per la giustizia, per lo stato di diritto e per i diritti umani e le libertà fondamentali».

L’Onu protegge le culture nel loro aspetto materiale e immateriale; difende il paesaggio e la natura e pone molta attenzione ai cambiamenti climatici, oltre a tenere alta l’allerta su quei tesori d’arte e di storia minacciati da guerre, cemento e devastazioni. L’Unesco non è un organismo perfetto ed è criticabile finché si vuole, è anche migliorabile, ma – funzioni o non funzioni  – è soprattutto un principio.

Un principio stabilito da uomini usciti dalla più devastante delle guerre, che ci dice come la pace sia raggiungibile solo attraverso l’istruzione e la cultura. L’Unesco in ultima analisi è un principio che parla di eguaglianza degli uomini nella loro diversità. Le culture più disparate sono state immesse nella lista dei beni patrimonio dell’Umanità. Dell’Umanità, non solo di qualcuno. E nulla di tutto questo può essere più distante dalla politica del presidente Trump .


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