Aldo Biscardi un addio alla moviola in campo

Il conduttore e ideatore del Processo del Lunedì s’è spento a Roma a 87 anni

Aldo Biscardi Qualche strafalcione non guastava. Anzi. E poi il suo parlare semplice, il suo accento molisano, i “tormentoni”  sono finiti per diventare parte del personaggio, di un pilastro della televisione italiana sia in Rai sia nelle reti dov’era successivamente migrata. Questo per ricordare un grande della comunicazione visiva, Aldo Biscardi , morto questa mattina a Roma all’età di 86 anni. Il giornalista che ha portato alla ribalta una creatura da lui ideata e condotta: “Il processo del Lunedì”, dove i massimi esperti e gli “ultimiallenatori del calcio trovavano una platea e un’arena capace di sopportare le loro invettive i loro sfoghi, le ipotesi e gli scontri. Il giorno dopo le partite, a mente fredda…o quasi.

La morte di Aldo Biscardi è stata comunicata dalla famiglia all’agenzia Ansa. Era nato a Larino in provincia di Campobasso, e tra un mese avrebbe raggiunto l’età di 87 anni. E’ stato assistito sino alla fine dai figli, Antonella e Maurizio. Aldo Biscardi era stato ricoverato – da qualche settimana – al policlinico Gemelli di Roma.

La Var

Aldo Biscardi se né andato proprio nell’anno in cui quella moviola in campo, che era diventato il suo cavallo di battaglia, un po’ tormentone, un po’ marchio di fabbrica, è diventata realtà. Per anni si era battuto perché quel sistema che oggi chiamano Var, venisse applicato sui campi di calcio. E per lui, che pure di aspri confronti faceva momento centrale dei suoi programmi, la “moviola” avrebbe portato chiarezza, ma non esaurito le polemiche, come il campionato in corso ci dimostra. Ci aveva visto lungo anche in questo: il calcio senza polemiche perde metà del suo fascino.

Aveva lasciato il video da qualche anno: Aldo Biscardi aveva debuttato nel 1979, alla Rai. E’ del 1980 l’ideazione de “Il processo del lunedì” che viene considerato il primo talk show sul mondo del pallone. Biscardi ne divenne anche conduttore nel 1983, moltiplicandone il successo.

La migrazione

Il programma non fu mai avaro di grandi ascolti e moltissime polemiche. Tutti, diceva il conduttore, si sentono commissari tecnici. Il giornalista, nel 1993 lasciò la Rai per passare a “Tele+”, dove portò in scena il nuovo programma “Il processo di Biscardi“, che trasferì poi, sempre con la stessa ormai collaudata formula, su altre emittenti. Così lo si è visto e seguito a Telemontecarlo, 7 Gold. Soltanto nel 2015 Aldo Biscardi aveva tirato i remi in barca con la sua invenzione televisiva che vanta il record di longevità, certificata dal Guinness dei primati, che ne aveva riconosciuto già nel 2013, le 33 edizioni consecutive con lo stesso conduttore. I figli oggi, ne ereditano il marchio.


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