Madre ! la Bibbia secondo Darren Aronofsky

Un’allegoria esplicita tra Antico Testamento e ecologia

madreE’ arrivato nelle sale italiane Madre ! (mother!) di Darren Aronofsky, regista in passato di Pi Greco – Il teorema del delirio, Noah, Il cigno nero e Requiem for a dream, dopo essere stato in concorso all’ultimo Festival del Cinema di Venezia dove è tornato a casa a mani vuote. Un film molto particolare, come quasi tutti i film del cineasta newyorkese, che ha completamente diviso a metà la critica e il pubblico sia del Lido che delle sale americane dove è uscito da qualche tempo. Un mix intossicante di religione, ecologia e fanatismo che può piacere o meno ma ha il pregio di poter essere letto e discusso in molti modi.

La trama di Madre !

Una coppia composta da una donna molto giovane e bella (Jennifer Lawrence) e un uomo sulla cinquantina (Javier Bardem) vive in una grande casa isolata nel bosco e distrutta in passato da un incendio. Lui è un poeta che, dopo un primo libro di grande successo, soffre del blocco dello scrittore; Lei si dedica anima e corpo a completare la ristrutturazione della casa in attesa di concepire un figlio. Improvvisamente la loro relativa tranquillità e solitudine viene interrotta dall’arrivo di un’ospite inaspettato.

Madre ! è una chiara allegoria biblica di tanti elementi legati al Vecchio Testamento e in parte al Nuovo. Un frullato di personaggi, concetti, storie che chi più, chi meno, riesce a cogliere man mano che la storia sempre più surreale si dipana sotto gli occhi dello spettatore. Bardem, potea, interpreta Dio, un Dio che è in attesa di scrivere il Nuovo Testamento e momentaneamente bloccato dopo aver realizzato il Vecchio, che ha ottenuto un grande successo, vedi grande quantità di fedeli e adepti. Lei, fertile e amorevole, è un insieme di personaggi: è sia la Madre Natura che tutto ha creato insieme a Dio ed è la Madre per eccellenza del mondo cristiano, Maria, la Madonna. Darà alla luce un primogenito maschio, ceduto da lui all’uomo, alla folla. La loro casa e l’ambiente che la circonda rappresenta il Paradiso Terrestre e la Terra intera.

Adamo ed Eva

I primi ospiti, un uomo solitario e successivamente una donna, sua moglie, rappresentano Adamo ed Eva. E’ questa la prima palese allegoria che ci si pone davanti. A lui, solitario, viene asportata una costola (in una scena fugace vediamo il taglio) e poco dopo appare la sua Eva (con le sembianze di Michelle Pfeiffer). Gli viene chiesto di non toccare un oggetto di cristallo, a forma di cuore, che Dio tiene nel proprio ufficio, ma la loro testardaggine e curiosità ha la meglio, provocando l’ira del padrone di casa.

Le allegorie proseguono e sono molteplici, da Caino e Abele, al battesimo, alla nascità del fanatismo e delle religioni, le guerre in nome di Dio, come le Crociate, l’Inquisizione, il caos totale che prende possesso di una casa sempre più affollata e maltrattata dalle centinaia di ospiti. Nel frattempo Dio-Poeta riesce a scrivere il suo secondo successo, il Nuovo Testamento, il primogenito nasce e una volta donato all’Umanità, questa lo uccide. Un evento che fa scattare la Madre, furente e allo stremo della sopportazione.

Lettura

Come detto, Madre ! può piacere o meno, ma ha l’indubbia capacità di far discutere lo spettatore che se ne imbatte. Letture diverse, posizioni diverse, opinioni che formano un dibattito vivo, costruttivo e distruttivo, come nella natura dell’uomo, perfettamente riassunta dal film. Un uomo invadente, furbo, cattivo e meschino, ladro, violento, irrispettoso della Natura, che difatti la maltratta, la devasta, la deprava delle risorse fino ad annientarla.

Aronofsky non solo ci tiene al discorso religioso/biblico ma intende anche lanciare un messaggio ecologico. Prima o poi la Terra si ribellerà, prima o poi non riuscirà più a sopportare le nostre violenze e ci spazzerà via. Lei rinascerà, in una nuova forma, e Dio rimarrà spettatore e creatore in attesa del nuovo ciclo, del nuovo capitolo.

Un film forte, evocativo, esteticamente ruvido e volutamente imperfetto, fatto di idiosincrasie, primi piani asfissianti, un incubo allegorico che lascia lo spettatore scosso, senza appigli e con il respiro corto ma anche ricco negli occhi e nella mente, per un prodotto non banale, forse semplicistico e spettacolarizzato ma affascinante e intrigante. Dopo il deludente Noah, una rinascita gioiosa per un regista che farà sempre discutere di se.


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