Realtà Virtuale I Videogiochi e VR

Entrare nella matrice per gioco

Realtà Virtuale Videogiocare , oggi, può voler dire tante cose. Connettersi in internet per affrontare giocatori di tutto il mondo come se fossero nostri compagni di divano, passare ore spensierate con simulazioni sportive o automobilistiche, vivere avventure incredibili a base di mostri, magie, draghi e chissà cos’altro. E abbiamo tanti modi per farlo, e di recente se n’è aggiunto uno cui tutti, videogiocatori abituali e non, fatichiamo ad abituarci. Stiamo parlando della Realtà Virtuale , o VR (dall’acronimo inglese, Virtual Reality).

Quella che è stata per lunghissimo tempo prerogativa di speculatori prima e elefantiaci cabinati di musei tecnologici dopo, è finalmente diventata una possibilità alla portata di molti. Non che basti questo, perché la VR sia percepita come cosa comune. In fondo un casco per Realtà Virtuale può costare da 400€ fino al doppio, e richiede spesso numerosi gingilli accessori per essere adoperato, non ultimo un PC performante o, al minimo, una console di ultima generazione. Insomma, non è tecnologia per chi bada a spese, ma permette finalmente a chi invece non lo fa di entrare, anzi, di immergersi completamente nel mondo di gioco.

Gli strumenti VR

Dall’origine ludica dei giochi di ruolo, in cui si immagina un’avventura interattiva e si impersonano personaggi creati ad hoc, siamo passati attraverso il viatico di console e computer per vivere storie di ogni tipo, con tastiere e joypad, ma alla fine stiamo tornando al lato più inclusivo dell’esperienza di intrattenimento. È nuovamente il nostro corpo a fare da strumento di interazione. Mentre il visore 3D crea l’illusione (ancora non perfetta) di uno spazio di gioco intorno a noi, possiamo muoverci spostandoci in quello spazio nel modo più semplice di tutti: camminando. Certo, le limitazioni esistono ancora, bisogna stare attenti a non inciampare in cavi o nel mobilio di casa, che perdiamo di vista non appena dentro al gioco di turno, ma al di là di questo le prospettive simulative sono infinite: dalla guida di un bolide tramite volante o sopravvivenza agli zombie con finta pistola.

Ma, effettivamente, il futuro della Realtà Virtuale non è poi così spianato. Come è possibile constatare con ogni medium di intrattenimento, dal libro al film al videogioco stesso, senza eccezioni, ogniqualvolta uno di questi consolida il proprio successo nella società, poi tende a rimanervi radicato, anche se tecnologicamente sorpassato. Non possiamo non pensare all’e-book, che è oggi considerato più di ieri, ma non è ancora lontanamente paragonabile alla sua controparte cartacea, o al film in 3D, ancora visto con freddezza e distacco dalla stragrande maggioranza dei cinefili di vecchia e persino nuova generazione. Perciò non sappiamo che ne sarà della VR e delle sue diverse incarnazioni, ma quel che è certo è che addentrarsi nei corridoi bui in legno scricchiolante di una magione infestata non è mai stato tanto spaventoso come può esserlo oggi, con un semplice paio di occhiali, forse un po’ ingombranti, e un’indubbia dose di coraggio.


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