120 Battiti al minuto arriva in Italia

Purtroppo sarà distribuito nelle sale con il divieto ai minori di 14 anni

120 Battiti Dopo il trionfo all’ultimo Festival di Cannes dove ha conquistato il Grand Prix, il Premio Fipresci della critica internazionale e la Queer Palm – dopo lo straordinario successo ottenuto nelle sale francesi (650mila spettatori in meno di 4 settimane di programmazione) 120 battiti al minuto di Robin Campillo con Arnaud Valois e Adele Haenel, scelto per rappresentare la Francia agli Academy Awards del 2018, arriva in Italia

120 battiti racconta una storia in parte autobiografica, di quando l’Aids nel 1982, conquista le prime pagine dei giornali come malattia misteriosa che colpiva soprattutto la comunità gay.  Campillo aveva vent’anni in quegli anni, stava facendo l’ingresso alla scuola di cinema, l’Idhec, e lo shock provocato da quegli articoli  gli impedì, per sua stessa ammissione, “per molti anni di avere una vita sentimentale”.

La sua storia

Robin Campillo «Ho voluto raccontare questa storia perché sentivo che non era stato ancora fatto nulla a proposito –  racconta nell’incontro stampa a Roma per la presentazione del film –   e occorreva farlo in un modo che si ottenesse la massima visibilità, andando al di là della nostalgia e la tristezza per i tanti che non ci sono più e per i sopravissuti che ancora combattono con la malattia

Robin Campillo «Mi sono unito a Act Up-Paris nell’aprile del 1992. Fin dal primo incontro a cui ho partecipato, sono rimasto profondamente colpito dall’entusiasmo del gruppo, considerando che quegli anni sono stati i più duri del contagio. I gay che avevano subito inermi la malattia negli anni Ottanta, erano diventati attori chiave nella battaglia per sconfiggerla. »

Robin Campillo «Non credo che il cinema possa avere un impatto diretto sulla politicacontinua il regista francese –  il film non vuole essere una soluzione per qualcosa che oggi non funziona. »

Commenti omofobi gratuiti su Internet

Infatti ancora oggi esistono pregiudizi e grande ignoranza soprattutto in Italia dove su Internet sono comparsi commenti violenti e omofobi contro il regista e il protagonista del film. Senza contare l’aggressione omofoba avvenuta a Roma lunedì sera a Sebastiano Riso regista di Una Famiglia.

«Abbiamo sperato fino all’ultimo che 120 Battiti al minuto riuscisse ad arrivare nelle sale italiane come “Film per tutti” – raccontano dalla Teodora Film che distribuisce nelle sale –  sarebbe stato un segnale forte, per dimostrare che gli uomini che amano altri uomini non spaventano più nessuno. Così non sarà, perché il film è stato Vietato ai minori di anni 14. Quello che ci dispiace constatare è che, ancora una volta, si è scelto di usare due pesi e due misure: perché, e di questo siamo convinti, se i protagonisti di 120 Battiti al minuto fossero stati un uomo e una donna, oggi non saremmo qui a parlare di visti censura.»

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