Humphrey Bogart e Lauren Bacall come iniziò il loro amore

Lei era lo sguardo più magnetico di Hollywood lui il modello dell’uomo tutto d’un pezzo anni 50

humphrey bogartLa ragazza era così carina che Earl Robinson, un noto compositore, a cui era stato chiesto di tenerla d’occhio durante il suo viaggio di quattro giorni in treno da New York a Los Angeles, si sentì costretto a scrivere a sua moglie, durante il tragitto, per rassicurarla che “non era niente di che”.
L’uomo era stato chiamato a Hollywood dall’agente e produttore Charles K. Feldman (tra i suoi clienti, più di 300, John Wayne, Gary Cooper, Greta Garbo e Marilyn Monroe) per lavorare a un certo film. Feldman gli disse che avrebbe avuto compagnia, solo una ragazzina, che magari avrebbe poi assunto. Siccome era la prima volta che stava per conto suo, gli chiese se poteva appunto badare a lei.
 
Nei primi del 1943, lungo la piattaforma della Grand Central Station, quella che porta al  Twentieth Century Limited, stava per salire a bordo questa ragazza tutta gambe, lunga chioma, vestita molto semplicemente, un mazzolino di gardenie nella mano, e a fianco la mamma. Nessuno avrebbe riconosciuto in lei la bionda d’alta moda con gli occhi tenebrosi della copertina di Harper’s Bazaar di marzo.
Robinson, accompagnato dalla moglie fino al binario, non ci vide nulla in lei di attraente, ma forse proprio perchè non potè realmente guardarla bene. Sembrava più una scolaretta con la cotta per il cinema, e siccome l’opinione di Robinson verso questo tipo di ragazze era abbastanza bassa, la giudicò male. Dopotutto però trovò la 18enne Betty Bacal, futura Lauren Bacall, “onestamente amichevole” e assunse quel ruolo di “guardiano” con piacere e con il benestare della madre di lei, Natalie.
 
Betty iniziò a recitare qualche anno prima, alla high school. Nonostante il divorzio dei suoi genitori, lei era il fulcro di una larga famiglia di ebrei composta da innumerevoli zii e zie e una nonna, la prima a arrivare in America dalla Romania. E’ proprio uno degli zii che le pagò la retta per il costoso collegio fuori città.
La famiglia crede nel duro lavoro e nelle scuole serali e che in questa nuova terra, se lo si desidera fortemente, nulla è impossibile. Tornata a New York dopo gli studi, Betty si barcamena per entrare nel difficile mondo del teatro, accettando i più disparati lavori. Modella, maschera, venditrice di programmi teatrali davanti a Sardi’s, il ristorante prediletto dagli artisti newyorkesi. Impara molto presto che non serve essere timida e ritrosa e che essere giovani e belle è un dono da sfruttare per essere notate.

Impara presto anche che essere ebrei non aiuta. Mentre fa la modella, a 16 anni, un fotografo le chiede, “Tu cosa sei?”, e lei, ingenua e inconsapevole della domanda, che in realtà si riferiva alle sue origini e non alla religione, risponde “Sono ebrea”. “Ah, bè, non sembra neanche” è la risposta.

Poco dopo viene licenziata con la motivazione di essere troppo magra

Comunque, piano piano si fa strada nel teatro. In qualità di maschera e usciere, riesce a andare nel dietro le quinte e conoscere le grandi star come Kirk Douglas e Vincent Price. Non avendo mai conosciuto il suo vero padre, troverà sempre una certa attrazione per gli uomini più grandi di lei.
Grazie a questa rete di contatti e amicizie, viene presentata alla direttrice di Harper’s Bazaar (e poi Vogue) Diana Vreeland. Affascinata dal suo aspetto, Vreeland, la inserisce nei numeri di gennaio e febbraio e addirittura sulla copertina di marzo.
Nancy Gross “Slim” Hawks, la moglie di Howard Hawks, collega di Feldman in quanto produttore e suo cliente come regista, la nota mentre visiona le foto di lei e altre due ragazze della rivista per la versione losangelina e propone al marito di assumere quella fenomenale giovane ragazza. Altri l’hanno notata, David O. Selznick e Howard Hughes, hanno già fatto domande e la Columbia vuole metterla sotto contratto. Ma Betty accetta la proposta di Hawks e Feldman di questo viaggio pagato a Hollywood.
 
Bacal e Robinson arrivano alla Union Station di Los Angeles dove li aspetta una macchina di Feldman che li porta prima all’ufficio di Hawks-Feldman in Wilshire Boulevard a Beverly Hills e poi al Claremont Hotel in Westwood Village.
Pranzo il giorno dopo al mitico Brown Derby con Hawks e Feldman. In una successiva intervista Hawks dirà che questa sexy giovane donna, con un maglioncino e una gonna in gabardina, sembrava solo una bambina. “Senti, falle fare un giro degli studios, così per farle dire di esserci stata e rispediscila a casa” assicura di aver detto a quel tempo. Come molti dei ricordi del regista, è molto più colorito che veritiero. I registri della compagnia, dimostrano che avevano già investito dei soldi per farla venire e per dei provini da farle fare.
 
E’ vero anche che lei non era il piatto forte a cui puntavano. Questi era arrivato due mesi prima ed era Ella Raines. Lei, al contrario della Bacal, fatta arrivare senza clamore, silenziosamente, era destinata a diventare una “film sensation”, quindi disponeva di tutti i lussi e di un’addetto alle pubbliche relazioni per ogni evenienza.
Non che Betty fosse snobbata. La prima domenica dopo il suo arrivo, Feldman e la moglie (Jean Howard, attrice strappata a Louis B. Mayer) la invitarono a pranzo nella loro casa di Beverly Hill. Feldman aveva l’abitudine di chiedere alla moglie cosa ne pensasse del nuovo talento -di John Wayne, una volta disse, “sembra un gran bel cowboy”, ecco. Di Bacal disse “Mi sembra una tipa tosta. Trovo che sia molto bella”.A tre settimane dal suo arrivo a Los Angeles, venne programmato il suo provino video. Passò la notte dai Feldman. Jean Howard notò la tensione e il nervosismo nella ragazza e tentò di farle capire che era tra amici, il nipote l’avrebbe portata in macchina alla Warner per il test. In contrasto coi tanti provini messi insieme alla bell’e meglio e che hanno terminato la carriera di molte aspiranti attrici, il suo fu nelle mani di un grande regista che curò ogni aspetto del make-up, delle luci e della fotografia. Una foto rimasta di quel giorno mostra una ragazza dagli occhi sognanti con i capelli che le cadono sulle spalle, la luce che illumina la struttura ossea perfetta, forte del giovane viso.
Il 3 maggio del 1943, Betty Bacal firmò un contratto di quattro pagine a singola spaziatura mettendo la sua persona sotto contratto con Howard Hawks, partendo da un salario di 100$ a settimana, con opzioni fino al settimo anno e un massimo di 1500$ a settimana. Ora però, era tempo di cambiamenti. Un mese intero di cambiamenti.

humphrey bogartA cominciare dalla voce

Betty Bacal non aveva nessun serio problema vocale, a parte una perdonabile inflessione dovuta alla parlata newyorkese, eppure Hawks insisteva nel dire che “aveva una voce sottile e debole” e le fece seguire un rigido programma. Ogni giorno doveva guidare fino a Benedict Canyon Drive o Coldwater Canyon Drive, che connette Beverly Hills a Mullholland Drive. Qui si fermava in un posto isolato e leggeva ad alta voce il romanzo biblico di Lloyd C. Douglas, The Robe, in modo da rendere la propria voce più bassa, più mascolina, più sexy insomma.

Un giorno, la segretaria di Hawks gli disse che “quella ragazza” aveva chiesto di vederlo. “E quando è venuta …è entrata e aveva cambiato voce! E che diamine, una ragazza così non passa inosservata”.In seguito venne lo stile. Venne mandata a casa di Hawks, dalla moglie (ancora per due anni), la elegantissima, dettatrice di moda e trend, Slim, nonchè una delle donne meglio vestite d’America. Venti anni più giovane del marito e sette anni più matura di Betty, divenne ben presto il suo modello di riferimento. La seconda moglie di Hawks, Dee Cramer, disse “Slim era Lauren Bacall, nel modo di vestire, di parlare. E il bello è che Betty emulò Slim, divenne lei”.

A settembre, Hawks comprò i diritti del romanzo di Ernest Hemingway Chi ha e chi non ha da Howard Hughes che aveva provato, senza successo, di farne un film alla RKO. Il libro, pubblicato nel 1937, era uno dei meno celebri dello scrittore, e originariamente a Hollywood nessuno era così entusiasmato di possederne i diritti. Ma quando Hawks scelse di dirigerlo e di scritturare Humphrey Bogart come protagonista, il progetto divenne sicuro come una cassaforte. Hawks chiese di mostrare il provino di aprile (di Betty) a Jack Warner della Warner Bros. al quale piacque moltissimo. Abbiamo i due protagonisti.
Hawks e Feldman iniziarono una pacata campagna per aumentare la visibilità di Betty introducendola ai party delle celebrità o della gente che conta. Voci confermano e altre smentiscono che proprio a una di queste feste, il playboy Feldman, ci abbia provato e lei gli abbia servito un bel due di picche.

A proposito di Feldman, Betty scopre che è l’unico ebreo nell’entourage di Hawks. I pregiudizi e i commenti antisemiti del regista inondano ogni sua discussione, e shockano l’emergente attrice. Si chiede se sappia che lei è ebrea, ma ricordando cosa è successo con il suo primo lavoro da modella, preferisce il silenzio e non ribattere mai a nulla di quello che dice il suo benefattore. E nonostante lui sappia o no delle sue origini, la tratta come una sua creatura, una sua protetta, e guai a chi la tocca.

Ed ecco che arriva Bogart

A ottobre, Hawks porta Bacal sul set del nuovo film di Bogey, Il giuramento dei forzati, e la presenta alla star 43enne. Originariamente attore teatrale di New York, Humphrey Bogart lavorò per anni come il cattivone in più di un film per la Warner Bros. Con Una pallottola per Roy (1941), però, ottiene un’ottima prestazione interpretando Roy Earle, un simpatico gangster. In Il mistero del falco (1941), il suo ritratto di Sam Spade, definì la versione cinematografica del classico detective privato americano. E in Casablanca (1942) con il suo Rick Blaine, dimostrò di essere anche un buon attore romantico. Agli inizi degli anni 40, Bogart è una delle maggiori stelle al mondo e il simbolo dell’america post Pearl Harbor: duro ma compassionevole, scettico e idealista, tradito ma pronto a credere di nuovo, e soprattutto, un potente e letale antagonista.

Tuttavia fuori dallo schermo, Bogart è un uomo invischiato in un matrimonio, di cinque anni, complicato, con  l’attrice Mayo Methot. I loro continui e pubblicizzati litigi, portarono i reporters a chiamarli i Combattivi Bogarts, ma non c’era nulla di divertente nella loro vita privata.
Mayo, alcolizzata e mentalmente instabile, lo accoltellò in preda alla furia una notte del 1942 mentre stava girando Agguato ai tropici, un incidente che venne tenuto segreto alla stampa e alla polizia. Ma Bogart, che il regista e amico John Huston descriveva come “teneramente fedele”, persistette col matrimonio.

Sul set di Il giuramento dei forzati, Bogart e Bacal si scambiano solo un paio di parole di circostanza. Non scatta quindi nessun proverbiale colpo di fulmine. Lui la vede come un bel accessorio di scena vivente che può aiutare/rovinare un film e si chiede se sia in grado di recitare.
A due settimane dalle riprese di Acque del sud, cinque mesi dopo, si reincontrano davanti al bungalow di Howard Hawks. Questa volta lui annota: una deliziosa giovane donna con occhi verde-azzurro, alta più o meno come lui, forse di più. Le dice di aver visto il suo provino e lei ricorderà sempre la sua impressione “Ci divertiremo molto insieme”.
Il divertimento iniziò alle 9 di mattina del 29 febbraio 1944, inizio delle riprese. Prima scena, l’entrata di Betty: un corridoio di hotel, una porta che si apre e la prima di due righe di dialogo “Qualcuno ha un fiammifero?”.  Più tardi scrisse che durante le prove era terrorizzata dalla paura. Le mani, la testa, il corpo, trema tutto. “Speriamo di non sentire i suoi denti tremare” dice il tecnico del suono a Bogart.
Poi iniziano a riprenderla. La prima è una falsa partenza, la seconda pure. Bogart scherza nel tentativo di farla rilassare. Poi realizzò “l’unico modo per fermare il mio tremore era tenere la testa bassa, quasi il mento sul petto e gli occhi verso Bogart -è la nascita del famoso The look, lo sguardo, il suo marchio di fabbrica.

Il terzo tentativo va bene

I giornalieri non mostrano nessun segno del nervosismo, piuttosto una bellissima donna, molto sicura di se stessa e calma. E’ chiaro che è un vero talento, con una forte personalità e capace di stare sullo schermo. “Betty era speciale” dice Dan Seymour, attore nel film “Aveva un ottimo tempismo e ovviamente Hawks sapeva cosa fare con lei”

Era una combinazione di ingenuità e sicurezza, di zucchero e acciaio, e Bogart, affascinato, testò il suo senso dell’umorismo e la sua capacità di essere inzigata. In un occasione Bogey e Seymour ammanettarono Betty a un guardaroba portatile e poi se ne andarono a pranzo. “Certo poi la liberammo ma lei rimase al gioco. Era molto scherzosa e molto intelligente” ricorda Seymour. ma c’era altro dietro. “Credo che Bogey volesse farla sentire a casa. Abbiamo qui una donna di 19 anni, al suo primo film a fianco di una stella del grande schermo; è un bel peso. Penso che fece tutto ciò per farla sentire parte del gruppo”.

Da Acque del sud, il film dove ci fu il primo bacio tra i due
[Slim bacia Steve] 
Steve: Perchè l’hai fatto? 
Slim: Mi chiedevo se mi sarebbe piaciuto. 
Steve: Qual’è il verdetto? 
Slim: Non lo so ancora. 
 [Si baciano ancora] 
Slim: E’ ancora meglio quando contribuisci.

Il cambio nella loro relazione fu così graduale che nessuno della troupe lo notò, e forse neanche loro stessi lo notarono subito. Bacal lo definì poi “quasi impercettibile”. Meta Carpente Wilde, il supervisore della sceneggiatura, al suo quarto film con Hawks, non vide nessun aumento di attrazione tra i due nelle prime settimane, “Era tutto nuovo per lei, aveva bisogno di concentrarsi, perciò credo che tutto sia iniziato dopo, dopo che la loro chimica sullo schermo prese corpo”.
In un racconto di Bacal, lei stava seduta nel suo camerino, scherzando con Bogart, quando lui si è chinato verso di lei e le ha messo una mano sotto il mento e l’ha baciata. Poi ha tirato fuori una scatola di fiammiferi e le ha chiesto di scrivergli il suo numero di telefono. A quattro settimane dall’inizio delle riprese, girarono la scena del “Tu si che sai come si fischia vero?” e le cose furono evidenti per tutti. “Lui aveva un sorriso tale che lo potevi capire da quella scena” ricorda Seymour.
Per Walter Survoy, anche lui attore nel film, “fu come un esplosione. Sembravano come, bè, avete presente quando andate a una festa e dall’altra parte della stanza c’è qualcuno che vi cattura in maniera fatale? Succede, perciò credo che tra quei due, sarebbe successo prima o poi e in ogni caso”.

Bogart non era l’unico innamorato di lei sul set. “Lei era diversa, occhi spettacolari e un che di animalesco” dice Fred De Cordova, ai tempi addetto ai dialoghi. Una sera la chiamò per uscire a mangiare qualcosa. Non è stata una grande serata, dice lei. Dieci giorni dopo ci riprova e ancora una volta il verdetto di lei è il medesimo. Allora ci riprova una terza volta, la chiama ma risponde una voce maschile, era Bogart. “C’è una qualsiasi maniera per cui ti metta in quella zucca che Betty e io stiamo insieme? E la vuoi smettere con queste fastidiose e sciocche telefonate?”.
Sul set divennero inseparabili, camminando mano nella mano davanti a tutti. Lui la chiamava Baby e quando c’erano delle pause, di dieci o quindici minuti, loro scomparivano in un camerino dell’uno o dell’altro e non ritornavano mai in tempo, ma mai neanche troppo tardi. Rispuntavano fuori molto felici, un pò arruffati, ma nulla che non si potesse sistemare al trucco. “Non erano osceni per nulla”, ricorda Joy Barlowe, un ballerino. “Bogart, persona molto seria, si fece influenzare da Betty, giovane, sciocchina e vivace. Divenne più sciolto e sciocchino pure lui” continua Barlowe. Bogart gironzolava per il set canticchiando Mairzy Doats senza badare se qualcuno lo stesse osservando o no.

La relazione tra i due minò la stima di Betty nei confronti di Hawks. Sul set era un mentore paziente, creativo e comprensivo e capace di usare del talento giovane. Ma era anche molto possessivo, un pigmalione che non permetteva nessuna interferenza con quello che considerava sua proprietà.
Per diversi mesi Betty conobbe solo la sua beneficenza, poi, una notte nel tardo aprile, circa due settimane prima delle fine della produzione, le venne chiesto di raggiungere casa Hawks. Nelle sue memorie, ricorda il terrore che provò per quell’incontro: il suo mentore le disse con voce calma, che lei non valeva nulla per Bogart e che stava buttando via la sua grande opportunità; lui se ne lavava le mani di lei quindi e l’avrebbe mandata alla Monogram, uno studios di serie B (situato nella cosiddetta Poverty Row). Lei gli promise che sarebbe migliorata e tornò a casa, dove pianse a dirotto.

Il giorno dopo Bogart raccolse i pezzi a calmò le sue paure. Howard è solo geloso, tutto qui, le dice. Poi la rassicurò sui suoi sentimenti per lei. Si calmò, ma Bogart no. Andò di corsa nell’ufficio di Hawks con cui ebbe una feroce discussione e mise in pericolo la produzione, in quanto Bogey minacciava di andarsene. Jack Warner arrivò in soccorso per appianare le divergenze e per fortuna ci riuscì.
Le riprese continuarono e arrivò la scena dove Betty canta “How Little We Know” per la quale, alcuni insinuarono che non fu lei a cantare realmente, ma fu doppiata, falso. Gli studios capirono di avere tra le mani un sicuro talento. Le cambiarono quindi il nome in Lauren Bacall.
 
Lo stesso aprile, Mayo Methot, raggiunge i 40 anni. Lontana dalla bellezza di quando iniziò la sua carriera, scorge nella giovane e bella Lauren la futura fine del suo matrimonio con Humphrey.
Gli studios tentarono sempre di tenere segreto il terribile stato del matrimonio dei Bogarts e soprattutto di mostrare lui come il perfetto marito fedele, in contrasto con le prime voci di gossip che circolavano. Quando però fu evidente che bisognava dire qualcosa, dichiararono che la relazione con Bacall era una cosa della durata del film. Niente di serio.
 
Lauren racconterà poi di incontri furtivi agli angoli delle strade, nelle case di amici di Bogart, persino nell’appartamento di lei, mentre la madre Natalie, che disapprovava, veniva tenuta a distanza. La produzione sapeva sempre quando Methot arrivava sul set. Bastava sentire dal cancello principale che stava arrivando per avvertire i due loro attori di staccarsi un attimino. Mayo, combattè per il suo uomo e usò il telefono come arma principale. Una volta chiamò Humphrey, piena di bile, dicendo “Ciao playboy. Come sta tua figlia? Lo sai che ha la metà dei tuoi anni vero?”
Bogart tardava sempre di più o mancava totalmente da casa, aumentando le crisi della moglie. Chiamava parenti, amici e gli studios per sapere dove fosse e la risposta era sempre la stessa “E’ fuori col cast”, solo che con cast si intendeva la sola Bacall.
 
Dopo 62 giorni, il 10 maggio, le riprese finirono. I due innamorati si lasciarono andando in direzioni diverse. Lei a cena con gli Hawks e lui a casa sua, da Methot. Scriverà poi del senso di vuoto che la colpì nel vedendolo andare via così.
Ma continuarono a vedersi in segreto. Film e vita reale si fusero insieme e iniziarono a chiamarsi con i soprannomi di Steve e Slim, gli stessi di Acque del sud e gli stessi usati da Nancy e Howard Hawks.
 
Un amico ricorda “Bogart era incantato da lei. Questa cosa informe che poteva plasmare nella moglie perfetta, e lei voleva diventare Mrs. Bogart”. Bacall guidava a ogni ora del giorno per incontrarlo sulla sua barca o in un punto dell’autostrada 101 di Los Angeles. Riversa su di lui tutto quell’amore che aveva conservato per quel padre mai conosciuto. “Ero più vecchia dei miei 19 anni, in qualche modo, e lui molto più giovane e vitale della sua età”. Il duro Bogart le scrive lettere piene di vulnerabilità e tenerezza. Era il suo ultimo amore le scriveva, e lo sarebbe stato anche se si fossero lasciati. Non l’avrebbe più dimenticata.
Ma allo stesso tempo l’obbligo del matrimonio lo tirava indietro. Methot era sua moglie e era per di più malata fisicamente e psichicamente. “Amo Betty, la sua giovinezza, il suo comportamento animalesco à la non-me-ne-frega-niente-di-nulla, ma non posso lasciare mia moglie” confidò a un amico.
 
Le reazioni del pubblico all’anteprima di Acque del sud vanno oltre le aspettative. Charles Einfield definiva Lauren Bacall un mix di Greta Garbo e Marlene Dietrich. I pubblicisti reinventano il suo passato. “E’ figlia di americani di diverse generazioni”, per paura che la verità venisse fuori prima o poi. La Warner stava preparando alla grande la sua più sensazionale uscita dopo Casablanca.
“Tra cinque anni” Methot dichiarò a un giornalista “ci ritirremo e diventeremo vagabondi” poi guardando il marito aggiunse “sempre che nonno qui, mantenga i suoi denti e i suoi capelli”. Lo disse ridendo ma era una dichiarazione di guerra. Ma prima che lo scontro iniziasse, ci fu un periodo di pace a metà ottobre, poco prima dell’inizio delle riprese di Il grande sonno trasposizione del romanzo di Raymond Chandler e bis della coppia Bacall-Bogart, dopo il grande successo del primo film.
 
Di comune accordo, la relazione venne sospesa in tarda estate, limitandosi  a un mazzo di fiori che arrivarono alla porta di Lauren-Betty, per il compleanno, il 20 settembre. Methot, in lacrime, aveva smesso di bere convincendo Bogart a un ultimo disperato tentativo di stare insieme e salvare il matrimonio.
Spiega le sue ragioni a Bacall il 10 ottobre, il primo giorno di riprese de Il grande sonno. La ama ancora alla follia e mille volte avrebbe voluto chiamarla, ma Methot ci sta davvero provando. “Rispetto la decisione, ma non devo farmela piacere” risponde lei.
 
Il 19 ottobre 1944, la Warner Bros. annunciò in una dichiarazione a livello nazionale che Mr e Mrs Bogart hanno deciso di divorziare dopo sei anni di matrimonio. Methot, rimasta a New York, chiama incessantemente l’hotel di lui a Beverly Hills, ma ogni chiamata è rifiutata. Sola e in lotta con l’alcolismo, la sua unica arma rimasta è la sua salute e la usa in un telegramma che manda a un amico e a Humprey. Ore dopo i due sono al telefono e lei promette di andare a disintossicarsi in un ospedale. Di comune accordo, pochi giorni dopo, una sobria e pulita Methot arriva a Beverly Hills e si presenta alla porta di Bogey. Il fattorino intravede la coppia in camera seduta a un piccolo tavolino con una mini torta nuziale.
Il primo novembre, a meno di due settimane dal divorzio, la stampa annuncia il loro ricongiungimento. I fotografi li immortalano nei night club, sorridenti. Intanto sul set di Il grande sonno, Lauren applica dei pacchi di ghiaccio sotto gli occhi per non farli vedere gonfi di lacrime. Dopo essere stata lontana dal set una settimana in quanto dovevano girare scene senza lei, torna e Bogart le va a parlare, spiegandole che Methot non poteva essere lasciata sola.
 

Da quel punto in poi le rirpese andarono ragionevolmente bene

 
Bogart scivolò nei panni di Philippe Marlowe alla perfezione. Nonostante i casini domestici, come sua abitudine, è professionale e preciso al lavoro, la ragione per cui tutti i registi lo apprezzano.
Ma Methot peggiora. Pensando di aver vinto la guerra, ed invece era solo una scaramuccia, ricade nei problemi di alcolismo. Bogart, distrutto, chiama Bacall alle 3 di notte, neanche il tempo di dirle “Mi manchi baby”, che Mayo gli prende il ricevitore e con una voce piena di odio grida alla sua rivale “Senti puttana ebrea, chi gli laverà i calzini?”.
Il 4 dicembre, i media annunciano che Bogart ha lasciato casa, ancora una volta. Ora la sua separazione dalla moglie è davvero completa. Nonostante tutto sia finito, perde la sua professionalità e cade in depressione nelle settimane successive.
 
Per Bogart il futuro matrimonio con una donna 25 anni più giovane è più spaventoso che il passato con tutti quei problemi. Bacall lo trova in uno stato di ipersensibilità, era innamorata di un uomo che aveva appena ribaltato la propria vita. E stava per fare la stessa cosa al film.
L’ultimo venerdì del mese, Eric Stacey, manager dello studio, scrisse una nota per la produzione “Mr. Bogart si è svegliato tardi stamattina”. E’ arrivato con un ora di ritardo, annebbiato e con le borse sotto gli occhi. Un evento insolito nella sua carriera. E non è isolato. Il 14 dicembre ha 90 minuti di ritardo, il 15 un ora, il 20 mezz’ora ma un altra ora è stata necessaria a Hawks per spiegargli la situazione e parlagli della sua relazione con Bacall, che sta influenzando le riprese.
 

Per la prima volta la Warner non sa come gestire il problema

 
Non stiamo parlando di Erroll Flynn o John Barrymore, che hanno reputazione di essere non professionali. Questo è Humphrey Bogart, il loro cavallo da tiro. Per fortuna il successo al botteghino di Acque del sud, placa tutte le preoccupazioni per un certo periodo. Lauren Bacall viene dichiarata una sensazione da box office.
Lauren si montò forse un pò la testa, d’altronde gestire quella fama a quella età non è facile e quando un giornalista la inseguì sul set per un intervista lei, in puro stile Bogart, disse “Ora, chi è sto adulatore che mi vuole importunare?”. Bogart le mise una mano sulla spalla “Non diventare un personaggio così in fretta”.
 
Dopo il Natale venne l’apice. Tutti erano tornati sul set dopo la pausa festiva ad eccezione di Bogart. Methot quel giorno aveva avuto quello che desiderava di più; il ritorno del marito, ma non come pensava.
Il giorno di Natale regalò un orologio d’oro a Lauren e poi passò la giornata da solo. Era anche il giorno del suo 45esimo compleanno. Nessuno sa quanto abbia bevuto quel giorno prima di arrivare a casa di Methot al 1210 North Horn in West Hollywood.
Dallo studio 19, partirono le chiamate all’hotel di Bogey per capire dove fosse ma il concierge rispose che non era presente. Poco dopo arrivò la chiamata di Mehot. Il suo ex marito era a casa sua, ubriaco. Niente di nuovo, ma la donna era terrorizzata. Accorrono tutti a casa sua a vedere in che stato si trova.
 

Trovarono Bogart svenuto

 
Mentre tutti aspettavano che arrivasse il dottore con un sedativo, Bogart riaprì gli occhi e disse più volte “Stiamo tenendo una veglia?” Il dottore lo esamina e rimane stupito. “Sembra aver bevuto per tre settimane di fila, senza sosta”. Jack Warner gli lascia un appunto frustrato, “Grazie per esserti fatto vivo oggi”.
Il giorno dopo Hawks si ritrova con un set vuoto. La nota di produzione ha solo una riga “Oggi non si lavora, Mr Bogart è malato”. Hawks non lo perdonerà mai, mentre lo studio si, anche perchè il loro pupillo si rimette dopo soli due giorni, il 28 è già al lavoro, sano e riposato. Quel weekend natalizio è stata una catarsi. Ora è rinato, o almeno pronto a ripartire.
 
Alla domanda di amici, anni dopo, su quale fosse il periodo più felice della sua vita, Bogart rispondeva sempre, “Quando stavo corteggiando Betty”. Si trasferì di nuovo al Garden of Allah, dove aveva vissuto quando era un giovane attore. C’erano ancora tutti quelli che conosceva un tempo, scrittori, attori, amici. Era come stare in un dormitorio di un college.
Sylvia, la figlia dei Sheekman, i suoi vicini, era la bambina del complesso. A 10 anni era l’addetta alla preparazione dei drinks per tutti gli ospiti dei genitori. Durante una festicciola a base di tortilla e guacamole, un uomo che lei chiamava “Zio Bogart” introdusse una nuova amica, terribilmente affascinante e matura per la sua età. Sylvia si sentì improvvisamente impacciata. “Il modo in cui parlava, come si muoveva, sembrava di stare sotto il suo incantesimo”.
 
Sempre educata e consapevole del suo ruolo, chiese alla nuova invitata come volesse il Martini. “Mi guardò con quei suoi occhi e disse ‘Dagli solo una passata di vermouth’. E pensai che fosse così elegante. Mi trattò come una sua pari, non come una bambina. La adoravo”. Tutto il complesso la adorava.
 
La coppia passò una settimana a Balboa, sulla barca di lui. In una lettera all’amico Bromfeld, Bogart mostrò tutta una nuova inesauribile voglia di vivere e tanto umorismo. Scherzando sui suoi dubbi precedenti scrisse “Lei è troppo vecchia per me e io sono troppo giovane per sposarmi”.
La data per il matrimonio venne fissata per il 21 maggio a Malabar Farm in Ohio. “Bogart era preoccupatissimo -racconta Earl Wilson- pensava che qualcosa di terribile stesse per succedere. Perdere l’anello, quello che deve sposarli non arriva. Lei invece non lo era per nulla. Ogni giorno contava le ore e i minuti”. La cerimonia fu breve, roba da 3 minuti. Dopo il bacio alla sposa, lei rispose “Oh, ma vieni qui” e ricambiò al bacio.
Fuori, il battaglione di fotografi, impossibilitati a vedere i novelli sposi erano infuriati, soprattutto quelli di Harper’s Bazaar. Solo Ed Clark, amico di Bogey, venne fatto entrare e potè scattare le foto classiche da matrimonio. Persino la torta imboccata tra consorti.
 
La carriera dei due continuò a meraviglia. Fecero altri due film insieme, Bogie vince l’Oscar per La regina d’Africa nel 1951, mentre Lauren lo vinse qualche anno fa, alla carriera (“Finalmente un uomo” disse). Ebbero due figli insieme, Stephen nato nel 1949 e Leslie nel 1952. Bogart morì nel gennaio del 1957 per un cancro all’esofago, tre settimane dopo il suo 57esimo compleanno. Avrebbe voluto che le sue ceneri venissero sparse in mare, ma non era legale ai tempi.  Invece di una bara, al suo funerale, ci fu un modellino del suo yacht di 54 piedi, il Santana. Lauren Bacall, alla invidiabile età di 88 anni, ancora oggi recita.

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