Al MoMA i 111 oggetti di moda che hanno costruito il nostro tempo

In mostra anche le cravatte di Marinella

MoMA Erano 73 anni che il principale museo d’arte moderna e contemporanea non ospitava una mostra di “moda”. Una rotta che s’è invertita coi 111 articoli di abbigliamento che compongono il percorso di “Items: Is Fashion Modern?” allestita al MoMA di New York fino al 28 gennaio. Un modo per parlare del XX e XXI secolo da un punto di vista insolito, ma pregnante.

La curatrice del dipartimento Architettura e design del MoMA , Paola Antonelli, con Michelle Millar Fisher, ha raccolto oggetti originali e molti prototipi che se non hanno cambiato il mondo, ne hanno seguito i mutamenti, esprimendo le identità della gente di questi tempi, talvolta connotandole. Con l’abbigliamento s’è fatta politica e si definisce il proprio credo, si fa cultura, si esprime l’appartenenza a questa o a quella (metaforica) tribù.

Oggetto dunque sono

Guidata innanzitutto dagli oggetti, non dai progettisti, la mostra prende in considerazione le innumerevoli relazioni tra moda e funzionalità, cultura, estetica, politica, lavoro, identità, economia, tecnologia.

E così tra gli oggetti in mostra al MoMA troviamo pezzi noti e trasformativi come il jeans Levi’s 501s (in mostra un esemplare del 1947), la camicia bretone (la maglietta a righe) e il tubino nero, e oggetti in arrivo dal passato e culturalmente carichi come il sari, la collana di perle, la kippa e la kefiah.

L’elenco dei 111 capi che raccontano questo secolo non poteva trascurare il made in Italy: le cravatte di Marinella, la coppola siciliana, le borse di nylon nere, un vero e proprio must degli anni ’80, firmate Prada.

Le scarpe

Ampio il capitolo della moda da piedi, con una serie di scarpe sportive (Adidas Superstars, Air Force 1s di Nike; Converse all stars ecc) ma anche una sfilata di ballerine a partire dagli anni ’40; gli zoccoli Clogs, le espadrilles, gli infradito, gli stivaletti Dr. Martens.

Restando in tema accessori, la già citata borsa “povera” di Prada compete con l’elegantissima Birkin di Hermés; mentre a rappresentare i profumi, non poteva che essere lo Chanel n.5 e tra i gioielli il bracciale dell’amore di Cartier, orecchini pendenti, riviere di diamanti; gli occhiali Aviator anni ’70 e anche un Walkman della Sony in arrivo dal 1979.

E sempre nel capitolo accessori: il cappellino da baseball, la coppola, il cappello di feltro e il Panama; poi il mephisto, la bandana ma anche gli slip da uomo firmati Calvin Klain, il marsupio e, oggetto cult della contemporaneità, l’orologio multufunzione Fitbit, ma non mancano un Rolex e i coloratissimi Swatch.

MoMA La sua globalità

Uno dei pregi di questa mostra al MoMA è non essere accentrata sull’Occidente, ma di considerare la globalità, l’elemento etnico che anche in questo secolo di “appiattimento” dei costumi, continua a rimanere saldo in molte realtà e persino a fare moda come il pullover irlandese Aran e lo scozzese kilt, la Breton shirt, la camicia Guayabera, l’abito cinese Cheongsam e la camicia “stile Mao”, la camicia africana Dashiki, il sari indiano, il caftano, lo hijab, la kefiah, il pantalone da harem ed anche un burkini, a fare da contrappunto al bikini delle donne occidentali.

La giacca in pelle da motociclista negli anni ’50 dà il via a una moda mai passata così come il tubino nero ripreso da tutti gli stilisti; i pantaloni stile Capri per l’estate; il Chino della Levi’s; il piumino invernale, le t-shirt disegnate, lo smoking, la felpa, la minigonna.

In ciascuno di questi oggetti (e non li abbiamo citati tutti), c’è inevitabilmente un po’ di quel che siamo, un po’ della nostra memoria, il frammento di un racconto a cavallo tra XX e XXI secolo.


Le foto presenti su Stravizzi.com sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla nostra redazione italiana - indirizzo e-mail redazione@stravizzi.it, che provvederà prontamente alla loro rimozione .