Disastro Ferrari con la condizionale Vettel al Gran Premio della Malesia

Vince Verstappen davanti ad Hamilton e Ricciardo

Ferrari È stato un flop quello della Ferrari al Gran Premio della Malesia. Su due vetture che rappresentano il marchio del cavallino due sono stati i motori che hanno creato gravi problemi ai piloti, uno nella giornata di ieri e uno in quella di oggi. Il bilancio è assolutamente negativo e se non fosse stato per il pilota tedesco Sebastian Vettel che ha un po’ rimesso in piedi, a modo suo, l’immagine della rossa, oggi si sarebbe qui a discutere pesantemente sull’affidabilità dei nuovi aggiornamenti apportati al motore delle Ferrari.

Il disastro in due giorni

La Ferrari ha dimostrato tutta la sua fragilità nel giro di 24 ore rendendosi vulnerabilissima, nei confronti di tutte le monoposto del Campionato, in quell’affidabilità che fino a ieri è stata la sua arma vincente, su tutti. Sebastian Vettel è dovuto partire in ultima posizione e Raikkonen non ha potuto nemmeno farlo dopo che nella giornata di ieri si era guadagnato la prima fila.

Un grande Sebastian Vettel che, come dicevamo, nell’esercizio delle sue funzioni  ha ridotto il danno, un danno che nella lingua dell’automobilismo significa disastro. Non ci sono se e non ci sono ma. Negli ultimi due Gran Premi Singapore e Sepang,  vuoi per colpa dei piloti vuoi per colpa della scuderia, in quindici giorni la Ferrari ha compromesso un intero Campionato del Mondo di Formula 1.

Il vincitore

Al termine ha vinto Max Verstappen su Red Bull facendosi il regalo di compleanno per i suoi venti anni compiuti nella giornata di ieri. Dietro di lui Luis Hamilton con una Mercedes che anche nei momenti negativi conferma quanto di granitico esista nella propria organizzazione di gara andando comunque sempre a podio con il pilota di punta che corre per il mondiale.

Al terzo posto Daniel Ricciardo, compagno di scuderia di Verstappen,  che ha venduto cara la pelle negli ultimi giri del Gran Premio tenendo a bada Sebastian Vettel  che già meritava un Oscar per essere arrivato dietro di lui.

Adesso in casa Ferrari dopo il mea culpa bisognerà passare ai fatti, quelli veri, quelli che tolgono il sorriso. Scusate, ma se la memoria non mi inganna qualcuno lo ha già detto, o perlomeno mi sembra di averlo già sentito.


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