Giorgio Faletti è in libreria L’ultimo giorno di sole

Il romanzo postumo sulla fine delle cose

Giorgio Faletti E’ in libreria da ieri per Baldini&Castoldi L’ultimo giorno di sole ”, l’ultimo racconto di Giorgio Faletti , uscito postumo per quell’editore che nel 2002 portò al successo “Io Uccido”, il romanzo da 5 milioni di copie che svelò al pubblico il Giorgio Faletti romanziere.

Fu l’inizio di una nuova vita. Nasceva il romanziere, il passato era l’attore, il comico, l’interprete amato dal pubblico televisivo. Si apriva un capitolo denso di lavori e di riconoscimenti importanti, ma durato poco, nel 2014 Giorgio Faletti se n’è andato per un cancro.

La fine

L’ultimo giorno di sole” è un racconto sulla fine delle cose, la fine del mondo, in senso letterale, dove un sole devastatore porge all’umanità la fine. E non è una fine improvvisa, ma è attesa della più inutile delle attese, quella che conduce nel buio. Eppure è proprio contro quella inutilità che la protagonista del monologo (nato come spettacolo teatrale per la voce di Chiara Buratti e la regia di Fausto Brizzi) sembra voler combattere sino all’ultimo istante cercando in sé quello che è stato e che neppure la fine del mondo potrà intaccare.  Dare senso all’attesa della fine, ad ogni secondo che ci separa dalla notte è sostituire alla disperazione (la fuga) la memoria.

E’ fin troppo facile pensare che le riflessioni giungano da un autore ormai consapevole della gravità della sua malattia: «È il lavoro al quale Giorgio teneva di più e al quale ha messo mano e pensato fino alla fine», le parole della moglie di Giorgio Faletti , Roberta Bellesini, giungono come una conferma. Come se lo scrittore, immerso nella sua fine, volesse tener fede alla sua vocazione più autentica: raccontare.

Giorgio Faletti Il racconto

L’umanità aspetta un’esplosione solare che potrebbe mettere fine ad ogni cosa. Tutti  fuggono alla ricerca di un improbabile luogo dove potersi riparare, e chissà, salvarsi.  Una donna decide però di non scappare, lei resta, resta nel paese dov’è nata, assieme a se stessa e comincia a raccontare.

Racconta a se stessa e al mondo che scompare tutto ciò che è stato: gli incontri, le cose viste, quelle vissute e quelle solo sognate. E mentre il buio s’addensa la sua voce diventa canzone, per esorcizzare la morte, per accoglierla non pensando più alla paura, ma votandosi alla bellezza del ricordo, con un affetto per le cose umane che è di per sé poesia. E’ questa la salvezza.


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