La Gioconda nuda si svela al Musée Condé di Chantilly Domain

È di Leonardo da Vinci

Gioconda nudaUn disegno a carboncino con riflessi bianchi, lo chiamano la Gioconda Nuda , ovvero, la gemella erotica di Monna Lisa. Questo disegno conservato al Musée Condé di Chantilly Domain sarebbe di mano leonardesca. Lo svelano approfondite indagini condotte dagli esperti del Centro di ricerche e restauri dei Musei di Francia. La notizia è stata riportata da Le Figaro.

Il disegno della Gioconda nuda di 72 × 54 centimetri, che è parte della collezione donata nel 1897 da Henri d’Orléans, duca dAumale, da un mese si trova nei sotterranei del Louvre dove è stata sottoposta ad una serie di indagini approfondite (riflettografia infrarossa, luce radente, raggi x, fluorescenza a raggi X) “Questo disegno dalla qualità della modellazione a livello del volto e delle mani abbastanza notevoli, è sicuramente un cartone preparatorio ad un olio.

Ci sono molti piccoli fori nei contorni. Riconosciamo una tecnica di trasferimento di composizione in uso all’epoca. Nel XIX secolo, al tempo del duca di Aumale, l’opera fu attribuita al toscano. Poi, con cautela, gli specialisti pensarono ad una variazione di Mona Lisa del XVII o del XVIII secolo. O è stato attribuito ai membri della bottega di Leonardo – spiega Mathieu Deldicque, curatore del patrimonio al Museo Condé – . Oggi possiamo rivelare che le prime intuizioni, in particolare quelle del grande conoscitore Henri d’Orleans, erano corrette. Questo disegno è, almeno in parte, del maestro stesso”.

Gli studi

Gli accertamenti hanno rivelato due filigrane nella carta, che la fanno risalire agli anni tra il 1485 e il 1538, prodotta e commercializzata in Italia durante la vita di Leonardo Da Vinci. Misterioso resta ancora lo sfondo, coperto a posteriori con uno strato di gouache grigio, così come non si è riusciti a capire quanti artisti vi abbiano messo mano, né se la Gioconda nuda sia anteriore, posteriore o contemporanea della più famosa Monna Lisa del Louvre.

Le “Monna Lisa” in tutto il mondo sono almeno una ventina e sono difficilmente databili: “Tali dipinti corrispondevano a una tendenza nata nei cerchi neoplatonici fiorentini del 1480, quelli che avevano conosciuto Leonardospiega Mathieu Deldicque al quotidiano parigino -. E per ricordare la triste storia di Simonetta Vespucci, questa giovane bellezza, oggetto di un amore ardente da parte Giuliano de Medici e morta prematuramente. Simonetta, durante la sua vita, è stata cantata dai poeti ed è diventata rapidamente un soggetto pittorico. Botticelli la ha rappresentata diverse volte. Una volta morta, l’idealizzazione di Simonetta si è accelerata. La giovane è salita al rango della musa, allegoria della bellezza, rappresentazione della divinitàPolisemica, allora, per un gran numero di artisti”.

Il disegno potrebbe essere al centro di una grande mostra su Leonardo che sarà realizzata nel 2019, in occasione del 500mo anniversario della morte del genio italiano.


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