Andrea Agnelli salvo a metà

Dopo la condanna l’appello

Andrea Agnelli Il Presidente della Juventus Andrea Agnelli , 41 anni, alla guida della compagine bianconera dal 19 maggio 2010, e da poco tempo anche Presidente dell’ECA  (European Club Association) che rappresenta le società calcistiche a livello europeo e membro anche del Comitato Esecutivo dell’ Uefa, è stato condannato per il processo biglietti ed i rapporti non consentiti del club con gli ultrà-bagarini ad un anno di inibizione (subito esecutiva) e ventimila euro di multa.

Le pene richieste dal Procuratore Federale, Giuseppe Pegoraro, erano più alte (2 anni e mezzo e cinquantamila di multa) ma nelle motivazioni della sentenza si parla che Andrea Agnelli con il suo comportamento non ha impedito le perduranti e non episodiche condotte illecite ma è stata decisamente frantumata l’associazione tra la criminalità organizzata e la Juventus, Agnelli compreso. 

Nessun legame con la mafia

In buona sostanza gli incontri con Rocco Dominello, ultrà poi condannato, avvennero in maniera sporadica ed inconsapevole in riferimento al suo ruolo di malavitoso. Dunque, nessun legame con la mafia per la Juventus. In casa bianconera sono parzialmente soddisfatti perché si sono esclusi contatti con la criminalità organizzata, il Procuratore dice che è soddisfatto ma servivano pene più dure. Entrambi, sia la Procura che la Juventus, ricorreranno in appello.

Da oggi, dunque, Andrea Agnelli  non potrà più rappresentare la società, partecipare all’attività con gli organi federali, non potrà firmare contratti ad esempio di acquisti giocatori, non potrà nemmeno accedere agli spogliatoi. In Europa non succederà nulla, l’ Eca ha un regolamento privato ed è stata respinta la richiesta della Procura di estendere subito l’inibizione in Uefa; la FIGC potrà attendere il terzo grado.

Assodata così l’inesistenza di rapporti malavitosi, Andrea Agnelli e la Juve ne sono estranei; mi chiedo altresì cosa significa che il tribunale nelle sue motivazioni, in tema di biglietti, ha definito la circostanza oltremodo preoccupante perché non sono stati fenomeni sporadici ed occasionali ma un vero e proprio modus operandi per un lungo periodo di tempo.

Animi sereni

In altre parole, la Juventus patteggiava da tempo con gli ultrà per evitare contestazioni o possibili rivolte. A parte che i rapporti con le tifoserie riguardano tutti i club e a parte che mi viene difficile pensare che in un board così importante che il Presidente Andrea Agnelli si interessi lui direttamente della vendita biglietti.

Mi domando allora dov’è la linea entro la quale bisogna rimanere per evitare relazioni oltre il lecito della società in tema di vendita biglietti alle proprie tifoserie? E ancora, non è che adesso saranno toccate altre società che hanno fin troppo prevaricato il limite dei rapporti con gli ultrà in tema di biglietti? E sarà necessaria una normativa di aggiornamento in futuro su questo tema e forse ci sarà un controllo più dettagliato e specifico per le varie società calcistiche?

Il calcio è un mondo bellissimo e non solo prettamente sportivo ma anche sociale e di cultura e tradizioni, questo sì, cerchiamo nel rispetto delle normative ma anche del buon senso, di tenercelo il più sano possibile.


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