Il mistero Liberato

Il cantante un po’ rapper un po’ neomelodico si svelerà presto?

Liberato Nessuno sa chi sia, ma il suo nome occupa pagine e pagine nelle cronache musicali, i tre video postati su You Tube raccolgono milioni di click, le sue canzoni hanno estimatori di successo. Ma chi è Liberato ? E soprattutto dove vuole andare questo rapper dall’accesa vena neo-melodica? Il mistero di cui si ammanta è solo un’operazione di marketing destinata a disvelarsi in tempi brevi o nasconde una strategia più complessa? Magari il suo celarsi è solo un’esigenza, com’è stato – in maniera diversa – per Banksy e per Elena Ferrante, oggi gli “anonimi” di maggior successo internazionale.

La verità è che fino a questo punto su Liberato abbiamo solo domande, e una sola risposta. L’ha fornita alcune sere fa ad una manifestazione pubblica, il San Gennaro day, l’autore di quelle clip che impazzano su You Tube: Francesco Lettieri. Il video maker ha affermato ai media che Liberato è napoletano.

Lo avevamo capito, troppo “pulita” quella inflessione per pensare che il cantante sia cresciuto oltre il perimetro centrale di quella Città metropolitana dove nell’arco di qualche chilometro, l’orecchio esperto individua tutto un altro parlare (e cantare).

Ma stiamo anticipando troppo, andiamo con ordine, ad uso di chi si fosse perso il fenomeno per la strada.

Da febbraio fino allo scorso 19 settembre, sulla piattaforma di You Tube Liberato snocciola tre chicche. La prima “9 maggio” sfiora ad oggi i 2milioni e mezzo di visualizzazioni; la seconda “Tu t’e scurdat’ ‘e me” (pubblicata guarda caso il 9 maggio) la supera di un milione di click; anche le radio cominciano a trasmetterle mentre il mondo va a interrogarsi sull’interprete (e l’autore) di queste  canzoni d’amore in slang, passate sullo sfondo di una Napoli rappezzata che non ha ancora i colori tragici di una Gomorra disperata. E citiamo Gomorra non a caso, ma il perchè lo sveleremo tra un po’.

E arriviamo al 19 settembre, giorno del patrono San Gennaro (e anche questa data non sembra casuale) e su You Tube arriva la terza “chicca”, forse la meno bella, dicono in molti, comunque accattivante “Gaiola portafortuna”. Girata tra i migranti di Castel Volturno, il video ha un sapore cubano e un’anima danzereccia. Non piacerà ai palati fini, ma potrà affermarsi. Per la cronaca “gaiola” in lingua napoletana è la gabbia degli uccellini; ma è anche una località sul mare, nella zona di Marechiaro, dal fascino misterioso (oggi area marina protetta).

In questo arco di tempo, di Liberato – che stando a Lettieri ha compiuto un’attenta operazione per far perdere le sue precedenti tracce su Internet –  s’è molto parlato, e le ipotesi sulla sua persona si sono sprecate. Quella più accreditata fino a pochi giorni fa, voleva che dietro quella felpa si celasse l’identità dello scrittore Emanuele Cerullo. Ipotesi seccamente bocciata dal critico musicale del Mattino, Federico Vacalebre (e siamo propensi a credergli).

Pescati nel mondo “alternativo” i nomi di Calcutta, Izi, Livio Cori, Ivan Granatino, Priestess, Dj Shablo e qualcuno con un volo fantastico ha parlato anche del portiere spagnolo del Napoli Pepe Reina, giusto perché nei video da qualche parte s’intravvedono una testa pelata e un fisco considerevole.

La speranza dei curiosi era riuscire a svelare l’identità di Liberato al san Gennaro Day, così non è stato e la prossima tappa buona potrebbe essere il concerto al Club to Club di Torino previsto per il 4 novembre prossimo. Non si esclude che, come già accaduto, il rapper possa nascondersi dietro qualche collega, vedi Calcutta.

Se per un Nino D’Angelo alquanto critico, alla scoperta che dietro Liberato si celi un neo melodico qualsiasi il fenomeno si sgonfierà; da Roberto Saviano è giunto un vero e proprio endorsement. Lo scrittore ha detto che da un po’ non ascolta altro.

Affermazione questa alquanto sospetta visto che con sempre maggiore insistenza gira la voce che tutto il mistero sarà svelato con l’uscita della terza serie di Gomorra, nel corso di una puntata in particolare. Lettieri su Repubblica non conferma ma non smentisce e dice: “Abbiamo cercato di prendere le distanze da Gomorra e da una certa Napoli vista in quell’ottica. Nei video non c’è degrado, non ci sono le Vele. C’è una Napoli abbandonata a se stessa ma in maniera poetica e mai violenta. I ragazzi di Liberato non hanno le pistole, non ammazzano, sono semplicemente adolescenti“.

Se l’ipotesi Gomorra dovesse confermarsi vera, avremmo dunque fin qui parlato di un’operazione di marketing ben riuscita; nel caso contrario si aprirebbero scenari paradossali per questi tempi, ma tutti da sondare: dove al grande successo mediatico corrisponderebbero ritorni economici assai limitati, visto che i brani di Liberato non sono neppure in “vendita” su iTunes. E questa cosa convince davvero poco.


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