Dimmi Chi Sei ! Il videogioco da tavolo che si gioca con lo smartphone

Lo strano caso di videogame e socialità

Dimmi Chi Sei ! Da decenni ormai si protrae quella che, per l’opinione comune, è una battaglia senza soluzione di continuità tra i videogame e le relazioni sociali. Quante volte vi è capitato che, in concomitanza dell’uscita dell’ultimo gioco di calcio, simulazione horror o avventura fantasy, il videogiocatore incallito nel vostro gruppo di amici annunciasse il proprio addio alla vita reale? Ebbene, questo punto meriterebbe analisi più approfondita, perché se da una parte è vero che i videogiochi si pongono come alternativa complementare (e mai esclusiva) ad altre attività en plein air, è vero anche che una larga fetta di titoli si è sempre prefissa l’obiettivo contrario, dal punto di vista sociale, ovvero aggregare e avvicinare giocatori.

Questo, ovvero l’eredità dei giochi di ruolo e da tavolo, si è tradotto in videogiochi fortemente improntati sul multiplayer, il giocare insieme che ha divertito e intrattenuto nel corso degli anni milioni di persone dotate di un joypad da condividere con un amico, o un computer e una connessione a internet particolarmente stabili. Ma questa stessa situazione, oggi, fa già parte del passato e il legame tra videogame e giochi da tavolo, con Dimmi Chi Sei ! , si è consolidato ulteriormente, così come la strana amicizia tra gioco virtuale e socialità.

Il suddetto titolo, che ha debuttato quest’estate, ha fatto sue le caratteristiche più “social” degli utenti di ultima generazione, escludendo infatti dall’equazione gli stessi joypad. Volete giocare in quattro? L’unica cosa che vi serve, a parte una copia (anche digitale) del videogioco e una console, sono tanti smartphone quanti sono i giocatori. Ogni giocatore non deve far altro che scaricare l’omonima app e lanciarsi in una serie di mini-giochi e domande a risposta multipla o aperta, tramite il proprio telefono.

È una mossa quanto mai intelligente elaborare quello che è, a conti fatti, un gioco da tavolo digitale che non richiede interazione se non attraverso lo smartphone, oggetto che tutti, ma proprio tutti, oggi conoscono letteralmente a menadito. Il numero di videogiocatori è alto, ma il numero di persone dotate di smartphone lo è sicuramente ancora di più, e in questo frangente un divertimento da serata in compagnia che sfrutta il connubio tra gioco e socialità potrebbe rivelarsi esplosivo.

Tanto più che, in tempi recenti, il gioco multiplayer era sempre più basato sulla connessione online e i videogiocatori di tutto il globo aspettavano, non senza una nota nostalgica, la scusa buona per poter invitare di nuovo i propri amici a casa e passare qualche ora in allegria, stando insieme fisicamente, oltre che in chat audio e nello stesso mondo digitale.

Una volta, per sfidarsi a Mario Kart o a Call of Duty (due colossi agli antipodi dei generi multiplayer, rispettivamente di corse arcade e di guerra), bisognava vedersi a casa di chi possedeva gioco, console e numero consono di joypad, con un televisore auspicabilmente grande da non soffrire della divisione in spicchi dedicati ai diversi giocatori. Poi tutto ciò è diventato contro-intuitivo, quando per fare la stessa cosa si poteva rimanere ognuno comodamente a casa propria, connessi con i propri amici tramite internet. Eppure la voglia di riunirsi non è mai sfumata del tutto.

In fondo, gli stessi giochi da tavolo sono un simbolo del divertimento anti-tecnologico che non sembra voler naufragare. Dimmi chi sei ! potrebbe essere un’apripista o rimanere un esperimento isolato, ben riuscito, di mescolare proprio questo bisogno atavico con la nostra vanità nei confronti dell’intrattenimento da telefonia mobile, con un’applicazione ludica che sa un po’ di videogioco e un po’ di social network. Quel che è certo, ad ogni modo, è che con i suoi mini-game, i suoi pazzi selfie da scattare e le sue domande sempre curiose e talvolta un po’ piccanti (escludibili attraverso un filtro apposito) metterà alla prova la conoscenza dei vostri amici, facendovi riscoprire quanto è più divertente che vi stiano accanto, invece che dall’altra parte di un lungo cavo ethernet.


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