The Young Pope la serie di Sorrentino nelle foto di scena di Gianni Fiorito

Dopo i successi di Napoli la mostra passa a Camera – Centro della Fotografia di Torino

The Young Pope

Nonostante la delusione agli Emmy, dove il riconoscimento ottenuto s’è fermato alle due candidature per la fotografia e la produzione, la serie di Paolo Sorrentino  The Young Pope  resta – a nostro avviso –  tra i “prodottitelevisivi meglio riusciti della passata stagione e certo, tra i più raffinati. Raffinatezza estetica e di contenuto che, paradossalmente, a volte rappresenta un limite per il regista napoletano. Tuttavia non è un caso che HBO abbia dato mandato a Paolo Sorrentino di ritornare sul “luogo del delitto”, affidandogli le riprese di una serie del tutto slegata dalla precedente ma ad essa tenacemente connessaThe new Pope”, le cui riprese, come avevamo anticipato qualche mese fa cominceranno con l’anno nuovo.

Per ritrovare le atmosfere vaticane sapientemente costruite da Paolo Sorrentino, in un’operazione che al tempo stesso celebra il regista e la felice mano del “suo”, fotografo di scena, Gianni Fiorito, ovvero “L’archetipo del fotografo” per dirla con le parole dello stesso Sorrentino l’appuntamento è a Camera – Centro della Fotografia di Torino.

Un successo nella città partenopea

Dopo aver raccolto circa 60mila visitatori in due mesi al Palazzo Reale di Napoli, dov’è stata allestita fino a qualche settimana fa, le foto di scena e del backstage di The Young Pope saranno ancora esposte in una mostra curata da Maria Savarese. Sei mesi di riprese, sei mesi di “scatti rubati” (tali sono quasi sempre le foto di scena) riassunti in 36 immagini (come quelle di un rullino) più 2: disposte su pannelli come in una sorta di pellicola fotografica che attraversa le atmosfere della ripresa, s’intrufola nei misteriosi momenti che seguono o precedono le riprese, nelle brevi pause tra un ciak e l’altro, nei rapporti della troupe e si sofferma sui protagonisti, a partire dall’intensità vertiginosa di Jude Law (papa Pio XIII), passando alle espressioni di Silvio Orlando, Scott Shepherd, Diane Keaton.

Gianni Fiorito, segue Paolo Sorrentino sin dagli esordi; ne ha seguito inizi (L’uomo in più) e successi (è mancato solo sul set de  “Le conseguenze dell’amore” e de “L’amico di famiglia”); napoletano, è fotografo di scena da 20 anni, prima, per altri 20 anni, si è dedicato al fotogiornalismo, in un arco di tempo che comincia con il terremoto d’Irpinia nel 1980, e si chiude con i drammi de G8 di Genova (2001). Intanto il “mestiere” cambia, le prestigiose riviste settimanali per le quali lavora, cambiano pelle, alcune chiudono. Fiorito si allontana dalla cronaca per immergersi nel mondo dell’immaginifico, alla ricerca, anche qui, di un altro punto di vista sulla realtà.

 

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