Baby Driver di Edgar Wright ma non abbastanza

Il nuovo film di Wright è molto divertente ma poteva essere ancora meglio

baby driverDa qualche giorno anche nei cinema italiani è finalmente arrivato Baby Driver – Il genio della fuga, film diretto da Edgar Wright e che vede nel cast attoroni del calibro di Kevin Spacey, Jamie Foxx e Jon Hamm. Ma è proprio per il nome che c’è alla regia che molti andranno a vederlo. Wright, inglese, classe 1974, si è costruito negli ultimi 10 anni una folta schiera di fans adoranti (tra i quali c’è chi vi scrive ora) e ha creato un suo modo di fare cinema facilmente distinguibile ma difficilmente copiabile.

A partire da La notte dei morti dementi, parodia del genere horror-zombie, passando per Hot Fuzz, parodia del genere poliziesco, fino alla migliore trasposizione in assoluto di un fumetto, quello Scott Pilgrim VS The World che ne ha confermato il talento registico, l’estro creativo e la smisurata verve comica. Per tutti questi motivi -e per la meravigliosa trama/genere scelto- l’aspettativa per Baby Driver era oltre le stelle (fomentata da un trailer-incipit di 6 minuti che anticipava il film).

La trama

Protagonista è Baby (Ansel Elgort), un ragazzo sui 20 anni imbattibile al volante. Ha un particolare, oltre ad essere un asso alla guida, deve sempre ascoltare della musica per coprire il fastidioso fischio che ha nelle orecchie, dovuto a un incidente in giovane età (questo disturbo si chiama acufene) in cui ha perso entrambi i genitori. Una volta è stato pizzicato mentre faceva un furto e Doc (Kevin Spacey) lo ha assoldato nella sua gang criminale. Finchè non ripagherà il debito, dovrà fare l’autista nelle rapine da lui congegniate. Quando sembra essersi liberato da quel mondo così da poter tornare a vivere una vita tranquilla con la ragazza di cui si è innamorato, Deborah (Lily James), ecco che scoppiano mille problemi.

Partiamo subito con il dire una cosa chiara

Baby Driver è una figata. E’ un film adrenalinico, divertente, emozionante e che fa immedesimare lo spettatore medio giovane. Ci sono inseguimenti in macchina strepitosi, c’è una storia romantica perfetta per i teenager e soprattutto c’è una colonna sonora da urlo, a partire da Jon Spencer Blues Explosion con Bellbottoms, musica travolgente dell’incipit, fino a Carla Thomas con B-A-B-Y o i Queen con Brighton Rock e Simon & Garfunkel proprio con Baby Driver. 
Tutto è a puntino per essere cool, per essere un cult, strizzando l’occhio alle nuove generazioni ma anche lanciando moltissimi rimandi ai capisaldi del genere come Bullit con Steve McQueen o il recente Drive di N.W. Refn. Però, non è abbastanza.

Nonostante me lo sia goduto fino in fondo e nonostante ci siano momenti di grande esaltazione, degni del Wright che amiamo, non è abbastanza wrightiano. Sembra una ottima bozza, ma non un prodotto finale finemente cesellato e levigato in ogni suo aspetto. Insomma, gli bastava un po’ più di cura e attenzione per essere davvero un grandissimo cult generazionale.
Non mi lamento della trama piena di buchi, passaggi incerti o banale o dei personaggi tagliati con l’accetta, come hanno fatto in molti. Per Dio, è un action con inseguimenti e rapine, che vuoi approfondire? Bisogna semplicemente far vedere inseguimenti e rapine! Mi riferisco al resto, a quel sottofondo, a quello stile che ella trilogia del cornetto e soprattutto in Scott Pilgrim ci aveva mandati tutti fuori di testa.

Dov’è quell’Edgar Wright ?

Qui spesso viene inombrato da un altro, da un Wright meno ribelle e anticonformista e più blockbusteriano, più…più Edgar Wright di Ant Man, ecco. Ma in Baby Driver avevamo bisogno del primo Wright, non del secondo. A volte si sente come una catena che lo tira, che lo limita. Eppure non stiamo parlando di un prodotto da major (nonostante ci sia Warner Bros a produrre), è chiaramente un B Movie quasi, un film secondario, quindi scevro da imposizioni. E invece non è così.

Peccato, perchè quell’incipit, tanto sponsorizzato, è diventato quindi un boomerang, in quanto il resto del film non è all’altezza. Quando poi Baby, nella parte finale, scappa dalla polizia a piedi, invece che in macchina -anche se solo per un tratto- il mio naso si è storto ancora di più. Accorgimenti che ne avrebbero fatto un qualcosa di più che un semplice godibile titolo, ampiamente sopra il resto di quello che si vede al cinema oggi, ma sotto il par della produzione di Wright.

 


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