Donne , cosa dobbiamo fare per metter fine alla violenza su di loro ?

Ogni giorno una tragedia

Donne Avevamo appena affrontato il drammatico tema della violenza sulle donne e giunge come un fulmine a ciel sereno la notizia della morte della sedicenne Noemi Durini scomparsa dal Cilento il 3 settembre scorso. La giovanissima è stata trovata senza vita, ricoperta da sassi, in una zona di campagna nei pressi di Castignano del Capo, a fianco di una strada e a una bella distanza dal luogo in cui si sono svolti i fatti. A portare gli inquirenti in quella “tomba” è stato il suo presunto assassino ovvero il fidanzato 17enne che avrebbe confessato l’omicidio della ragazzina. La violenza non conosce età e uccidere sembra sia diventato il sistema più spiccio per metter definitivamente fine a una storia.

Per ricordare cosa accadde

Noemi era scomparsa da Specchia, in provincia di Lecce, due settimane or sono. Il giovane (che la mamma di Noemi definisce come violento e che proprio per la sua arroganza aveva provocato il litigio tra la famiglia della giovane e quella del giovane) ha indicato agli inquirenti il luogo in cui era stato deposto il cadavere. Riferiscono i Carabinieri di Lecce che il corpo era parzialmente nascosto sotto dei sassi di grandi dimensioni. Oltre al giovane diciassettenne è stato indagato anche il padre che qualche parte avrebbe avuto nella tragedia.

Un’altra considerazione è la disinvoltura con la quale si carica in auto il corpo al quale si è tolta la vita e si percorrono chilometri e chilometri per occultare il cadavere.

Non ci occupiamo di cronaca, non è nella nostra linea editoriale. Parliamo di Noemi, come potremmo parlare dei tanti delitti operati sulle donne, quelli che con un brutto termine si chiamano femminicidio, e che purtroppo si assomigliano tutti. Tutti accomunati da violenza, incapacità del maschio di considerare l’amore altra cosa che il possesso, e così via, in discorsi che si ripetono da anni, senza alcun risultato, a voler leggere le cronache. 

Il giorno del no

Il 25 novembre in tutto il mondo tornerà a svolgersi la giornata per dire no alla violenza sulle donne. Sembra inutile ribadire che partecipare è un dovere, anche se il dubbio è che a prendervi parte, a unirsi alle donne che saranno in piazza, o semplicemente a inviare un messaggio di solidarietà via social a tutte le donne colpite dalle violenze, saranno persone che non hanno bisogno di essere sensibilizzate. Ma prima che anche questi crimini diventino “prassi” e vengano raccontati dai media con un rilievo banale, con il trafiletto di poche righe. Diciamo basta oggi. Subito


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