Fermiamo la violenza sulle donne

Adesso !

violenza Ogni giorno una violenza sulle donne. Ieri una tentata da un tunisino ai danni di una giovane donna a Palermo. Sono indignato e mi sento davvero un peso enorme. Sarà per il fatto che essendo un uomo maturo” certe cose non le ho mai concepite anche quando il verde accarezzava la mia persona. Insomma sono un uomo e non capisco come la ragione possa venir meno e il lato bestiale invece prevalga sui valori che ciascuno di noi dovrebbe avere nel proprio DNA.

La violenza è impotenza” recitava uno slogan dei miei tempi, del ’68, e non lo scrivo per banalizzare, ma perché arriva il momento in cui ci stanca anche un po’ di provare a capire, da capire non c’è rimasto nulla e voglio giudicare nel più radicale dei modi. Non lo nascondo, la castrazione chimica sarebbe opportuna in certe circostanze.

Drammi senza fine

Violenza e violenza così cono infarciti i giornali che hanno sostituito alle battaglie politiche o agli uragani quanto accade nelle nostre città durante la notte o durante il giorno. E su questi fatti, che considero drammi che non avranno mai fine, si innestano le ciliegie sulla torta come i Carabinieri presunti stupratori e per i quali – e questo passo non lo capisco – non viene detto nulla di nulla sulla loro identità. La cronaca fornisce anche i più turpi particolari, spesso si fanno nomi, si mostrano immagini, località, circostanze ma sui militari dell’Arma è calato un tendone che soffoca tutti e tutto.

Eppure anche i Carabinieri sono uomini e se hanno fatto quel che le studentesse americane gli attribuiscono, sarebbe opportuno far piena luce sulla squallida vicenda anziché celarla sperando nell’oblio.

Fattori esterni

Tornando alla violenza quotidiana è appurato che compartecipano agli atti alcol e droghe. E se vogliamo davvero ridurre questo odioso fenomeno dobbiamo fare qualche cosa. Il piccolo spacciatore sotto casa dev’essere non tollerato ma arrestato; il barista che non osserva le norme sugli alcolici dando, magari, da bere a chi è già ubriaco, dev’essere multato e il locale chiuso per un certo periodo. Insomma quel poco che ciascuno di noi può fare lo faccia.

Basta parole perché ormai questi episodi rischiano di passarci sulla pelle come acqua saponata. Come tanti episodi di cronaca che ormai sono diventati ordinaria amministrazione e letto il titolo del giornale non meritano – non per tutti, per fortuna – altri approfondimenti. Stiamo andando verso un’indifferenza che vede al centro il singolo ma che ha messo da parte la collettività. Stiamo arenandoci senza che nessuno venga a darci una mano anche perché per primi la mano non la tendiamo. La paura o qualche malefico virus, pervade i nostri sentimenti e li sta cambiando profondamente. Interveniamo, per carità. Interveniamo.


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