iPhone 8 chiamarlo solo smartphone è riduttivo

Ecco cosa si sa del nuovo prodotto della Apple

iPhone 8 E così, pazientemente, aspettiamo l’evento: la presentazione, martedì 12 settembre 2017, del nuovo smartphone di casa Apple, l’ iPhone 8 . iPhone 8 forse, visto che anche sul nome che a Cupertino daranno al nuovo prodotto non v’è alcuna certezza. Ma sarà il modello del decennale e tanto basta a richiamare in un pubblico sazio ai limiti della saturazione, un nuovo interesse per quello che in questi 10 anni è stato l’oggetto del desiderio per eccellenza. 10 anni che hanno cambiato il mondo e il modo di comunicare (ma questo è un discorso lungo e complesso che saltiamo volentieri), 10 anni in cui gli smartphone sono diventati più sottili, più ampi, più veloci; e ogni anno ad ogni nuova uscita – di iPhone o non iPhone – ancora un po’ più sottili, un po’ più ampi, un po’ più veloci. Tutto qui?

Tutta questa attesa, il tam tam mediatico, le anticipazioni fornite col contagocce, la presentazione globale, per consegnarci l’ennesimo smartphone uguale a se stesso?

Il limite

Sia chiaro, i produttori sanno benissimo che c’è un limite oltre il quale non possono andare, ovvero che non è più sufficiente arrotondare gli spigoli, cambiare colore o aumentare i pixel della fotocamera, e che i nuovi modelli devono, per destare un concreto interesse nel pubblico, contenere novità significative. E queste possono arrivare, al momento, dallo sviluppo dei nuovi software applicati alle fotocamere. Gli esperti concordano.

L’attesa della novità

Per avere un’idea di ciò che potrebbe apparire lo smartphone del futuro, rivolgi la tua attenzione alle fotocamere del dispositivo e al software e ai sensori – si legge sul New York Times – . Ecco una panoramica su come la videocamera può entrare in gioco: non appena prendi il tuo gadget, ti vedrà e saprà che sei il proprietario e sblocca lo schermo. Se sei all’estero, potrai indirizzare la fotocamera su un menu del ristorante per tradurre gli elementi nella tua lingua madre. Quando acquisti dei mobili, è possibile puntare la fotocamera del telefono al pavimento del soggiorno e avere un rendering virtuale di un tavolino per guardarlo potrai muoverti e sbirciare sotto di esso”. Una sintesi perfetta di quello che i nuovi dispositivi potrebbero offrirci, molto presto.

Il riconoscimento facciale

Citando lo stesso articolo di cui sopra, il NYT dà per scontato che il prossimo iPhone 8 , conterrà un sistema di riconoscimento facciale per sbloccare il dispositivo (l’ipotesi impronte digitali pare sia stata già scartata). Il sistema a infrarossi potrà, in breve, effettuare la scansione di oggetti 3D, incluso quella di un volto umano. Funzionalità che dovrebbe essere inclusa in modello premium, che avrà un prezzo di partenza di 999 dollari.

Se Apple, come consueto tace, si pensa che il “sistema” possa somigliare al sistema Spectra di Qualcomm, un sistema di fotocamera per la rilevazione di profondità molto affidabile.

Rilevamento di profondità è infatti il concetto base di un riconoscimento facciale che sia sicuro e che non si faccia ingannare ad esempio dall’esposizione di una fotografia.  Il sistema Spectra funziona investendo un oggetto con punti a luce infrarossa per raccogliere informazioni sulla profondità delle sue parti. Se i punti sono più piccoli, l’oggetto è più lontano; se sono più grandi, l’oggetto è più vicino. Il sistema di imaging può quindi ricucire i modelli in un’immagine 3D dettagliata del volto per determinare, prima di sbloccare lo smartphone, se chi sta davanti allo schermo è effettivamente il proprietario del dispositivo. Questa modalità sarebbe particolarmente sicura, anche se, a detta degli esperti, in presenza di forte luce, ad esempio sulla spiaggia, potrebbe funzionare male.

Il sistema operativo

Ma non è tutto, le fotocamere con la rilevazione di profondità possono essere fondamentali per migliorare  la cosiddetta “realtà aumentata”. Ed è proprio su questa che si giocherebbe il futuro dei dispoitivi  mobili. Se Apple è in piena corsa, tanto che nel prossimo sistema operativo iOS 11, avrà un supporto per applicazioni realizzate con ARKit, un kit di strumenti per sviluppatori di applicazioni per creare facilmente applicazioni in realtà aumentate.

Una demo di un’applicazione con ARKit è stata realizzata per Ikea. Consente di sperimentare visivamente come quel certo mobile può stare in un determinato punto di casa nostra. Insomma, non si tratta solo di giocare con la realtà aumentata, come le sperimentazioni in corso presso tutti i giganti della tecnologia tendono a dimostrare. Portarci direttamente davanti agli occhi o nelle orecchie tutto ciò che ancora ci ostiniamo a definire virtuale, è il prossimo, annunciassimo step, tecnologico. Questo significa anche che gli smartphone stanno per diventare molto più intelligenti, con risvolti tutti da immaginare.


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