Incubo nucleare la sua breve storia

I test atomici della Corea del Nord rappresentano l’ultimo tassello di una paura atomica cominciata 70 anni fa

Incubo nucleare C’era una volta l’incubo nucleare, c’era una volta ed è tornato. L’incubo della Guerra Fredda, del terzo conflitto mondiale che tutto avrebbe raso al suolo, rendendo il pianeta un deserto di rovine avvolto dal grigio perenne dell’inverno atomico. Erano gli anni ’50, gli anni dei test nucleari nelle isole lontane, fossero nel Pacifico o nelle terre del grande nord siberiano. Con quell’incubo, cominciato a Hiroshima il 6 agosto del 1945, avremmo fatto i conti nei decenni a venire.

Il mostro da esorcizzare

E mentre tanti ricconi americani si assicuravano la sopravvivenza costruendosi il bunker in cantina, si trovava anche il modo di esorcizzare. Quando nel decennio dei ’50 esplose la moda del costume due pezzi, non si trovò di meglio che chiamarlo Bikini, in omaggio all’isola delle Marshall tristemente famosa per i primi test atomici americani. Atomica era anche lei, Rita Hayworth, la “rossa esplosiva” che più d’ogni altra bellezza agitava i pensieri degli uomini di mezzo mondo. Dell’altra metà del mondo, la nostra, quella intimorita dal nemico d’oltrecortina che forse no, la bomba non l’avrebbe sganciata mai, ma intanto era meglio armarsi, per prudenza e deterrenza.

I distensori

Poi a capo del mondo qualche tempo dopo arrivano loro: Nikita Chruščёv e John F. Kennedy, sono meno bellicosi dei rispettivi predecessori, eppure è proprio con le loro leadership, che nel 1962, la crisi dei missili a Cuba porta il pianeta a un passo dalla guerra totale. La terza guerra mondiale, quella che non farà né vincitorivinti. Non succede nulla – ce ne saremmo accorti – ma tanto basta a dare il via a quei trattati infiniti che, a metà degli anni ’70, porteranno con Nixon e Brežnev alla cosiddetta “distensione”.

Stranamore e il salvatore del mondo

L’incubo nucleare comincia a scolorire, mentre Stanley Kubrik ha ormai incollato un altro tassello all’immaginario collettivo e un titolo che diventa emblematico della follia che agita le contrapposizioni. Esiste da qualche parte un “Dottor Stranamore”? In occidente c’è chi ci crede, e c’è chi crede che tutto possa ancora accadere, magari solo per errore. Un errore effettivamente ci sarà, il 23 settembre del 1983, quando sugli schermi sovietici si vede comparire la traccia di cinque missili nucleari sparati dagli Stati Uniti. Il protocollo impone che dall’URSS si risponda con eguale moneta, ma qualcuno disobbedisce, l’ufficiale Evgrafovich Petrov, che non crede all’attacco, non schiaccia quei pulsanti ed ha ragione. La sua storia l’ha scovata Roberto Giacobbo e raccontata nel libro “L’uomo che ci salvò dall’apocalisse” (Edizioni Rai Eri).

La caduta dell’impero

Col crollo del Muro di Berlino e la dissoluzione progressiva dell’Impero sovietico, l’incubo nucleare – ormai passato di moda – si manifesta sotto altre forme e tra storia, misteri e complotti procede sottotraccia, distante dai pensieri della massa. Che fine abbiano fatto gli arsenali Sovietici nelle ex Repubbliche dell’impero, e la possibilità che materiale sensibile sia finito nelle mani sbagliate sembrano i presupposti perfetti per un romanzo di spionaggio del XXI secolo, un romanzo che tira in ballo terrorismo e dittatori colpevolmente dimenticati dalle cronache.

Barak e l’Iran

A porvi rimedio – si spera – è Barak Obama che nel 2010 firma con la Russia il “New Start” un trattato di controllo sulle armi strategiche. Una serie successiva di vertici sulla sicurezza nucleare contribuiscono a evitare che il materiale fissile venga disperso non si sa come. Ma probabilmente il successo più importante dell’ex presidente USA in questo campo è aver assicurato un accordo per limitare il programma nucleare iraniano per i prossimi 10-15 anni.

Kim e Donald

E così le potenze atomiche restano nove. E se la condizione di perenne minaccia che vive Israele è preoccupante, non di meno lo è l’odio armato tra India e Pakistan. Tuttavia oggi è la Corea del Nord a far tremare le vene ai polsi, e fa tremare anche la terra, considerando che il test della bomba idrogeno da 120 chilotoni sganciata domenica scorsa ha provocato due scosse sismiche di magnitudo 6.4. L’incubo adesso sono loro: il dittatore coreano Kim Jong Un e il presidente USA Donald Trump. Due galli minacciosi in cima al mondo cui la Storia ha assegnato della pagine da riempire. Speriamo di cavarcela.


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