Il biopic “ Agnelli ” il film dedicato al presidente della Fiat Gianni Agnelli

Presentato alla Mostra di Venezia nell’ambito delle Giornate degli Autori

Agnelli

Agnelli diretto da Nick Hooker, prodotto da Hbo in collaborazione con Consolidated Documentaries e con produttore esecutivo il direttore di Vanity Fair Usa Graydon Carter, il film nasce essenzialmente per il pubblico USA, per presentare agli americani la più “internazionale” delle dinastie italiane. Un racconto patinato di glamour e potere per i Kennedy del Bel Paese, dove tra successi globali e tragedie familiari, emerge, con imponenza, la figura dell’Avvocato, scomparso 14 anni fa.

Andrà in onda su Sky Atlantic nel 2018

Un ritratto dell’Avvocato Agnelli inevitabilmente sfaccettato, un intreccio costante di ruoli e testimonianze: l’uomo, l’industriale, il capofamiglia, l’affascinante maestro di stile che anche Valentino imita, il rigoroso aristocratico sabaudo, il presidente della Juventus, il protagonista discreto ma prorompente del jet set. E non c’è solo la connotazione positiva quando l’eleganza diventa ossessione, la consapevolezza di sé snobismo e l’impegno rende padri troppo distratti.

Chiamati a parlare di Agnelli sono familiari, amici e rivali, collaboratori, professionisti e tanti – quasi tutti –  personaggi celebri che ne hanno incrociato in qualche modo la vicenda umana e professionale. Una vicenda che divise la strada con donne affascinanti, come Jackie Kennedy con la quale, leggenda vuole, Agnelli ebbe un flirt. Stesso dicasi per Pamela Churchill, la ex moglie del leader britannico con la quale ci fu una liaison in giovanissima età, prima che l’avvocato sposasse la nobile napoletana Marella Caracciolo. E poi i capi di stato (celebre l’amicizia con i Kennedy e con Kissinger), artisti e soprattutto…la Fiat.

AgnelliAgnelli e l’Italia

Ricco di aneddoti anche curiosi, il film attraverso la storia dell’Avvocato traccia una panoramica sull’Italia lunga mezzo secolo. 50 anni cruciali, per l’industrializzazione del Paese, ma anche per le profonde trasformazioni sociali cui Agnelli , per il ruolo ricoperto, è stato più artefice che testimone. Dall’Italia del boom industriale, a quella delle contestazioni degli anni ’70 che videro la Fiat e Torino centrali, nella costruzione di un Paese moderno e contraddittorio; all’Italia delle Brigate Rosse, a quella indebitata del decennio successivo, con sempre meno operai e colletti bianchi in marcia.

Un’icona regale quella dell’Avvocato, inarrivabile, cui solo i drammi familiari restituiscono una dimensione comune.


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