Arrivano i paparazzi scatti rubati in mostra a Torino

“Arrivano i Paparazzi! – Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi” a Torino CAMERA

paparazziC’erano una volta i paparazzi . C’erano visto che in piena era del selfie e dell’auto ritrarsi quotidiano, la categoria sembra effettivamente entrata in crisi. Sembra. Si può infatti dire che finché esisteranno divi (o aspiranti tali) e curiosità, lo scatto rubato continuerà vivere e lottare assieme a noi. Insomma, cambiano le mitologie ma non le inclinazioni umane, dove la mostra di Torino non solo viene a proporci molte immagini mai esposte in precedenza, ma andando a indagare la storia della fotografiarubata”, le restituisce un ruolo. Scatti che hanno influenzato il costume e le mode ma che talvolta hanno anche scritto il destino dei protagonisti ritratti.

Torino CAMERA Centro Italiano per la Fotografia, dal 13 settembre al 7 gennaio

Come anticipa il direttore di CAMERA, Walter Guadagnini, la mitologia e l’habitat dell’epoca d’oro dei paparazzi ci sono tutti:«C’è la Via Veneto degli anni Sessanta, con la sua incredibile fauna, ma ci sono anche figure come Brigitte Bardot, Jackie Kennedy Onassis, Lady D, Silvio Berlusconi, paparazzati in situazioni private che, forse, avrebbero preferito non veder ‘messe in piazza’».

Dove tutto ebbe inizio

E allora, in una ricostruzione che vuole essere storicamente corretta, il punto di partenza e il cuore della mostra, non può che essere la Roma della seconda metà degli anni Cinquanta con l’esplosione della cosiddetta “Hollywood sul Tevere”. Qui troviamo gli scatti d’epoca dei paparazzi passati alla storia della fotografia, nomi come: Tazio Secchiaroli, Marcello Geppetti, Elio Sorci, Lino Nanni, Ezio Vitale. E’la Roma della Dolce Vita che rivive in quegli scatti diffusi in milioni di copie sulle riviste, le atmosfere di via Veneto, riproposte in mostra attraverso alcune fotografie ormai divenute icone e altre riscoperte e riunite per l’occasione. Ed è un florilegio di divinità della celluloide: Anita Ekberg, Ava Gardner, Michelangelo Antonioni, Federico Fellini, Walter Chiari, Richard Burton e Liz Taylor.

Jakie e Diana: le regine messe a nudo

Col mutare della società, dei costumi e degli stessi mezzi d’informazione, l’immagine rubata si evolve seguendo il flusso dei tempi. Come spiegano gli organizzatori della mostra “le situazioni si fanno più scabrose, il gusto della sorpresa e dell’assalto che caratterizzava i Paparazzi si trasforma in uno sguardo da lontano, più voyeuristico”. Citate ad esempio, le vicende di Jakie Kennedy – Onassis e di Lady Diana. Per entrambe, icone di decenni diversi, lo scatto rubato rappresenta una condanna.

Anni ’60, la bella Jakie Kennedy, viene ritratta per le strade di New York da Ron Galella. E’ vestita in maniera semplice e passeggia tranquillamente, quegli scatti non fanno altro che mettere in luce la grande classe di questa icona di stile. Ma ecco che nel decennio successivo, la ormai signora Onassis, passa da protagonista a preda. Una serie di servizi la mostrano senza veli, celebre una sequenza rubata da Settimio Garritano, che sarà pubblicata su giornali per soli uomini e nella quale l’ex first lady prende il sole nuda. Scoppia un caso internazionale.

Successivamente sarà Lady Diana la preda privilegiata dei “ladri d’immagini” che la seguiranno in ogni istante della sua vita, e purtroppo, fino alla sua morte, quando l’auto sulla quale viaggiava andò a schiantarsi nel tunnel dell’Alma, a Parigi. Era il 31 agosto del 1997, la Mercedes era seguita da uno stuolo di paparazzi .

L’avvento del digitale

«Il cambiamento radicale nella comunicazione avvenuto con l’avvento del digitale muta ancora una volta il panorama di questo “genere”; allo stesso tempo si modificano anche i soggetti sul palcoscenico della realtà, poiché non sono più tanto gli attori a catalizzare l’attenzione dei fotografi, ma le figure del potere, politico e non solo». Francesco Zanot, curatore della mostra assieme a Walter Guadagnini, spiega così l’evoluzione più recente del fenomeno paparazzi , dove allo spettatore diventa sempre più difficile discernere lo scatto vero dalla messa in scena montata a uso e consumo del potente di turno.

La mitologia del paparazzo

E come ogni mitologia che si rispetti, anche i paparazzi diventano fonte d’ispirazione per gli artisti dove il gioco è tutto nel confondere lo sguardo tra finzione e realtà. Ecco allora le immagini di Ellen von Unwerth, che hanno come protagonisti le star del nostro tempo, da David Bowie a Kate Moss a Monica Bellucci che fanno il verso allo scatto rubato. O le foto dell’inglese Alison Jackson che ricostruisce attraverso scatti apparentemente rubati a celebrità come Marilyn Monroe e la stessa Lady Diana, delle realtà “alternative”. A conclusione dell’esposizione il progetto di Armin Linke sull’archivio di Corrado Calvo, paparazzo contemporaneo reso celebre dalle istantanee sulle vacanze di Berlusconi.

 


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