Spazzacamini del mondo in Val Vigezzo

A settembre la festa mondiale degli “uomini neri”

Spazzacamini Come ogni anno gli “uomini neri” arriveranno in valle Vigezzo da mezzo mondo: dalla Germania, dalla Francia, dall’Inghilterra, dai Paesi del nord Europa ma anche dagli Usa, Giappone e, per la prima volta, dalla Russia. Saranno centinaia, forse migliaia, gli spazzacamini che dal 1° al 4 settembre giungeranno in quest’angolo del Piemonte settentrionale – provincia di Verbania – con i loro volti sporchi di fuliggine e le divise d’epoca. Moderni spazzacamini orgogliosi di un mestiere antico ma non ancora sepolto dalle moderne tecnologie. Saranno giorni di festa, di sfilate, di pranzi collettivi, di incontri e di dimostrazioni sui bellissimi tetti di pietra delle case vigezzine.

Val Vigezzo, detta la valle dei pittori per una scuola di pitturadal vero” che tanta fortuna ebbe tra XVIII e XIX secolo; ma questa è anche la valle degli spazzacamini dove il mestiere, oggi così poetico, in realtà evoca lunghi secoli di fame e di lavoro minorile. I “ruscà” – così si chiamano nel dialetto locale mutuando il nome dall’attrezzo per pulire i camini – erano bambini, erano i figli dei più poveri. Quelli ai quali i genitori in un momento in cui l’economia montana era pura e semplice sussistenza, non potevano assicurare neanche il pasto quotidiano.

Imparare il mestiere

E allora li affidavano a qualche adulto, qualche spazzacamino che approfittando dei loro fisici minuti e della loro agilità di bambini cresciuti in montagna li mandava ad arrampicarsi sui tetti delle città italiane ma anche in mezza Europa. Gli spazzacamini della Val Vigezzo affollavano anche i tetti di Parigi ed uno di loro, come racconta la storia, riuscì a sventare anche una congiura contro il re Sole, poiché dalla sua posizione “privilegiata” poté udire i dettagli del complotto. Ma i bambini erano soprattutto sfruttati in maniera che, agli occhi di noi contemporanei, appare orribile. Le storie drammatiche sono tante.

Spazzacamini Il monumento dedicato

Valga su tutte quella di Faustino Cappini, ruscà di solo 13 anni, morto nel 1931, fulminato, mentre era su un tetto a fare il suo lavoro. A questo innocente, sacrificato alla miseria, a Malesco, uno dei comuni della valle, gli spazzacamini , ogni anno, vanno a rendere omaggio. Il monumento a lui dedicato, che lo ritrae con gli abiti da lavoro, è l’emblema di tutti i bambini chiamati a questo terribile mestiere. A Santa Maria, un museo racconta l’epopea degli “uomini neri” attraverso immagini, attrezzi del mestiere, documenti. Un utile approfondimento per chi volesse saperne di più.

Ma come anticipato, il raduno che quest’anno giunge alla 36° edizione, è soprattutto una festa. L’evento clou è la tradizionale sfilata che si terrà a Santa Maria Maggiore, domenica 3 settembre.


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