Sullivan Stapleton

L’australiano dagli occhi blu

 Sullivan StapletonAustraliano dagli occhi blu, alto, imponente, diretto e di poche parole (almeno in scena): Sullivan Stapleton, sembra rispecchiare in pieno  il personaggio  dell’integerrimo agente dell’FBI Kurt Weller, che interpreta nella serie crime evento Blindspot , creata da Martin Gero,  dal successo clamoroso in America dove è stata seguita da milioni di telespettatori e di cui, dal 30 Agosto, va in onda la seconda serie in anteprima su Infinitytv.  È lui la roccia a cui si affida Jane Doe (nome che viene dato in America alle persone sconosciute), una splendida donna interpretata da Jaimie Alexander, che viene ritrovata  in un borsone in Times Square, nuda e piena di tatuaggi  con il nome dell’agente  scritto a caratteri cubitali sulla schiena. Una serie  innovativa, di grande suspence, di cui si è girato un episodio della terza stagione proprio a Venezia.  

Sullivan Stapleton , che chiamano tutti Sully, è contento di essere a Venezia, posta continuamente foto della città su Twitter , da solo,insieme a Jaimie Alexander, con la troupe,  foto  e al contrario del suo alter ego in scena, sorride ed ha una simpatia travolgente.

Si aspettava questo successo?

Sullivan Stapleton «Fin dalla prima lettura mi sono reso conto che c’era una idea geniale, interessante e nuova. I tatuaggi di Jane Doe, aiutano la squadra di Weller a scoprire crimini sempre più sconcertanti.  C’è la politica, la criminalità internazionale, e in più c’è il rapporto fra Jane e Kurt,  che all’inizio è di protezione, di affetto, lui l’aiuta a cercare nel suo passato, ma poi diventa qualcos’altro. Gli sceneggiatori hanno fatto un brillante lavoro e tutto è andato anche aldilà delle nostre aspettative

Ci vuole una grande preparazione fisica per affrontare il set?

Sullivan Stapleton « Abbastanza, bisogna tenere presente che ci sono le controfigure che fanno il lavoro più difficile, ( L’abbiamo visto infatti sul canale con la sua controfigura italiana), anche se adorando l’alta velocità quando si tratta di correre cerco di farne a meno,  poi è chiaro che i combattimenti li facciamo noi, e in questo Jaimie Alexander  è una vera forza, come tutte le donne, infatti mi chiedo: Come fa a fare tutto questo sui tacchi alti?».

Sullivan Stapleton

Jane è ricoperta di tatuaggi, lei ne ha qualcuno?

Sullivan Stapleton « Ho la scritta Thai sul braccio la stessa che aveva Craig, il mio personaggio,  in ‘Animal Kingdom’, me la sono fatta tatuare uguale alla sua quando ho saputo che il film era stato scelto per il Sundance Film Festival. E chissà che non arrivi a scrivermi ‘Blindspot’ sulla schiena».

Blindspot è particolare perché deve dividere la scena con una donna, le dispiace?

Sullivan Stapleton «Niente affatto: sono un tipo vecchia scuola, ma ammiro il misto di forza e vulnerabilità delle donne e non potrei essere più contento della parità e della condivisione della scena tra Jane e Kurt

Blindspot  si basa su temi di attualità, che svelano scenari e complotti internazionali, non c’è molto da stare tranquilli.

Sullivan Stapleton « Blindspot in fondo esplora argomenti d’attualità, prendendo spunto dalle notizie dei telegiornali, e prova a spiegarne gli effetti. Sono temi, come il terrorismo, che fanno riflettere e la serie tv è un modo in più per parlarne, un’opportunità che va al di là del semplice intrattenimento, anche se il pubblico sa che quello che mostriamo è finzione».


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