Con Monaldi&Sorti il giallo storico è tutto da ridere

Il duo di autori esce con la trilogia dedicata a Salaì il diletto di Leonardo

Monaldi&Sorti Gli strani casi sono il loro pane quotidiano, ma a ben guardare essi stessi sono un “casoRita Monaldi (1966) e Francesco Sorti (1964); alias Monaldi&Sorti , coppia d’arte e nella vita (sono marito e moglie) dedita alla delicata quanto appassionante materia dei gialli storici. Scrittore lui, scrittrice lei, vivono a Vienna ma sono italianissimi, anche se a dare loro i maggiori successi sono stati proprio i paesi di lingua tedesca, dove le avventure del loro investigatore di riferimento, l’abate Atto Melani, cantante castrato e agente segreto del Re Sole, ha raccolto in una decina di libri, grandi consensi di pubblico e di critica.

Più ardua la sua affermazione in Italia, dove, dopo una partenza difficile con Mondadori (anno 2002 esce il primo romanzo “Imprimatur”), negli ultimi due anni grazie a Baldini & Castoldi, anche i lettori del Bel Paese hanno potuto apprezzare le investigazioni tra fiction e ricostruzione storica dell’arguto abate.

Si cambia tutto con il giallo storico-satirico

Ma adesso si cambia registro, epoca e protagonista, anche il genere letterario muta e il duo Monaldi&Sorti inaugura con una trilogia il giallo storico-satirico. In uscita per Baldini & Castoldi la trilogia che vede protagonista un altro insospettabile della Storia. Un artista marginale, eppure centrale nella vita del più grande: Giangiacomo Caprotti detto Salaì (1480-1524), figlio adottivo e apprendista di Leonardo da Vinci. Un personaggio al cui storia reale è coperta da molti misteri, a cominciare proprio dal legame che lo univa al maestro. Fu amore filiale o altro? Se la malizia dipinta nel volto del San Giovanni – che riprende le fattezze del Salai – conferma in pieno quell’appellativo di demone che Leonardo attribuì al suo allievo, è un fatto che il giovane fu l’unico, nella schiera dei suoi discepoli, a restargli accanto sino alla fine dei suoi giorni.

La trilogia di Salaì

Prendendo spunto da quella faccia da schiaffi, e dall’aura di giovane incontenibile, Monaldi&Sorti ricostruiscono il personaggio Salaì facendone uno sciupafemmine, rozzo e ignorante ma dal cervello fino. La trilogia, composta da “I dubbi di Salaì”, “L’uovo di Salaì” e “La Riforma di Salaì” accompagna le vicende del Caprotti partendo dal (vero) viaggio compiuto a Roma con Leonardo nel 1501, fino alla sua misteriosa morte, dovuta ad un colpo di archibugio sparato da ignoti.

Con un linguaggio divertente e sgrammaticato, dichiarato omaggio al “medievalese” dell’Armata Brancaleone, il primo romanzo di Monaldi&Sorti è un epistolario che in 68 lettere “politicamente scorrette”, narra del viaggio a Roma col maestro. Tra peripezie, bollenti avventure amorose e fughe rocambolesche, i nostri troveranno anche il tempo di risolvere l’omicidio (reale) di uno scrivano pontificio e di svelare una colossale frode.

Rileggere la storia rimanendo fedeli

Ma se trama, lettere e un linguaggio immaginifico ci parlano di finzione; il romanzo di Monaldi&Sorti ha l’ambizione di proporci una lettura diversa ma documentata della storia, che si allontana dal repertorio scolastico: «Vengono così scardinati uno dopo l’altro miti e certezze che hanno fatto la Storia si legge nella nota di presentazione – :la black legend dei Borgia, il principale documento storico che accusa papa Borgia plagiato da Boccaccio; la Riforma protestante, ispirata agli stessi storici e umanisti che hanno ispirato il nazismo; i collaboratori nazisti di Himmler che hanno coperto tutto hanno insegnato indisturbati fino al 1990».


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