Bonucci il nuovo capitano del Milan

Appena arrivato è già un leader

Bonucci E’ arrivato da poco ma è già il capitano del Milan. Stiamo parlando di Leonardo Bonucci , classe 1987, di Viterbo, 7 campionati vinti in serie A (6 con la Juventus e 1 con l’Inter) e acquistato quest’estate dal Milan per 40 milioni e 5 anni di contratto a circa 10 milioni all’anno con i bonus. L’episodio scatenante dell’addio ai bianconeri?  La tribuna punitiva di Porto: “Parte tutto da lì, ma anche prima c’erano stati alcuni episodi meno eclatanti”. Una scelta comunque difficile per un giocatore considerato, nel suo ruolo, uno dei più forti a mondo e da sette anni punto di riferimento della Juventus, campione d’Italia.

Ma questo è già ormai il passato, ora il presente di Bonucci si chiama Milan di cui ne è anche diventato subito il capitano: “Ho scelto il Milan perché vorrei ripetere il percorso vissuto in bianconero; arrivavamo da una rifondazione e siamo arrivati in alto. Nell’arco di quattro anni vorrei vincere la Champions. La fascia di capitano rappresenta una responsabilità importante. Ringrazio la società, il mister e la squadra per questo incarico, ci metterò tutto me stesso per difendere questa maglia dal primo all’ultimo secondo di ogni partita”.

Bonucci come Pilro

E ancora Bonucci : “Spero di fare nel Milan quello che ha fatto Pirlo alla Juventus con il percorso inverso”. Alla domanda se e come esulteresti in caso di gol alla Juventus, Bonucci ha risposto: “Se segnassi alla Juventus esulterei sciacquandomi la bocca. La porto dietro da quando ero piccolo e non la cambio” E questo gesto è figlio di un piccolo segreto. Bonucci è capace di segnare diversi gol e proprio il gol è legato questo marchio di fabbrica di Bonucci : l’indice a roteare davanti alla bocca rigonfia prima di correre a festeggiare con i propri tifosi.

Quel “sciacquatevi la bocca” non è rivolto a loro, ma a tutte le critiche ed ai momenti brutti che riceve lui e la squadra; e dietro a tutto questo, c’è una persona, Alberto Ferrarini, professione mental coach, motivatore per dirla all’italiana. E’ stato lui a trasformare Bonny- Bonucci . Giorno per giorno, con il lavoro, il “capitano“, come lo chiama lo stesso Leo, lo ha plasmato trasformandolo in un guerriero dei nostri giorni: sicuro di sé, sfrontato, mai domo, ma soprattutto odiato dagli avversari per quel suo modo di fare a parlare sempre chiaro e diretto, anche se mai irrispettoso. C’è chi lo adora e chi non lo sopporta. Di sicuro è impossibile non schierarsi. Con lui o contro di lui. Dopo essersi sciacquati la bocca, naturalmente.

Dichiarazioni da leader

E ora Bonucci è pronto a guidare in campo e fuori la sua nuova squadra: “Bisogna fare gruppo partendo dalle piccole cose, aiutarsi dentro e fuori dal campo. Io qui ho percepito tanta voglia di tutto ciò. Credo sia un punto di partenza importante per fare squadra, insieme alla società, all’allenatore e ai tifosi. Il Milan merita di tornare in cima, ci è stato chiesto di riportarlo in alto e metteremo tutti noi stessi come abbiamo cominciato a fare dall’Europa League. Bisogna fare gruppo con umiltà e voglia di sacrificarsi”.

Così, dopo i capitani storici come i Rivera, i Baresi, i Maldini, ora tocca a Bonucci  portare la fascia, tenere in mano il gagliardetto e stringere la mano agli arbitri appena la monetina tocca il campo; solitamente il capitano è il giocatore più rappresentativo della squadra, di certo Bonucci sarà sicuramente il simbolo di una voglia di rinascita e di una voglia di riscatto per tutti i rossoneri e con un leader come Bonucci, c’è da scommetterci,  potrebbero davvero e anche presto arrivare, nuovamente, grandi successi.


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