Barcellona o meglio l’Europa

Ancora una volta l’Isis

Barcellona«Ogni giornale, dalla prima all’ultima riga, non è altro che un tessuto di orrori. Guerre, delitti, furti, impudicizie, torture, delitti dei principi, delitti delle nazioni, delitti dell’individuo, un’ebbrezza di universale atrocità. E con questo disgustoso aperitivo l’uomo civile accompagna il pasto di ogni mattino. Tutto, in questo mondo, trasuda delitto: il giornale, i muri, e il volto dell’uomo». (Charles Baudelaire – Il mio cuore messo a nudo)

Ancora una volta hanno portato la morte nel cuore di una città europea, Barcellona . Con la vigliaccheria che gli è consueta, e un misero rancore verso questa civiltà nella quale pure loro sono immersi, ma da corpi estranei. Non li chiameremo, non daremo un nome a quegli esseri capaci di tanto, nulla può definirli con esattezza senza che si corra il rischio di promuoverli ad una categoria appena umana. L’Isis colpisce? L’Isis non esiste più, il califfato ha perso il suo territorio, ne restano le schegge, chissà quante, chissà come disseminate nelle nostre città, nelle nostre periferie, nei condomini. Continueranno a fare danni e spargere morte, ma non vinceranno. Perché la Storia è contro di loro.

Barcellona il giorno dopo

E così, all’indomani della strage degli innocenti sulla Rambla di Barcellona, con lo sgomento e la rabbia, quello che ci resta sono la cronaca, le parole, il cordoglio. Non bastano, ma è quello che possiamo oggi, domani non ci resterà che continuare a vivere, a viaggiare, a frequentare le passeggiate a mare e le strade delle nostre città, i bar, le discoteche e i ristoranti.

Quei luoghi pubblici che da Parigi a Nizza, passando per Londra, Berlino, Stoccolma hanno voluto colpire, i luoghi dello svago, del divertimento, della musica e del relax, loro, giovanissimi e incapaci di concepire un futuro che non sia sangue, che non sia morte. Interrogarsi su chi sono, o cosa sono questi esseri è materia da sociologi; alla Politica, con la maiuscola, le riposte concrete alla domanda che è sulla bocca di tutti. Dobbiamo sentirci sotto attacco? Siamo sotto attacco? Nelle fogne della civiltà qualcuno è disposto a giocarsi la vita per puro e semplice odio. ¡No pasarán!


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