L’Italia che odia

Ignorante, invidiosa, meschina e saccente, è uno dei periodi più neri per il “Belpaese”

italiaIo non so voi ma sono stanco. Stanco e demoralizzato di vivere ogni giorno in questa italietta piena di odio e ignoranza. Sarà capitato anche a voi di leggere una notizia di cronaca sulla vostra bacheca Facebook o su qualche sito e poi scorrere nella sezione commenti per leggere cosa ne pensa il popolino. Che sia una notizia legata a un calciatore, una celebrità, a cronaca nera, estera, alla politica o persino alla scienza e alla medicina si trovano sempre messaggi pieni di insulti, velati o meno, boria, ‘so-tutto-io-e-voi-un-caz e superficialità. Da quando in Italia c’è la “crisi profughi”, l’invasione e l’allarme immigrati si sono raggiunti poi livelli mai visti prima.

L’odio

E’ un odio sincero e genuino, quello del commentatore che si scaglia contro il protagonista della vicenda (un politico, un profugo, un criminale, un calciatore strapagato o una soubrette discinta, poco importa, non fanno prigionieri) che ha dell’incredibile. Sono minacce vere e proprie, di morte, di fare del male, se sono donne poi sono sempre a sfondo sessuale. Se sono stranieri vanno uccisi, annientati, eliminati alla radice. Se sono politici sono ladri, feccia, che ci odiano e invece amano i suddetti stranieri. Se è gente che ha avuto più successo di noi sono solo dei fortunati, senza talento e meritano di sprofondare. E’ gente che al primo passo falso di chiunque è pronta a ridere e gioire, manco fossero i loro peggiori nemici. E’ gente che non conosce la vicenda o i diretti interessati, perchè si limita a leggere solo il titolo della notizia e nient’altro.

E’ gente che non conosce il mondo reale -la stessa accusa che fanno ai tanti odiati politici- che vive chiusa in casa, coltivando odio, frustrazione e invidia perchè il vicino si può permettere più cose di lui. E’ gente che è fomentata da alcune fonti d’informazioni chiaramente schierate politicamente, che spargono in giro rabbia e malcontento, sperando così di generare un cambio politico. Attenzione, un cambio politico non un cambio di benessere per il lettore medio o il connazionale. E’ gente che non ha un’educazione sia scolastica che nel senso di rispetto verso gli altri. E’ gente che non capisce più che anche fossero degli immigrati, sono comunque esseri umani. E’ gente che dice di essere per l’accoglienza, amare il prossimo, seguire la dottrina del cristianesimo o qualsivoglia religione “seguano” ma sparerebbero a chiunque la pensi diversa da loro o sia diverso da loro.

Populismo

E’ un popolo che si sente minacciato da qualsiasi novità, è un popolo retrogrado, incattivito, impaurito e facilmente manovrabile dal primo populista che passa. E’ un popolo che non legge più, che non si informa correttamente e anzi quando si prova a educarlo o parla di una controinformazione errata, scorretta e manovrata solo perchè diversa da quello che sanno loro, o ancora, sembrano aver capito di sbagliare, ma tornano a inveire, sbraitare e insultare non appena esce una nuova notizia da commentare e una nuova personalità da infangare. E’ un popolo stanco, che vorrebbe un cambiamento ma che sta scegliendo il cambiamento sbagliato, solo perchè più facile e più diretto. Un popolo che ha smesso di ragionare con la testa ma ora usa solo la pancia, per non andare sotto l’ombelico come metafora.

E’ un Italia che ancora adesso aggredisce l’interlocutore con la retorica dei 35 euro agli immigrati, del mantenimento a spese nostre,  del “se stai a casa mia, fai quello che dico io”. E’ un Italia che odia chi deve mantenere e che non paga le tasse ma poi la domenica tifa Valentino Rossi (35 milioni di penale da pagare per non avere pagato le tasse per 7 anni, è stato anche graziato con uno sconto di oltre 70 milioni), la sera si spertica e applaude le invettive di Ezio Greggio contro i politici a Striscia la Notizia (tasse non pagate per 4 anni sui più di 23 milioni di euro pagatigli da Mediaset e patteggiamento in tribunale che gli è valso 6 mesi di reclusione poi convertiti in 45 mila euro di multa), mette mi piace a personaggi di dubbio conto come Gianluca Vacchi (pignorati beni per un valore di 10 milioni di euro) e Briatore (accusato di reati fiscali legati al noleggio di uno yacht per 3.6 milioni di euro e condannato a 1 anno e 11 mesi). Eppure a loro tutto è concesso. Uno schiaffetto sulle mani e torniamo a celebrarli e a imitarli.

L’Italia dei furbetti

Non sono anche loro persone che stiamo mantenendo, in quanto non pagano le tasse che tutti noi invece paghiamo? Più o meno tutti, dato che recentemente sono usciti i dati del canone Rai da un anno inserito nella bolletta elettrica e che evidenziano come risultino ben 5.6 milioni di abbonati in più, ex evasori quindi. Ma li c’è la pronta risposta. In Italia si pagano troppe tasse, e chi riesce a non pagarle è un furbo, è un genio, è un ganzo. In Italia vige la regole dei furbetti, che sono dei geni fino a che non si fanno beccare, poi diventano feccia da massacrare e odiare, o paladini della giustizia, novelli Robin Hood che ci possono portare alla Rivoluzione.
Ma un Italia migliore, giusto perchè secondo loro non funziona nulla in Italia, non partirebbe proprio dalla correttezza di tutti? Il sogno dell’Italiano medio che odia il politico che arraffa e ruba in un magna magna senza fine, è proprio quello di essere quel politico che ruba e arraffa.

I social

Questa piaga non è solo un problema di internet e dei social network, dove i Leoni da tastiera si permettono di dire le cose peggiori a chicchessia, nonostante non sappiano nulla. Questo odio e ignoranza dilagante è parte anche del mondo reale, tanto che i social non sono altro che una rappresentazione della realtà (quando capirà la gente che Facebook non è il mondo reale e non ha la stessa importanza? Mai finchè sarà accessibile a una generazione antica, datata e che non è cresciuta con il digitale e che da peso a qualsiasi cosa vede senza capirne le dinamiche e il funzionamento. I social sono strumenti che andrebbero utilizzati solo da chi li capisce veramente). Ora va di moda anche l’esclusione: fuori dai ristoranti i gay, fuori dagli alberghi i trans, fuori dal lavoro chi ha un compagno di colore, fuori dall’Italia chi è straniero. Non servono link, sono notizie all’ordine del giorno e che avrete sicuramente sentito o letto. E chi non viene escluso è maltrattato, denigrato e se prova a dire bè, viene ricoperto d’insulti, minacciato e accusato di dire il falso. Tanto poi c’è chi da manforte a questo tipo di persone e atteggiamenti, chi difende il titolare più volgare e ignorante, cafone che ci sia.

Le minacce

Le minacce di morte -o anche solo di violenza fisica brutale-, le minacce di stupro e violenza sessuale sono un altro must di gente che ha fin troppo tempo libero. Si difendono dietro alla “libertà d’informazione”, si nascondono dietro al la differenza di opinione, ma sono incapaci di capire una cosa basilare, che un conto è dire “non sono d’accordo con te, credo che tu sia nel torto” -argomentare la propria posizione mi rendo conto sia chiedere troppo-, e un altro conto è dire “Ti ammazzo, ti spezzo le gambe, guardati le spalle tu e la tua famiglia, ti metterei a novanta e ti inculerei fino a farti stare male”.

Quello che fa ancora più impressione è che 1 non sanno che stanno commentando con il proprio nome e cognome e quindi sono passibili di denuncia, fenomeno che sta crescendo sempre di più per fortuna 2 non agiscono mai, sono minacce che non si concretizzano e anzi quando si trovano davanti qualcuno, il diretto interessato, quando potrebbero agire, diventano piccoli piccoli e muti 3 sono insulti proferiti da signori e signore che hanno immagini profilo con la propria adorata famiglia, che parlano di amore e gioia e poi usano epiteti che neanche il più infame ultras userebbe e soprattutto 4 sono insulti rivolti a una persona che non conoscono personalmente e che magari fino a pochi minuti prima non avevano mai sentito nominare.

Temperature alte

Sarà il caldo, che sta facendo bollire il cervello, quel poco che c’è, di molti ma è un fenomeno sempre più crescente. E sinceramente abbiamo superato quel giro di boa dal quale non si torna più indietro. Non si riesce più a leggere una notizia senza avvelenarsi l’animo a causa degli altri lettori, non si può discutere con qualcuno senza essere accusati di essere “buonisti” -ma che significa??-, “pidioti” o servi addirittura, o zecche comuniste -ignorando che non esistono neanche più i comunisti-, non si può più vivere in un paese del genere. Lo sanno anche gli stessi profughi, che in Italia non ci sono mai voluti stare ma che non possono lasciare grazie ai nostri paesi confinanti.

E’ infine una Italia nostalgica, che invoca il ritorno della pulizia e dell’ordine dell’epoca fascista, quando grazie a LVI tutto funzionava, i treni non facevano tardi, LVI che ha inventato le pensioni, ma soprattutto LORO, i nostalgici di oggi che non si informano, non verificano quello che leggono, non conoscono la storia e soprattutto parlano di un’epoca che non hanno vissuto davvero e della quale ignorano volutamente tutto il male causato e creato, le disastrose condizioni di vita, la disoccupazione, le guerre.

Mentre negli Stati Uniti…..

Direte voi, non è solo l’Italia, è il male attuale del mondo questo dell’odio. Guardate gli USA , la marcia dei suprematisti bianchi che si è macchiata di sangue e morti. Un’America sempre più divisa grazie a Trump, e nostalgica di un’America Great Again, di un’America bianca e non di minoranze, di Klu Klux Klan e svastiche addirittura. Almeno li i Leoni da tastiera arrivano persino ad agire e ammazzare. La gente scende in piazza, protesta, si fa arrestare.
L’Italia da tastiera non si muove. Preferisce minacciare e odiare da casa e farsela sotto alla prima denuncia.

La Rivoluzione e la nostra Salvezza devono arrivare dall’educazione e dall’informazione, ma soprattutto dalla ragione e dalla serenità, due cose che sono emigrate dall’Italia da tanto tempo.


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