Trovato in Antartide un dolce di 106 anni fa ed è commestibile

Era conservato a Capo Adare, nella prima costruzione dell’umanità su un continente

Antartide Zucchero, burro, farina, spezie e frutta secca: il sapore è discutibile, la consistenza è quella di un mattone, ma le tipicità altrui non si commentano, e la “fruitcake” in Gran Bretagna è un’istituzione e come tale è amata, ma anche molto detestata. Il dessert si ripresenta, uguale a se stesso, in ogni occasione importante (Natale su tutto), e spesso resta in dispensa per svariate settimane prima di finire nei rifiuti. Ma questa volta il record ha superato ogni limite: 106 anni. Tale è l’età – dicono i ricercatori neozelandesi dell’Antartic Heritage Trust – del dessert ritrovato a Cape Adare, nella parte più settentrionale della terra della regina Victoria in Antartide , ovvero in una delle regioni più ostili della terra.

Qui, nei rifugi costruiti nel 1899 dagli esploratori norvegesi Henryk Bull e Carstens Borchgrevink, i ricercatori, tra una moltitudine di manufatti, hanno scovato il dolce. Era in “eccellenti condizioni”, ancora avvolto nella carta e nell’originale contenitore in latta stagnata col marchio dell’azienda britannica Huntley & Palmers, una volta il più grande produttore di biscotti al mondo. Lizzie Meek, responsabile della conservazione dei manufatti per l’AHT, ha spiegato ”C’era un sentore di burro rancido molto leggero, ma a parte questo, la torta sembrava ed odorava di commestibile. Non c’è dubbio che il freddo estremo in Antartide abbia aiutato la sua conservazione“.

Secondo gli scienziati il dolce è appartenuto all’esploratore britannico Robert Falcon Scott, capo del team del Northern Party della spedizione Terra Nova, che trascorse a Capo Adare gli anni 1911-12.

Antartide Pare che ci siano prove che Falcon Scott preferisse quella marca di prodotti.

Meek ha spiegato al National Geographic che “la fruitcake era un elemento popolare nella società inglese dell’epoca, e rimane popolare oggi. Vivere e lavorare in Antartide tende a provocare un desiderio di alimenti ad alto contenuto di grassi e di zucchero, e la frutta secca si adatta bene, per non parlare di quanto stia bene con una tazza di tè“.

Sono 1500 i manufatti (oggetti d’uso comune, abbigliamento, latte di cibo deteriorato ecc) trovati nei rifugi di Capo Adare, in Antartide, nell’ambito di un progetto di ricerca concluso lo scorso luglio. Nel laboratorio del Canterbury Museum si è lavorato per la loro conservazione; nello specifico, sul dolce il trattamento di conservazione ha incluso la rimozione della ruggine della scatola, la stabilizzazione chimica del rivestimento e dei residui di stagno. È stata inoltre eseguita la disacidificazione dell’etichetta e una certa riparazione fisica alla carta strappata.

E dopo il dolce si passerà agli edifici

La prossima fase del progetto sarà quella più interessante: il lavoro di conservazione sugli edifici di Capo Adare, che rappresentano il primo insediamento umano in Antartide . Quelle baracche senza alcun fascino architettonico hanno un’importanza campale: sono gli unici esempi rimasti della prima costruzione dell’umanità su un continente.

Tutto quanto vi è stato trovato sarà ripristinato e restituito ai luoghi, in conformità allo stato del sito come zona protetta (ASPA).

Una nota fonale sullo sfortunato proprietario della fruitcake, il capitano Robert Falcon Scott, che nel 1910, a capo della spedizione Terra Nova, parte per raggiungere il Polo Sud «ed assicurare all’Impero britannico l’onore di tale impresa». Scott con cinque uomini raggiuge l’obiettivo il 17 gennaio 1912 salvo scoprire che il norvegese Roald Amundsen lo ha preceduto di un mese. Sulla via del ritorno verso il campo base sulla costa antartica, Scott e i cinque uomini che l’accompagnano troveranno la morte. I loro diari recuperati otto mesi dopo hanno permesso al mondo di conoscere la loro storia, ma ciò nonostante la vicenda risulta ancora oggi controversa. E controversa resta la figura di Scott, forse un eroe coraggioso e sfortunato, forse uomo vile e incapace.


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