L’estate al tempo delle “diete fai da te”

Miti e leggende sulle diete

dietaEstate sono le giornate che sembrano non finire mai, le serate passate ad ammirare le stelle, i falò sulla spiaggia, il cinema all’aperto, i tuffi nel mare, un’anguria fresca, gustare il nostro gelato preferito, la musica e le canzoni cantate a squarciagola durante i concerti all’aperto, una passeggiata rilassante dopo cena, il relax meritato dopo un anno di lavoro, la sensazione rigenerante di una doccia fresca, un cappello di paglia e molto altro ancora.
Da amante dell’estate quale sono, rimango sempre parecchio dispiaciuta quando sento frasi come “che ansia, è già arrivata l’estate e io non sono pronta per la prova costume” ;”meno male che è arrivato il caldo così non mangio e dimagrisco” ;”Ti va un gelato?” “Non posso, tra poco parto per il mare e sono a dieta” e così via.
Con l’arrivo dell’estate infatti aumentano prepotentemente le pubblicità relative a prodotti “dimagranti”, beveroni, regimi alimentari drastici e fantasiosi e chi più ne ha più ne metta e aumenta il ricorso a “diete fai da te” per affrontare la famigerata prova costume. Innanzitutto trovo che non abbia senso rovinare la bellezza di questi mesi con diete drastiche dell’ultimo minuto finalizzate alle vacanze; ricordiamoci che il benessere e la buona alimentazione non hanno stagione ma dovremmo occuparcene sempre. La parola dieta, infatti, deriva dal greco “DIAITA”, che significa proprio STILE DI VITA.
Fatta questa premessa è poi importante conoscere i rischi a cui si va incontro quando si decide di sottoporsi a un regime alimentare drastico. Non è infatti tutto oro quello che luccica. Delle diete “last minute” vengono esposti solitamente solo i vantaggi, come la perdita di peso rapida e sicura, l’accessibilità da parte di tutti, la semplicità nel seguire le indicazioni. Tuttavia, questi regimi alimentari non sono privi di aspetti negativi, anzi. Vediamo insieme la faccia nascosta della medaglia e qualcuno degli “errori” più comuni nelle diete fai da te.
PERDITA DI PESO RAPIDA E SENZA FATICA: diffidate di chi promette miracoli e cercate di essere realisti. Se la perdita di peso si potesse ottenere senza il minimo sforzo e velocemente il sovrappeso e l’obesità non sarebbero così diffusi nel mondo. Il calo ponderale deve avvenire in modo graduale e soprattutto deve essere mantenuto nel tempo, per evitare il cosiddetto “effetto yo-yo”, dannoso per il nostro organismo. Inoltre, non è solo importante perdere peso, ma anche COSA rappresenta quel numero della bilancia che scende. “Dimagrire” significa infatti “ridurre la massa grassa”, non solo perdere peso. I chili di peso persi velocemente, in seguito a regimi alimentari fortemente ipocalorici e sbilanciati, rappresentano per la maggior parte liquidi e massa magra (la componente della massa corporea più attiva dal punto di vista metabolico) e vengono perciò ripresi con altrettanta rapidità (e talvolta anche con gli interessi) non appena si riprende a mangiare normalmente.
ELIMINARE I CARBOIDRATI: si tratta del primo passo per perdere peso in quasi tutti i tentativi di “dieta last minute/fai da te”, in quanto i carboidrati vengono spesso (ed erroneamente) considerati la principale causa del sovrappeso. Smettere di mangiare alimenti che contengono carboidrati come pasta, riso, pane, prodotti da forno e così via è pericoloso, in quanto così facendo il regime alimentare risulta fortemente sbilanciato. Non dobbiamo mai dimenticare infatti, che affinchè un regime alimentare sia sano ed equilibrato, anche se ipocalorico, è fondamentale mantenere inalterate le percentuali dei 3 principali macronutrienti (ovvero carboidrati, proteine e grassi) rispetto al’energia totale, di cui i carboidrati devono rappresentare sempre la porzione principale (dal 50 al 60% dell’energia giornaliera), privilegiando quelli complessi (quindi l’amido) di pane, pasta, riso e così via, limitando invece gli zuccheri. E’ perciò importante non escludere MAI i carboidrati, sia perché rappresentano la fonte energetica preferenziale per il nostro organismo, sia perché stimolano il senso di sazietà; se togliamo i carboidrati tenderemo invece ad aumentare il consumo di altri alimenti oppure a spizzicare durante la giornata perché non ci sentiamo mai sazi. Nonostante l’esclusione dei carboidrati possa sembrare la strada giusta da intraprendere perché determina una perdita di peso visibile e immediata, ATTENZIONE perché si tratta principalmente di liquidi e NON di massa grassa, pertanto non si può parlare di dimagrimento; inoltre, si tratta di chili che verranno recuperati rapidamente non appena si riprenderà ad alimentarsi normalmente, generando il cosiddetto “effetto yoyo”.
REGIMI ALIMENTARI SBILANCIATI E IPERPROTEICI: le diete fai da te dell’ultimo minuto propongono spesso l’eliminazione dei carboidrati in favore delle proteine, proponendo quindi la possibilità di mangiare carne, pesce, uova, affettati a volontà, a colazione, pranzo e cena. Questa scelta non è però priva di rischi; un eccesso di proteine infatti è dannoso per i nostri reni, che si trovano a dover smaltire un carico di azoto troppo consistente.
SALTARE I PASTI: anche se può sembrare un paradosso, meno spesso mangiamo, più faremo fatica a perdere peso. Il digiuno prolungato infatti crea una condizione di scompenso che induce l’organismo a risparmiare energia, anziché bruciarla. Mangiare in modo ordinato, ad intervalli regolari, rispettando i tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) e possibilmente anche i due spuntini, aiuta il nostro organismo ad ottimizzare le spese, senza innescare i meccanismi di risparmio energetico. Inoltre, saltare il pasto, fa in modo che si arrivi eccessivamente affamati al pasto successivo rischiando di perdere il controllo. Lo stesso vale per quando si digiuna per compensare un’abbuffata; non ha alcun senso. Il meccanismo di “tutto o nulla” infatti non porta i risultati sperati. Questo perché quando si mangia troppo abbondantemente, l’eccesso calorico viene immagazzinato come energia di riserva sotto forma di tessuto adiposo; durante il digiuno però, non sono quelle le fonti energetiche alle quali il nostro organismo attinge. Quando ci capita di esagerare a tavola, è bene quindi non saltare del tutto il pasto successivo, ma mangiare in modo leggero, ad esempio un minestrone oppure un piatto di verdure con una piccola porzione di pane.
SOSTITUZIONE DEGLI ALIMENTI TRADIZIONALI CON PRODOTTI “LIGHT”: il consumo di alimenti “light”, ovvero con un contenuto calorico ridotto rispetto al prodotto tradizionale in seguito alla riduzione della percentuale di un nutriente (solitamente del contenuto di grassi o zuccheri) è spesso confondente, in quanto si rischia di esagerare con la porzione, perché si tende a sottovalutarli e ai fini della perdita di peso non è necessario. Mantenere gli alimenti tradizionali, come formaggi non light, biscotti non senza zucchero ecc… aiuta a mangiare con consapevolezza, oltre che con più gusto.
RALLENTAMENTO DEL CONSUMO ENERGETICO: le diete last minute, quando sono fortemente ipocaloriche e sbilanciate, soprattutto se protratte nel tempo, dopo una perdita di peso iniziale causano un rallentamento delle spese metaboliche, ovvero riducono l’energia che il nostro organismo consuma per compiere le sue funzioni vitali. Questo avviene perché il nostro corpo tenterà sempre di opporsi alla restrizione energetica per un motivo di adattamento e di sopravvivenza; pertanto quando dispone di energia limitata, per tutta risposta, riduce la spesa energetica; inoltre, come già anticipato, i regimi alimentari drastici determinano una riduzione della massa metabolicamente attiva, ovvero la massa magra. Questi cambiamenti a livello metabolico (che per ovvi motivi non vengono nominati quando si sponsorizzano le diete “last minute”) sono i responsabili del rapido recupero di peso.
CONCENTRARSI SOLAMENTE SULL’ALIMENTAZIONE: per perdere peso in modo sano è fondamentale il binomio: alimentazione + attività fisica. Spesso con queste diete “last minute” si tende a concentrarsi unicamente su ciò che si mangia (o meglio, che non si mangia), senza apportare alcuna modifica allo stile di vita. Le ragioni per cui questo avviene sono diverse: si sottovaluta l’importanza del movimento per la perdita di peso oppure si tende a sovrastimare l’entità dell’attività fisica che già si svolge e il consumo energetico che ne deriva, in quanto spesso si confonde lo sforzo e la fatica con l’energia consumata. Oppure talvolta subentrano altre motivazioni, come la pigrizia, la mancanza di tempo, il troppo caldo e così via. Modificare il proprio stile di vita richiede infatti un impegno e una determinazione maggiore rispetto a modificare le abitudini alimentari, ma è fondamentale, non solo per ottenere un sano dimagrimento, ma anche per mantenere il peso perso. Associare il movimento ad un regime alimentare moderatamente ipocalorico è più vantaggioso, in quanto ci consente di conservare la massa magra, consumare più energia (anziché risparmiarla) e si farà più fatica a recuperare il peso perso, grazie all’effetto “a cascata”: una persona che si abitua a fare le scale o a non usare l’auto per andare al lavoro tenderà a praticare questi comportamenti anche a casa e nel tempo libero, per abitudine, per soddisfazione e per la riduzione progressiva del senso di fatica collegato con lo sforzo.

Il consiglio è quindi quello di diffidare di regimi alimentari che promettono risultati “magici” e rapidissimi, dove il prezzo da pagare è fame, monotonia e perdita del gusto. La perdita di peso è un processo graduale, da ottenere in seguito a modifiche progressive ma durature delle abitudini alimentari e dello stile di vita, che ci consentano di raggiungere il benessere conservando il piacere per il cibo, la buona salute e soprattutto il sorriso.

 


 
ADIUVAREAssociazione Diabetici Uniti Varese è un’associazione O.N.L.U.S fondata nella primavera del 2011.

Siamo un gruppo di  persone, diabetiche e non, che ha voluto dedicare un po’ di tempo e di energia per prendersi cura delle problematiche legate al “mondo diabete”

Il nostro interesse si rivolge a tutte le persone diabetiche da 0 a 100 anni, con una particolare attenzione ai bambini, ai giovani e alle loro famiglie


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