Facebook dichiara guerra ai siti poco onesti

Vita breve per chi bandisce l’onestà

Facebook Basta con i siti ingannevoli o fraudolenti. Occorre fare qualche cosa di più efficace che la semplice denuncia in rete. E Facebook scende in campo rafforzando la lotta a chi dice una cosa ma poi non ottempera alle promesse offerte. Facebook , insomma, ha dichiarato guerra al “cloacking”, ovvero una tecnica con la quale alcuni siti web palesano ai motori di ricerca prodotti e beni diversi da quelli che poi propongono agli utenti. Una vera e propria truffa forse più difficile da intercettare ma il cui fine è sempre quello: vendere a prezzi medio-alti oggetti che valgono ben al di sotto di quanto viene richiesto.

Chi sono e cosa fanno

Entrando nel merito i siti di questo genere propongono una gamma di prodotti o servizi – le pillole contro tutti problemi, per esempio – che però, alla fine, sono delle “sole” colossali e che costano un sacco di soldi. Facebook , il cui patrimonio di utenti sfiora i due miliardi, vuole una pubblicità onesta e che risponda a quanto promette. Guerra dunque a chi cerca con tutti i mezzi informatici a girare l’ostacolo della verifica del social network. Guerra senza quartiere perché Facebook non vuole certo mettere in discussione la propria credibilità, almeno per quanto riguarda la promozione che appare sulle pagine dei “sottoscrittori”, che secondo i vertici del social devono potersi fidare di quanto illustrato.

Senza contare che la politica pubblicitaria di Facebook continuerà incrementando sempre più la presenza degli annunci sulle pagine utenti. Comunicazione corretta e non disinformazione e per poter ottenere risultati positivi c’è da scommettere che il social metterà in campo sia uomini sia nuova tecnologia perché sconfiggere truffe o inganni è la garanzia di un futuro sempre più ricco di aderenti e per i pubblicitari, avere la certezza di essere tutelati da concorrenti mendaci. D’altronde, il vecchio adagio è sempre valido: alla lunga è l’onestà che paga.


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