Meo Sacchetti un Normal Man come CT del Basket italiano

Una vita difficile che rinasce da Novara

Meo SacchettiMeo Sacchetti è un allenatore normale ma vincente; nella vita conta vincere, per questo è stato scelto Meo Sacchetti: lui è bravo e normale, sa allenare e sa vincere” così Gianni Petrucci, presidente della Federbasket, motiva in conferenza stampa a Cagliari la decisione di affidare a Sacchetti la panchina della Nazionale dopo l’addio di Ettore Messina al termine degli Europei. Un allenatore umile che non fa troppi proclami e sceneggiate, un allenatore semplice che lavora molto e che rispetta i propri giocatori.                                                                                           

E’ stato dunque scelto il nuovo CT del Basket italiano, Romeo “ Meo” Sacchetti, giocatore di serie A e della nazionale ed ora allenatore degli azzurri. Un coach, di 65 anni, attualmente allenatore di Cremona, e che ha vinto come allenatore a Sassari lo Scudetto, 2 coppe Italia, la Supercoppa e ha ottenuto le promozioni in categorie superiori con Sassari e Castelletto Ticino.

La sua vita

Nato ad Altamura in un campo profughi, la vita di Meo non è stata sempre facile; orfano di padre, Meo Sacchetti ha dovuto farsi largo per trovare il proprio posto nel mondo della pallacanestro nazionale. “La vita molto presto mi ha detto arrangiati”, dice Meo Sacchetti nella sua autobiografia scritta dal giornalista sardo Nando Mura, nelle cui pagine emerge tutta la carica umana di un grande e amatissimo personaggio dello sport italiano, personaggio semplice, diretto, schietto e simpatico. Meo Sacchetti è cresciuto al Nord tra funghi e tartufi, in Sicilia ha imparato a mangiare il crudo e in Sardegna ha imparato ad amare gli spaghetti ai ricci.

Meo Sacchetti si è avvicinato al basket nella palestra Wild di Novara con l’allenatore Bob Rattazzi poi le tappe di Asti, Bologna, Torino e Pallacanestro Varese dove è rimasto per otto stagioni, fino al 9 novembre 1991, quando è stato costretto a ritirarsi dall’attività agonistica, a seguito di un grave infortunio (rottura del tendine d’Achille), dopo aver disputato 15 campionati di A1, con 456 partite giocate e 6.333 punti realizzati, ruolo ala. Con l’ Italia, ha vinto l’oro agli Europei in Francia (1983) e l’Argento alle Olimpiadi di Mosca (1980) (oltre al bronzo egli Europei di Germania nel 1985 ed all’argento ai Giochi del Mediterraneo nel 1983).

Le sue dichiarazioni

Le parole di Meo Sacchetti : ” Essere diventato allenatore della Nazionale, dopo averci giocato, è un sogno che si realizza. È un obiettivo professionale che è il top della carriera“. Nel 2016, Meo Sacchetti , è entrato nell’Italia Basket Hall of Fame, la più prestigiosa onorificenza della Federazione Italiana Pallacanestro Italia. Per Meo Sacchetti e la Federazione si è negoziato sulla base di un accordo part-time, che permetterà a Sacchetti di allenare la Vanoli Cremona in campionato, prendendo in carico la Nazionale nelle tre finestre per le qualificazioni ai Mondiali 2019, in cui il campionato si fermerà; il debutto sarà il 23 novembre contro la Romania a Torino.

Nelle qualificazioni, l’Italia non potrà contare sui giocatori NBA e di Eurolega, ma la sfida non spaventa Meo Sacchetti , lui pensa al gruppo e a dare le giuste motivazioni tecniche e tattiche ai suoi vari talentuosi giocatori (Datome, Belinelli, Gentile, il tanto discusso Gallinari, Zerini, Hackett, Della Valle e tanti altri).

Persino il Papa elogia l’essere normali: “Dobbiamo abituarci ad essere normali, alla normalità della vita”, e allora aspettiamoci, noi italiani e amanti di questo meraviglioso sport che il basket di coach Sacchetti, normal man, con il lavoro, l’umiltà ed il suo carisma tanto semplice quanto vincente, ci porti verso importanti e prestigiosi traguardi internazionali.


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