Usain Bolt perde e si congeda dall’atletica con un terzo posto

La finale dei 100 metri dei Campionati del Mondo di Londra vinti da Justin Gatlin

Usain BoltUsain Bolt era li, puntuale alla partenza insieme ai suoi avversari, come sempre negli ultimi anni. Il solito rito della presentazione e preparazione ai blocchi di partenza. Ma quello che Usain Bolt si apprestava a fare non apparteneva più alla normalità. La concentrazione era a mille, e lo schiocco delle leve prima di appoggiare i piedi sui blocchi con gli occhi puntati sul tartan rosso di Londra, rappresentavano l’ultimo saluto al mondo dell’atletica leggera. Poi lo sguardo verso il traguardo, la corsia, la numero quattro, mentre nella testa gli facevano eco le 41 falcate che avrebbe dovuto compiere per arrivare li, a cento metri di distanza.

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Cose che Usain Bolt ha già fatto tantissime volte. Come la posa plastica di fine corsa diretta verso il cielo a significare il suo volo. Un volo che lo ha reso il numero uno al mondo. Incontrastato nella sua progressione finale e fermato solamente dalla linea dei cento metri che lo ha sempre portato direttamente sul primo gradino del podio mondiale. Cose che ha fatto tantissime volte, ma queste di Londra 2017 hanno avuto un sapore completamente differente.

Grazie a lui e Asafa Powell la Giamaica ha rispolverato la disciplina della velocità nell’atletica e sempre grazie a loro gli eredi erano già li a Londra per condividere l’ultima esibizione del numero uno mondiale. Yohan Blake veste il suo stesso giallo canarino come quell’ Asafa Powell a cui ha levato il titolo di uomo più veloce al mondo. Ma a fissare il tartan insieme a loro c’erano anche due arcigni statunitensi Justin Gatlin e quello studentino universitario che lo ha battuto nella semifinale poche ore prima : Christian Coleman.

Il pubblico era tutto con Usain Bolt . Immobile in un religioso silenzio prima che lo sparo dello starter interrompesse quell’anomala atmosfera. Da quel momento il cuore di tutti poteva riposizionarsi nel suo luogo abituale lasciando l’improbabile zona del collo. L’urlo dello stadio londinese ha dimostrato di essere tutto con lui, insieme a miliardi di telespettatori. E Usain Bolt non ce l’ha fatta perché vince il contestato Justin Gatlin seguito da Christian Coleman e poi il grande Usain Bolt. Il saluto del pubblico dello stadio comunque è tutto per l’immenso giamaicano che ha chiuso così la sua nobile carriera.


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