Giletti Vado a La7 e scelgo la libertà

Il conduttore si prepara per la nuova stagione

GilettiPerché la Rai non abbia voluto rimettere in palinsesto l’Arena di Massimo Giletti è un mistero. Affermazione retorica si dirà, il problema è politico ecc. ecc. Ragionando in termini puramente commerciali, Giletti nelle sue due ore della domenica pomeriggio (ore 14-16) puntualmente “faceva a pezzi” la concorrenza, nello specifico Barbara D’Urso, carta stravincente di Mediaset che tuttavia mai è riuscita ad abbattere la diga de l’Arena.

Quanti ascolti il conduttore riuscirà a portare a La7, dove tornerà L’Arena, lo vedremo prossimamente, intanto questa mattina Giletti è intervenuto ai microfoni di RTL 102.5 durante la trasmissione “Non Stop News” per commentare il suo abbandono alla RAI.

“[…] come ho detto al Corriere della Sera, la dignità è un qualcosa a cui non ho mai abdicato nella mia vita. Cercare di mettere silenzio a L’Arena con motivi che non hanno senso l’ho trovato oltremodo oltraggioso di quello che è la mia storia da professionista e del mio gruppo di lavoro. La scelta di andare a La 7 è una scelta di libertà”.

Alla domanda se non crede che sia stato penalizzato l’intero team de L’Arena, Giletti non ha nascosto l’amarezza

Quando si chiude un programma che fa 4 milioni di telespettatori, 22% di share, 8 milioni di pubblicità durante l’anno, un gruppo interno all’azienda – perché era un prodotto interno, della Rai e io non ho mai venduto il marchio L’Arena a qualcuno – è un dolore. Quando ho sentito dire il Direttore Generale che era una scelta per fare una domenica più tranquilla si è detto: “Ditelo allora ai 4 milioni di spettatori che ogni domenica stavano lì e che evidentemente non amavano essere proprio così tranquilli, altrimenti non l’avrebbero seguita”. Poi ognuno ha grande libertà, il Direttore Generale ha grande libertà però bisognerebbe avere la forza di dire qualcosa in più di un programma così forte e vincente“.

E a proposito della nuova avventura su La7

C’è l’entusiasmo di aver salvato in parte un gruppo di lavoro, non ho smembrato tutti quelli che con me hanno lavorato e dato l’anima in questi anni, nel rispetto delle persone perché ho sempre considerato chi guardava l’Arena non un cliente ma un utente, uno a cui dare, visto che pagano il canone, che si paga e si deve pagare. Per rispetto a questi 4 milioni mi piacerebbe che un giorno qualcuno raccontasse la verità, ecco perché ho scelto davvero di andare a La 7: perché spero che qualcuno di questi 4 milioni mi possa seguire lì”.


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