La montagna e le sue emozioni

Gli uomini che la vivono insieme alla loro vita la loro passione e la loro morte

montagnaProva a chiedere qualcosa a Marco Bernasse, da 50 anni guida alpina del Cervino magari mentre sei con lui sul ghiacciaio del Plateau Rosa a far fatica e con una attenzione millimetrica ad ogni passo che fai su quella meravigliosa montagna alpina italiana posta tra l’ Italia e la Svizzera e lui ti dirà: “ la montagna è sempre diversa, ogni volta una sorpresa, un’emozione nuova”.

Poi leggi di un cuneese, laureando in biologia di 22 anni, Luca Borgoni che decide di toccare con le mani l’attacco della salita alla Gran Becca sempre di questa meravigliosa montagna e poco dopo un gruppo di scalatori lo vede precipitare con un volo di 300 metri. Ma subito superi le tristezze e ritorni con la testa a pensare alle emozioni che la montagna ti lascia e ti vengono in mente la frasi di quel bravo giornalista Marinet, una firma storica del giornalismo della montagna: “quando arrivi in vetta e guardi giù ti rendi conto di come sono nate le Alpi, di quanto è rimasto e di come stanno cambiando”.

In questi giorni si è conclusa la prima edizione de “Il richiamo della foresta, il primo festival di arte, musica e libri in montagna voluta dal Premio Strega, Paolo Cognetti, negli alpeggi della Valle D’Aosta in Val D’Ayas. Tre giorni per raccontare i diversi modi di vivere la montagna, il desiderio di comprenderla e popolarla. La montagna, non come fuga solitaria o desiderio di isolamento, ma come luogo di resistenza e di ricerca di nuove relazioni, di nuove sensazioni, un’alternativa possibile al modello economico offerto dalla città.

Arte, libri, musica e incontri con vecchi e nuovi montanari: persone che da sempre abitano la montagna e persone che ci sono tornate per riprendere i lavori dimenticati o inventarne di nuovi. E nei prati e nei boschi di Estoul hanno festeggiato il ritorno alla montagna come bisogno collettivo e occasione di libertà e bellezza.

Tanti i grandi ospiti e scalatori, con le loro emozioni e le loro storie.

Dritti al cuore della  montagna in un ascesa con l’alpinista valdostano Hervè Barmasse; insieme a lui per  capire il vero volto dell’alpinismo: ”L’amicizia e il senso di cordate sono le cose migliori che si possono trovare in vetta, certo c’è sempre una percentuale di rischio che non si può annullare”.                                                                                                                               Gianfranco Tosi, escursionista del Cai lascia la cordata e decide di proseguire da solo; sparirà nel vuoto poco dopo trascinato dalla neve. E lo stesso Hervè Barmasse ripete più volte da sempre: “ attenzione, può sbagliare anche gente esperta che vive su queste montagne”.

La montagna è anche questo, la montagna è un qualcosa di unico ed sempre fonte di grandi sensazioni. Ma la montagna è verità, qui non ti puoi nascondere.

Bella la frase di uno dei tanti grandi ospiti Mauro Corona, scrittore, alpinista e scultore del legno: “ devo dire che la montagna mi ha regalato ciò che gli uomini, le donne, i genitori, non sono riusciti a darmi. Dalla montagna mi sono sentito compreso, ascoltato, degnato di attenzione. Qualche volta anche spintonato, ma sempre dopo essere stato avvertito.”


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