Apple sempre nei guai adesso paga a Nokia e all’Università del Wisconsin-Madison

La casa di Cupertino continua a ricevere denunce che regolarmente perde

AppleApple dopo la vicenda legale contro la casa sudcoreana Samsung, sua rivale diretta nella guerra degli smartphone, adesso perde anche la causa intentata dalla casa svedese Nokia. Motivo del contendere ben una quarantina di brevetti legati tecnologicamente all’utilizzo del display, touch screen, all’antenna e altre diavolerie tecnologiche che hanno generato un contenzioso su vasta scala. La notizia è trapelata solamente ora ma all’accordo tra le parti si era già giunti nel mese di maggio.

Apple pagherà a Nokia ben 1,7 miliardi di fumanti dollari e, a quanto traspare, sembra che nell’accordo ci sia anche la commercializzazione dei prodotti Nokia nei punti vendita e store Apple, compresi quelli on line. Una bella vittoria quella della casa svedese che sta preparando il rilancio del marchio in grande stile. Ad Apple la discreta cifra da versare non scompaginerà più di tanto gli equilibri economici, però c’è da dire che la sua immagine corazzata di azienda votata alla ricerca non ne viene fuori in modo alquanto brillante.

Non è la prima volta quella di Apple

Apple è recidiva in questo comportamento perché dopo Samsung è toccato a Nokia. E non è tutto. Apple dovrà pagare anche altri 506 milioni di dollari all’Università del Wisconsin-Madison sempre per lo stesso motivo, violazione di brevetto. Si tratta di un circuito applicato su alcuni modelli di computer della mela oltre che su tutti gli iPhone. Un brevetto che era stato depositato nel lontano 1998 da un gruppo di studio composto da un docente e tre studenti di informatica dell’ Università del Wisconsin-Madison.

Sono tutte situazioni spiacevoli che però disegnano una strategia aziendale non del tutto corretta della Apple. La scomparsa del proprio padre creativo Steve Jobs sembra aver indebolito la casa di Cupertino in termini di copertura. I brevetti in questione di Nokia e dell’ Università furono violati quando Jobs era ancora in vita e saldamente ancorato al suo posto di comando. Oggi dopo un po’ di anni dalla sua scomparsa Apple sta pagando il giusto tributo alle violazioni effettuate. Che con Jobs siano scomparse anche le garanzie degli appoggi politici ?


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