La Venere girovaga torna a casa

Alle Gallerie Sabaude di Torino torna in mostra la Venere di Botticelli, in autunno riprenderà a girare il mondo

VenereDal 2010, ha girato mezzo mondo: l’Europa, poi le grandi città dell’AsiaPechino, Macao, Hong Kong, Tokyo e poi un ritorno a casa sua, nell’eleganza della Galleria Sabauda di Torino e ancora, nei mesi scorsi, un viaggio negli States dov’è stata esposta a Williamsburg, in Virginia, e a Boston, nell’ambito di una grande mostra dedicata al suo creatore, Sandro Botticelli. La Veneregiramondo” torna finalmente a casa, e mentre a Torino le preparano un’accoglienza degna di tanta dea (in basso il programma), l’avviso agli appassionati è di correre a vederla, visto che in autunno potrebbe ripartire, testimonial d’eccezione dell’arte italiana in grandi mostre internazionali.

L’opera su tela (riportata da tavola) a grandezza naturale, fu dipinta dall’artista fiorentino intorno al 1490, ed è una delle tre sorelle superstiti “meno famose” e di qualche anno più giovani, della celebrata Venere nascente degli Uffizi.

L’ossessione di Botticelli per Simonetta Vespucci

Sempre lei, ancora lei, ora come Venere ora nelle vesti della Primavera, l’amore e l’ossessione di Sandro Botticelli (1445-1510). Si chiamava Simonetta Vespucci ed era la donna più bella del suo tempo, “la senza paragoni”, l’avevano soprannominata, questa ragazza dai lunghi capelli d’oro, i tratti perfetti e dallo sguardo chiaro. Sposata al banchiere Marco Vespucci, era amata da Giuliano dei Medici, il fratello minore di Lorenzo il Magnifico, e soprattutto fu musa per poeti e artisti. Ma nessuno fu ossessionato dalla sua bellezza come Sandro Botticelli, che più e più volte ne riprese le fattezze, fino a imprimersela così tenacemente nella mente, che quando ormai Simonetta era morta da nove anni, troppo giovane per lasciare che il tempo ne insultasse le grazie, l’artista continuò a dipingerla. Andata via a soli 23 anni, nel 1476, Simonetta non vedrà mai quella Venere che ne ha tramandato la memoria fino ai giorni nostri. Decenni dopo, Botticelli chiederà d’essere sepolto accanto a lei, nella chiesa d’Ognissanti per restarle vicino in eterno, e fu accontentato.

Gli anni di Savonarola

Ma negli ultimi anni della sua vita, Botticelli non era più il cantore della bellezza e del classicismo che i contemporanei avevano amato. Con l’esilio dei Medici da Firenze (1494) e l’avvento della cupa teocrazia di Girolamo Savonarola, l’artista segue il corso della storia. I comportamenti personali nella Firenze di quel momento sono sottoposti a feroci controlli, la mondanità bandita, il “Falò delle vanità” nel 1497 porta al rogo cosmetici, specchi, abiti eleganti, strumenti musicali, dipinti con nudi e soggetti pagani. Il modo “grazioso” di Botticelli diventa in questo clima più austero e il tema secolare scompare. Gravi dipinti religiosi dominano la produzione successiva dell’artista, densa però di capolavori commoventi come la Vergine col Bambino e San Giovannino di Palazzo Pitti.

Una serata per Venere

Venerdì 28 luglio alla Galleria Sabauda è in programma una serata dedicata alla Venere e al suo ritorno con una visita guidata a cura della direttrice del museo, Annamaria Bava. L’iniziativa si inserisce nel calendario delle serate di apertura straordinaria dei Musei Reali #Realedisera, un’occasione per ammirare le mostre in corso ai Musei Reali, con la guida d’eccezione dei curatori.


Le foto presenti su Stravizzi.com sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla nostra redazione italiana - indirizzo e-mail redazione@stravizzi.it, che provvederà prontamente alla loro rimozione .