Steve Jobs eroe di un melodramma

The (R)evolution of Steve Jobs del compositore Mason Bates

Steve JobsNon si considera spesso che esiste un’opera (lirica) contemporanea che parla di uomini e donne di oggi. Un esempio? The (R)evolution of Steve Jobs, scritta dal compositore Mason Bates su libretto di Mark Campbell, che ha debuttato sabato scorso al Santa Fe Opera, un grande festival internazionale che si svolge ogni estate in un anfiteatro appollaiato nel deserto a nord della capitale del Nuovo Messico.

E così Dopo libri e film, anche l’opera lirica s’interessa al mito di Steve Jobs , il fondatore dell’impero Apple, d’altronde, era un “personaggio” quasi letterario: brillante, enigmatico e contraddittorio. La sua faccia era sui cartelloni pubblicitari e nelle riviste, i suoi prodotti nelle nostre tasche e crediamo di sapere tutto di lui. Ma l’opera The (R)evolution di Steve Jobs fa luce su un lato di Steve Jobs mai approfondito prima.

Cosa pensa Bates di Jobs

Brillante ma misterioso, Steve Jobs possedeva una visione che sembrava illimitata; ma fu solo quando la sua vita stava finendo che trovò i mezzi per guardarsi dentro. “Infatti, la ricerca di pace per arrivare alla pace interiore è la storia dell’opera – che, in una frase, è la storia di un uomo che apprende di essere ancora umano“, dice il compositore Mason Bates.

Innovatore egli stesso, Mason Bates, noto per aver combinato la strumentazione tradizionale con un’ampia tavolozza elettronica e strumenti provenienti da culture non occidentali, è uno dei compositori più programmati nel mondo. E’ famoso anche per il suono lucido della sua musica, portatrice di una spazialità che evoca il cielo aperto e suggerisce un mondo al di là del nostro orizzonte. Bates è attualmente il primo compositore in residenza al Kennedy Center di Washington, DC. Insieme, lui e il librettista Mark Campbell, hanno modellato un’opera che traccia lo sviluppo della spiritualità di Steve Jobs attraverso i suoi rapporti con cinque grandi figure della sua vita: la moglie Laurene, il confidente Steve Wozniak, la  fidanzata Chrisann, il consulente spirituale Kobun e suo padre Paul.

Il passato incrocia il presente lungo un viaggio che vuole essere profondamente emotivo, e durante il quale Steve Jobs non lascia mai la scena. Bates ha stabilito degli indizi musicali distinti per ogni personaggio e nota che “quando interagiscono, le loro musiche si fondono quasi come su un piatto da DJ“. Curiosità, Bates ha anche incluso l’energia di una chitarra elettrica, uno strumento che Jobs ha amato, per trasmettere la sua interiore inquietudine.

Come si sviluppa l’Opera

Lo scrittore Mark Campbell, che ha già creato i libretti di 15 opere, ha strutturato l’evoluzione di Steve Jobs con una linea di storia quasi cinematografica che scivola avanti e indietro nel tempo, ma mantiene la coerenza narrativa. Si vede Steve all’età di 10 anni mentre l’adulto Steve Jobs , ricordando la scena, lo guarda assieme al pubblico. L’effetto è di entrare nella coscienza di un genio mentre matura.

La regia dello spettacolo è di Kevin Newbury, i cui molti titoli di produzione includono la première mondiale degli Oscar nel 2013.

Al di là delle curiosità sull’opera e su come il personaggio Jobs emerge, l’auspicio è poterla vedere, anche tra qualche anno in un festival italiano


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