Matera Capitale Europea della Cultura 2019 tra entusiasmo e scetticismo

Attesi un milione di vistatori 4 le grandi mostre in programma 50 gli eventi autoprodotti

MateraÈ una vergogna per tutta la nazione” urlò Alcide De Gasperi ai materani durante un comizio, di lì a qualche anno (1952) Matera verrà svuotata dei suoi abitanti, in quindicimila, dai Sassi furono trasferiti nella città nuova costruita a poca distanza. Su quel nucleo abitativo scavato nella roccia bianca, esempio straordinario di perfetto adattamento dell’uomo alle condizioni naturali cadde l’oblio, una civiltà contadina costruitasi novemila anni era stata sradicata, le grotte-casa (dove effettivamente le condizioni di vita erano durissime) lasciate all’abbandono. Una delle città più antiche del mondo veniva messa da parte della modernità. “Nelle grotte dei Sassi si cela la capitale dei contadini, il cuore nascosto della loro antica civiltà. Chiunque veda Matera non può non restarne colpito, tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezzascriveva solo qualche anno prima il confinato Carlo Levi, nel suo “Cristo s’è fermato ad Eboli”, e chiosava, eccola la città  “bellissima, pittoresca e impressionante”.

Una lenta rinascita

Ma col mutare dei tempi e della sensibilità la “vergogna nazionale” diventa altro: nel 1986 una legge nazionale finanzia il recupero degli antichi rioni materani, degradati da oltre trent’anni di abbandono e nel 1993 i Sassi di Matera vengono dichiarati dall’UNESCO Patrimonio mondiale dell’umanità. E’ l’inizio di una nuova storia, anno dopo anno la città comincia a ritrovare una nuova dimensione, i Sassi recuperati che diventano ricercate abitazioni (anche per un bel po’ di vip), alberghi, b&b, sofisticati ristorantini, laboratori d’arte e artigianato; anche i palazzi tornano a nuova vita come il cinquecentesco palazzo Pomarici, sede del MUSMA, il Museo della Scultura Contemporanea, dove nei mille metri degli spazi ipogei sono esposte oltre duecentocinquanta opere di grandi artisti (Moore, Arp, De Chirico, Matta, Calder, Picasso, Fontana, Manzù, Gio e Arnaldo Pomodoro, Marino Marini, Medardo Rosso, Chillida, tra gli altri).

Ma non solo sono i materani a riscoprire la loro Matera , nel 2003 Mel Gibson vi girò parte del suo The Passion, ricostruendo in quell’integra antichità la sua Palestina. Non era stata una sua idea, sotto quel sole ‘ferocemente antico’, fu Pasolini nel 1964 a intravedere tra quelle pietre la Gerusalemme per Il Vangelo secondo Matteo e, nel 1985 era stato Bruce Baresford per il suo King David. L’unicità di Matera , d’altronde, non poteva sfuggire ai cineasti che sin dagli anni ’50 l’hanno usata come set cinematografico: da Rosi, ai Fratelli Taviani, passando per Nanni Loy, a Rossellini, ad Amelio, e da ultimo, nel 2016 la Wonder Woman di Patty Jenkins campione d’incassi al botteghino.

Matera Capitale Europea della Cultura

Ma ringraziando per i turisti richiamati dalle produzioni hollywoodiane, il futuro della città non può essere quello di scenografia. Ecco allora che in questa rinascita non ancora completata arriva la scommessa della Matera del riscatto totale, quella Capitale Europea della Cultura 2019 che potrebbe segnare un nuovo inizio. “Matera riuscirà a cogliere tutte le opportunità che la designazione a Capitale Europea della Cultura 2019 porta con sé – dice il ministro Dario Franceschini – Un percorso impegnativo ricco di possibilità per l’intera regione che richiede programmazione, sinergie tra pubblico e privato, sforzi da parte di tutti gli attori della filiera culturale e dell’industria creativa. L’evento è sinonimo di identità e di vocazione del territorio, proprio quello su cui una regione come la Basilicata può mettere in campo per il proprio sviluppo e per la crescita dell’Italia“.

Criticita’

Ma le criticità sono un’ombra incombente su ogni proposito, delle settimane scorse la denuncia attraverso i media, di ritardi – forse incolmabili – nella realizzazione delle infrastrutture, e su tutte l’annosa questione dei collegamenti (ferrovia e statale) e di luoghi simbolo, come il teatro Duni, inagibile, e che forse non si riuscirà ad aprire per tempo, stando alle perplessità manifestate dalla giuria europea che sorveglia l’avanzata del progetto. Ma su questi aspetti ci riserviamo approfondimenti ulteriori.

Cercansi finanziatori

In una conferenza stampa a Roma, la Fondazione Matera – Basilicata 2019, con il ministro dei Beni e delle Attività Culturali Franceschini, ha lanciato ieri il bando rivolto ai privati che intendano contribuire programma culturale, possono partecipare gli operatori economici che intendano partecipare con contributi in denaro (value in cash) o in natura (value in kind), ottenendone in cambio una straordinaria visibilità.

Il direttore della Fondazione Matera 2019, Paolo Verri, fornisce le cifre: “già durante la fase di candidatura Matera ha registrato una visibilità straordinaria che ha portato ad una crescita del turismo pari al 154%, diventando una delle mete più note e visitate d’Italia“. Secondo Verriquesto trend crescerà ancora con l’anno da Capitale Europea della Cultura e con investimenti in comunicazione mirati a target nazionale ed europei. Dal 19 gennaio al 20 dicembre attendiamo oltre 700.000 visitatori unici, 1 milione di presenze alle attività proposte, una visibilità media nazionale ed europea pari a oltre 150 milioni di contatti. Ma l’evento sarà preceduto già nel 2018 da molte attività promozionali in lodo e in giro per l’Italia e per l’Europa“.

Il programma culturale: anticipazioni

Non ci saranno eventiacquistati” fuori dall’Italia e, per quanto possibile, tutto sarà made in Matera ; è questo uno dei principi alla base del progetto complessivo, che vedrà in calendario 4 grandi mostre, 50 progetti originali e la creazione di un network che coinvolgerà numerose città italiane ed europee. “Matera – inoltre – si pone come hub delle eccellenze di un Sud preparato e capace, in una rete di collaborazione che coinvolge anche Crotone, Lecce e Napoli. Il budget dell’evento è pari a 52 milioni di euro, che sommato agli investimenti in opere pubbliche connesse, pari a circa 200 milioni di euro, potrà generare un ritorno superiore a un miliardo di euro sul territorio in quattro anni”. Speriamo.


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