Giovanni Boldini in mostra alla Reggia di Venaria a Torino

La gioia di vivere della Belle Époque dal 29 luglio al 28 gennaio 2018

Giovanni BoldiniGiovanni Boldini l’artista che interpretò l’immaginario della Belle Époque fino a diventarne un simbolo sarà in mostra con oltre cento opere alla Reggia di Venaria a Torino. L’esposizione è curata da Tiziano Panconi e Sergio Gaddi. Modi aristocratici, lusso e bellezza, donne fasciate in abiti di seta cangiante, l’arte e la mondanità a ritmo del can can e poi innumerevoli liason galanti, la gioia di vivere, e gli ambienti altolocati nella Parigi fin de siècle, dove Giovanni Boldini pittore “à la mode” è cortesissimo, oltre a essere un punto di riferimento per tanti artisti.

E così la sua notorietà finisce per varcare anche l’oceano. Ma se compito dell’arte è stare sempre un passo avanti a dove lo sguardo dei contemporanei arriva, nel momento in cui s’impone la modernità e la tecnologia rivoluziona il modo di vivere,  Giovanni Boldini si propone come un anticipatore. Nessuno come lui, saprà raccontare la fiamma interiore di donne in marcia verso l’emancipazione. Sono donne consapevoli quelle che sprizzano fascino dalle tele di Giovanni Boldini , certe della loro sensualità, anche se indubbiamente sono delle privilegiate. Ma c’è anche il fascino della città nelle sue opere, ci sono le celebri “vedute d’atelier”, gli scorci, i parchi, la città moderna.

E’ il racconto della sua parabola creativa quella che vedremo in mostra alla Venaria Reale, un percorso passo dopo passo nell’opera del maestro che ebbe il suo sviluppo e il suo culmine nei decenni che vanno dal 1870 e l’inizio della Grande Guerra, nel 1914 quando una grave malattia della vista comincia a segnarne il declino.

Il viaggio di Giovanni Boldini dalla provincia al mondo inizia nel 1864 ed è di sola andata. Dalla natia Ferrara si trasferisce a Firenze per frequentare l’accademia di belle arti e l’entourage dei Macchiaioli. Poi eccolo a Londra e, dal 1871 a Parigi,  dove rimane sino alla morte avvenuta nel 1931 a 89 anni.

E’ sulle rive della Senna, che Giovanni Boldini conosce la modella Berthe, con cui avvia una ultradecennale storia d’amore; è lì che si legherà poi alla contessa Gabrielle de Rasty, sua  amante e musa, che lo introduce nella cerchia della committenza altolocata. E’ lì che instaura rapporti professionali con il mercante d’arte Adolphe Goupiul, il più importante, che ha gallerie sparse in tutto il mondo. Ed è lì che conosce Manet, Degas e Renoir, e poi Fortuny e Meissonier, o i grandi stranieri come Whistler e Sargent. Nomi da cui Boldini sa però distaccarsi, proponendo un modus operandi tutto suo, la “maniera Boldini” che lo porterà alla celebrità.


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