Weegee il cronista più oscuro della New York negli anni ’30 e ’40

Una mostra a Barcellona ne ripercorre l’opera

WeegeeNella tumultuosa New York degli anni ’30 e ’40, in una città assediata dalla criminalità, organizzata e non, un giornalista freelance trasforma il crimine in spettacolo. Sempre in attesa come un cacciatore e sempre al centro dei fatti, si fa chiamare Weegee , ma firma le sue foto come ” Weegee The Famous ”, consapevole della qualità del suo lavoro. Il suo nome vero è Arthur Fellig, e la sua vita è decisamente pericolosa. Si muove agevolmente tra la polizia e la mafia, anzi, ha un atteggiamento sin troppo disinvolto, quasi “spensierato”; è un personaggio che sembra uscito direttamente da un noir, e non è un caso che le sue avventure abbiano ispirato, decenni dopo, diversi film neri” come “L’occhio pubblico” (Howard Franklin, 1992), “LA Confidential” (Curtis Hanson, 1997), “Road to Perdition” (Sam Mendes, 2002) o “Nightcrawler” (Dan Gilroy, 2014), tra gli altri.

Di fatto quasi un secolo dopo le sue prime foto, il lavoro di Weegee continua ad intrigare sia il pubblico che i critici. Grazie ad uno stile rigoroso e ai forti contrasti dà un’auraepica” a immagini che  riescono a riflettere la società e la vita notturna di una città che conosceva meglio di chiunque altro.

La base di Weegee è davanti la sede della polizia di Nyc, nella sua auto, dove nel 1938 ottiene il permesso di installare una radio accordata alla frequenza della polizia, che gli permette di arrivare prima alla scena del delitto.

Nella sua biografia, Weegee spiega: “La mia auto è diventata la mia casa: era una biposto, con un baule extra grande, ho tenuto tutto lì, una fotocamera extra, lampadine, una macchina da scrivere, stivali, scatole per sigari, salumi, la pellicola a infrarossi per scattare al buio, un cambio di biancheria intima, uniformi, costumi e scarpe e calzini extra … (…) Da allora non ero più legato alla telecamera della polizia, avevo le ali. Aspettavo che il crimine venisse da me, potevo seguirlo, la radio della polizia era la mia vita, la mia macchina fotografica … la mia vita e il mio amore … era la mia lampada di Aladino”.

Questo “ufficio mobile” gli permette di prendere le prime e più sensazionali fotografie di eventi e dei fatti di cronaca e offrirle per la vendita a pubblicazioni come l’Herald-Tribune e il Daily News. Il successo nei media popolari e il rispetto della comunità dei fotografi d’arte, danno la misura dell’abilità di Weegee, capace di creare una fortissima connessione emotiva tra lo spettatore e i personaggi delle sue fotografie.

Durante gli anni ’40 le foto di Weegee cominciano ad essere considerate ben più che scatti di cronaca. La Photo League di New York gli riserva una mostra nel 1941 e il MoMa inizia a raccogliere il suo lavoro, esponendolo nel 1943. Weegee pubblica le sue fotografie anche in diversi libri, tra cui Naked City (1945), Weegee’s People (1946) e Naked Hollywood.

E, infatti, nel 1947 il fotografo si trasferisce a Hollywood; qui dedica gran parte della sua energia a realizzare film in 16 mm e fotografie  per la sua serie “Distortions”, progetto che lo portò a realizzare ritratti sperimentali di celebrità e figure politiche. Ritornò a New York nel 1952 cominciando a insegnare e a  scrivere di fotografia fino alla morte, il 27 dicembre 1968.

Weegee By Weegee

Per chi nei prossimi mesi si trovasse a passare da Barcellona, l’appuntamento è con la mostra “ Weegee by Weegee ” alla Fondazione Foto Colectania, fino al 5 novembre 2017. 

Cento immagini in arrivo dalla raccolta dei collezionisti svizzeri Michel e Michèle Auer, rappresentano una curata panoramica del suo lavoro: dalle immagini di crimini, incendi o incidenti a scene di eventi sociali e popolari, come le folle sulle spiagge di Coney Island o in altri luoghi di svago per i neo-yorker del tempo. Weegee fotografa un cadavere, ma anche un ballo in maschera o un bambino solitario. Nelle sue foto c’è l’oscurità, ma anche la tenerezza. Una delle singolarità della mostra a Foto Colectania è quella di mostrare, insieme alle fotografie dell’autore, i più famosi fotogrammi pubblicati dal giornalista, come l’edizione originale di “Naked City“, pubblicata nel 1945 e subito diventato un best seller.


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